Nel mondo che vorrei, la stampa, anche quella che si dichiara open minded avrebbe evitato di chiamare ‘femminista' la dedica che Patricia Arquette ha fatto nel discorso di accettazione del suo Oscar 2015 …. che io giudico esclusivamente per equi diritti umani.
“ A tutte le donne che hanno partorito, tutte le cittadine e le contribuenti di questa nazione: abbiamo lottato per i diritti di tutti , adesso è ora di ottenere la parità di retribuzione una volta per tutte, e la parità di diritti per tutte le donne negli Stati Uniti”.

Nel mondo che vorrei la donna eviterebbe di festeggiare … nel mio mondo la donna non festeggia l' otto marzo. E se lo fa denota una profonda, incomprensibile sottigliezza d'animo e spessore. Culturale o umano, fate voi.
Nel mio mondo ideale le madri, e lo Stato, educano i propri figli maschi al dialogo e alla gestione del conflitto, affinché non divengano un giorno assassini della propria compagna.
Nel mondo che vorrei il governo italiano avrebbe colmato l'enorme falla creata dalla mancanza di un Ministero per le Pari Opportunità. Tornato ad essere un affannato dipartimento.
Le opportunità devono essere pari. Se sono un potenziale economico, non voglio essere un potenziale economico inespresso! (art vita.it)
Io, donna, devo avere le stesse oppotunità dell'uomo. E viceversa.
Io donna devo poter uscire dall'ufficio alle 22 senza il terrore di essere aggredita.
E poi, aggredita in nome di cosa?
Nel mondo che vorrei avere un Presidente della Repubblica donna non sarebbe un'innovazione, ma il normale corso delle cose. Le donne, in questo mio mondo, non sarebbero costrette a lasciare il lavoro perché incinte o perché madri senza nido o nonni preziosi accanto.
Nessuno fischierebbe quando attraverso la strada, risultando becero e insulso. Nessun uomo è autorizzato a sovrastarci. Nel lavoro, nella gestione del corpo, nella vita quotidiana.
Nessuno chiamerebbe puttana una donna con più amanti e stallone un uomo con più donne.
Nessun giornale farebbe un articolo sulle foto di una ministra che succhia il gelato senza che il suo direttore si dimetta.
Per sapere perché fu scelto l'8 marzo basta andare sul sito dell' ONU che conferma che quel giono, nel 1908 ci fu un importante sciopero di camiciaie in una fabbrica di New York, del più volte sentito incendio in cui morirono alcune di loro, non c'è cenno
1909: The first National Woman's Day was observed in the United States on 28 February. The Socialist Party of America designated this day in honour of the 1908 garment workers' strike in New York, where women protested against working conditions.
Nel mondo che vorrei l'uomo è tale nella sua eleganza, sincerità ed educazione. Non porta mimose ma saluta e ringrazia le donne in questo momento nella sua vita perché ci sono.
E perché rimangono.