in foto: Credits: Giacomo Latorrata

"Ho capito che avrei voluto fare il designer da subito, fin quando da bambino una domenica mi sono alzato e ho disegnato un vestito per mia madre. Quest'abito dopo poco è diventato di tessuto, e lei lo ha indossato. In quel momento ho realizzato che un disegno poteva trasformarsi in realtà, cosa c'è di più eccitante?"

A Roma per la premiazione del RUFA Contest 2016, Karim Rashid racconta così, durante l'intervista per Fanpage, l'inizio di una carriera che lo vede oggi tra i più noti artisti e creativi al mondo, poliedrico designer dall'inesauribile vena creativa, visionario ideatore di una vastissima linea di prodotti di grande impatto e fascino. E' lui che la Rome University of Fine Arts ha scelto come portavoce dell'esclusiva serata finale del concorso di Visual Art, Design e Media Arts che, giunto alla sua seconda edizione, si rivolge agli studenti con un tema ben chiaro: How deep are your roots? Represent the courage to change (Quanto sono profonde le tue radici? Racconta il coraggio di cambiare).

"Tutto ciò che abbiamo, è l'oggi. L'artista non vede il futuro, vede il presente. Tutti gli altri vedono il passato. Svegliarsi domani mattina e fare qualcosa che nessun individuo tra quei 7,4 miliardi di persone nel mondo ha mai fatto." Questo l'incitamento di Karim ai giovani, questo il manifesto che guida la sua filosofia di vita e la sua mano che ha forgiato il concetto contemporaneo di estetica applicato alla vita quotidiana.

Ad aprire la serata del 18 novembre 2016 presso l'Auditorium del Massimo di Roma, la suggestiva location hi-tec nel cuore dell'Eur, è stata una performance collettiva iper-tecnologica a ritmo di danza e musica, sorprese e interattività. Una performance terminata al suono di I Want to Change the World, le stesse parole che troviamo come titolo del libro di Rashid scritto nel 2002. Un omaggio molto gradito, tanto da essersi guadagnato una pubblicazione in simultanea sul profilo Instagram ufficiale del designer canadese.

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata

L'atmosfera è sciolta e gioiosa nel momento in cui Karim sale sul palco e, in italiano, confessa: "Ho vissuto da piccolo a Roma, queste sono le mie radici". Così comincia lo spettacolo, che si trasforma nell'ora successiva in una vera lezione di vita, carica di poetica, esperienze e riflessioni legate tanto alla rivoluzione del concetto di design contemporaneo, quanto al cambiamento epocale che stiamo attraversando.
"Abbiamo l'opportunità di vivere in un'era pazzesca, un momento di cambiamento e stravolgimento. La digital age è arrivata per salvarci mentre stavamo distruggendo il pianeta. Gli strumenti di lavoro sono ora accessibili a tutti, sono democratici, così come le informazioni. Sta a noi cogliere l'occasione per cambiare le cose" confessa Karim con il suo eccentrico fascino comunicativo davanti ad un Auditorium al completo.

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"Il mondo di prima, quello analogico, era il mondo che disegnava in 2D e trasformava poi in 3D le sue creazioni. Nella realtà digitale di oggi, al contrario, si pensa direttamente in 3D, con una tensione continua verso il 4D, la dimensione del tempo. Il mondo attuale è esperienziale, libero, leggero. Tutto ciò che prima mentalmente aveva valore proprio perché pesante, come il marmo, i grandi gioielli, l'oro.. oggi lo ha perso. L'età digitale è dematerializzata. Non ci sono più limiti, son caduti i confini. Con questa consapevolezza, e con la debita distanza dal passato e da ciò che già esiste, tutti possiamo collaborare per lasciare la nostra impronta."

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Rashid, icona pop conosciuta per il suo tocco cromatico inconfondibile, ha condotto lo spettatore all’interno della sua ricerca che ha sovvertito le regole del design con uno stile fatto di linee morbide e curve, prevalentemente in plastica e gomma. "Non credo nella griglia. Una linea retta non esiste in natura. Perché continuiamo ad andarle contro?" Al termine dello show Karim ha premiato il vincitore del RUFA Contest 2016, Riccardo Quattrociocche con il lavoro Guardarsi. "È stato molto difficile scegliere, ma questo video mi ha toccato il cuore. È emozionante, potente, durissimo, tutte le emozioni che l’arte dovrebbe regalare".

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Ma Quattrociocche non è stato l’unico studente a salire sul palco. Insieme a lui, sono stati premiati altri talentuosi giovani artisti dell’accademia dai partner del concorso Sky Arte Hd (Elisa Selli), Mtv (Gabriele Caterini), Fandango (Lorenzo Squarcia), Olivetti (Claudia Rolando), Radio Globo (Lorenzo Squarcia), Inside Art (Roberta Bartolomucci). Il premio giuria, conferito dal direttore di Rufa Fabio Mongelli, è stato invece conferito ad Alan Parroni. Una grande serata è stata quella del Rufa Contest 2016, un mix di suggestioni, stimoli visivi e sensoriali correlati al tema del concorso. Una sfida vinta, un'opportunità nuova e un ospite d'onore capace di lasciar tutti a bocca aperta e mente piena. Di spunti, positività, colore e ispirazione. Anche per noi di Fanpage che lo abbiamo incontrato in esclusiva.

"La positività è alla base di tutto, la sopravvivenza stessa è legata a questa. Non esiste rischio nella positività. Non credo nella formalità, penso sia un costume. Fonte di ispirazione per me è sempre il casual e il comfort. Questa è la mia passione, ideare prodotti di gran valore a basso costo. A mia figlia consiglierei di ricercare la sua passione nel mondo, e seguirla".

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