Si tratta del suo primo progetto da solista, ma il passato è costellato da esperienze in due band e tanta gavetta. Leonardo Angelucci si rimette ancora una volta in gioco, e lo fa con l'EP Contemporaneamente, anticipato dall'omonimo singolo e da cui è stato estratto anche il brano Calamite. Pubblicato il 26 maggio 2017, il cantautore romano non si vuole fermare qui, ed è già al lavoro per la costruzione di un futuro album. Ma andiamo con ordine.

Partiamo dal primo singolo estratto, Contemporaneamente. Ce ne puoi raccontare la genesi e il significato?

«Contemporaneamente è un brano nato da una risposta alla classica domanda che un genitore pone al proprio figlio quando lo vede pensieroso, in questo caso mia madre: ‘Cosa hai fatto Leonardo? – ed io – Niente!', e invece… Il resto lo dovreste sapere. Dal ritornello stile mantra poi ho scritto due strofe molto personali che raccontano romanzando qua e là la mia quotidianità».

Invece, per quanto riguarda il singolo Calamite?

«Calamite invece è una storia d’amore finita o comunque sull’orlo del tracollo, che porta con sé la violenta paura della solitudine, l’incapacità di gestire una situazione nell’immediato futuro che ci sta spiazzando. E quindi qui entra in gioco questo karma elettromagnetico di approccio agli eventi più o meno positivi della vita, e la consequenziale attrazione di positività o negatività».

L’EP Contemporaneamente raggruppa altri tre brani. Quali storie racconti in questi casi?

«In Capovolto parlo della mia famiglia, in senso esteso, ovvero quella fatta dagli affetti più intimi e dalle amicizie, ma scherzo con ironia anche sul vero e proprio capovolgimento fisico e mentale che spesso vivo dopo una serata troppo audace. E pensare che tutto è nato dall’osservazione di una mia foto al contrario. Capigliatura è la meno ermetica. Parla ovviamente dei miei capelli e del pregiudizio che troppo spesso accompagna le persone, anzi in questo caso la capigliatura viene proprio prima della mia persona, ‘del mio ego, prima del mio sguardo e di ogni mio traguardo…'. Continuo? Cretaceo superiore è una schietta critica ed autocritica generazionale, parla dei ribelli del nuovo millennio, dei leoni da tastiera, dei rivoluzionari da divano, di un momento storico che vede noi giovani senza certezze per il futuro, senza programmi a lungo termine. E allora potremmo essere noi l’inizio dell’estinzione del genere umano come nel cretaceo superiore i vulcani o le glaciazioni lo sono stati per i dinosauri? Apocalittico lo so».

È ancora presto per trarre un bilancio, ma quali sono stati i primi riscontri in merito alla tua opera?

«Positivissimo se penso all’immediato riscontro di amici, parenti e sostenitori più fidelizzati. Buona anche la risposta della stampa indipendente e delle radio, come anche i numeri sul web a livello di views ed ascolti. Ovviamente adesso arrivano i concerti estivi e tutta la promozione live, quindi è adesso che si vede il riscontro vero dei brani. Sono molto eccitato e molto ottimista».

In questo percorso non sei da solo, ma ti avvali di una band. Come si concilia il tuo lavoro con loro?

«Con i miei musicisti siamo in perfetta sintonia, suoniamo tantissimo, e con due di loro (Matteo Troiani e Tommaso Guerrieri) da tanto tempo insieme anche nel nostro progetto rock Lateral Blast; con Simone Pierotti, la new entry alle chitarre e cori per i live è allo stesso modo sintonia perfetta. Ovvio che in un progetto cantautorale come il mio, sia io a portare le idee dei brani in studio per poi svilupparle insieme, sempre aperti a consigli sugli arrangiamenti e sulle strutture, come avvenuto anche già in studio per la registrazione dell’ep a Jolanda di Savoia (FE) insieme ai miei produttori (Massimiliano Lambertini e Michele Guberti)».

Dal tuo passato nelle band – Black Butterfly e Lateral Blast – a oggi: come mai la scelta di passare a un progetto da solista?

«Un dovere. Ad un tratto non avevo più spazio nei cassetti e sui quaderni per contenere le tante canzoni che scrivevo e scrivo tuttora e che non portavo in studio con i miei progetti rock per ovvie divergenze stilistiche e di scrittura. Quindi parallelamente al lavoro con i Lateral Blast, ho deciso di intraprendere questo progetto cantautorale incontrando da subito l’interesse e supporto della mia etichetta Alka Record Label».

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Come si è evoluto Leonardo Angelucci in questi anni?

«Aprendosi a qualsiasi ascolto e suonando qualsiasi tipo di musica in ogni contesto. L’apertura mentale anche a livello creativo nel mio lavoro è fondamentale, e ti fa sentire libero, senza limiti imposti. Certamente ho raffinato molto il modo di scrivere musica rispetto alle caotiche idee iniziali, ma soprattutto sto iniziando ad approcciare all’arrangiamento con molta più consapevolezza e con le idee chiare su cosa voglio ottenere da una produzione. Questo grazie soprattutto al continuo confronto con i miei musicisti in studio o con colleghi e produttori».

Anche tu fai parte di quell’insieme di artisti che sta iniziando un nuovo percorso musicale. A tuo avviso, che stagione sta vivendo la musica italiana, in particolare quella emergente?

«Sicuramente siamo in ascesa sulla sinusoide della musica che spesso ha visto nei decenni picchi spettacolari e profonde depressioni. Sento tanto fermento soprattutto a Roma, ma in generale in tutta Italia. Sento che c’è voglia di sperimentare, tirar fuori idee, creare e lo vivo tutti i giorni intorno a me. In particolare, vedo nascere tanti cantautori, è come se si stesse tornando al nocciolo della questione, allo scrivere buone canzoni, indipendentemente dal genere, che funzionino già chitarra e voce, per poi lasciare spazio alla produzione. Sono positivo, ma d’altronde non potrebbe essere altrimenti».

Roma è una città al tempo stesso importante e difficile dove proporre musica nuova e alternativa. Come si fa a emergere in un contesto cittadino così complesso, appesantito anche dalla situazione culturale nazionale attuale?

«Ci vuole tanta caparbietà e determinazione, non sono così fatalista come sembro nelle mie canzoni, anzi sono un tipo che ama sempre mettersi in gioco ed iniziare nuovi progetti anche se sembrano dapprima assurdi ed utopici. Sono fermamente convinto che questa città in fondo dia spazio a tutti e, con una buona dose di passione e testardaggine, si possono raggiungere piccoli grandi traguardi. La musica ripaga sempre».

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Domanda secca: talent show, sì o no?

«Assolutamente no e non mi dilungherò in tesi rivoluzionarie sulle mie ragioni. La gavetta. Ragazzi, suonate, provate, registrate, sudate, fate tanti concerti, mandate mail, bussate alle porte delle radio, stalkerate le etichette, ma non fissatevi traguardi televisivi. Quello è solo un tritacarne musicale e artistico».

Domanda ultrasecca: SIAE o soundreef?

«Sono socio SIAE dal 2010, ma sto seguendo molto da vicino queste nuove realtà sia con la mia web radio che leggendo articoli, o parlando con colleghi musicisti Soundreef e devo dire che ammiro molto il progetto. Forse in tempi più quieti potrei farci un pensierino».

Se volessi scegliere un artista affermato, con chi vorresti collaborare?

«Mi piacerebbe tantissimo collaborare con un cantautore come me, possibilmente chitarrista. Ce ne sono tanti, tutta la nuova scuola romana, Fabi, Silvestri, Gazzè (bassista), ma anche Alex Britti, Motta, Afterhours, Brunori, Baustelle, ce ne sarebbero troppi. Certo il mio sogno sarebbe stato duettare con De Andrè, ma…».

Fino ad agosto sei in giro con il Contemporaneamentour. Come sta andando?

«Fino ad agosto sono le date annunciate, continueremo anche a settembre ed in autunno-inverno, tenetevi aggiornati sulla mia pagina facebook e sul sito ufficiale (www.leonardoangelucci.it). Per ora benone, ma siamo agli inizi ed il bello deve ancora venire».

Ho letto che hai così tante canzoni in archivio che potresti fare un nuovo album. Cosa dobbiamo aspettarci nel futuro?

«Ecco sicuramente un lp, un album completo, ma devo trovare il tempo e la produzione. Nel frattempo sto già lavorando a nuovi singoli e al terzo disco con i Lateral Blast, la mia band rock, e sto suonando con Daniele Coccia (il Muro del Canto, Surgery, Montelupo) nel suo progetto solista che uscirà ad ottobre. Poi ho il festival musicale e artistico Castello di C’Arte – VI edizione da organizzare per agosto, i progetti radiofonici, il corso da tecnico del suono, e molto altro. Tanta carne sul fuoco. Troppe cose contemporaneamente. Lo dovevo dire».