Italiani più eco-consapevoli, più eco-attenti e più eco-parsimoniosi.

Per questo primo post sulla mia pagina di Fanpage.it ho scelto di raccontare come l’Italia stia diventando più eco, ovvero più attenta e concreta sui versanti dell’ecologia e dell’economia in generale. Certo, in tempi di crisi, direte voi è forse facile pensare che risparmiare denaro e, risorse, è il primo passo. Ma la coscienza ecologica degli italiani ha radici e motivazioni più lontane anche se, si sa, siamo sempre la pecora nera in Europa. E poiché mi occupo di comunicazione ambientale da oltre venti anni mi sembra che, raccontare come la coscienza ambientale sia comunque cresciuta in Italia, sia un buon modo per presentarmi. Questo vuol dire che non tutti gli sforzi (anche quelli della sottoscritta) non sono stati vani anche se di errori ne sono stati fatti e, pure tanti. L’ambiente è ancora oggi uno dei temi su cui la strumentalizzazione è forte ma qualcosa sta cambiando.

Complice la crisi economica che, come evidenzia il 7° Rapporto MOPAmbiente 2012, ha contribuito ad accelerare l’adozione di forme concrete di risparmio su tutte le risorse, anche in materia di ambiente ed energia.

Comportamenti degli italiani verso l'ambiente

I più attenti e i più curiosi, oltre che i più  attivi, risultano essere i giovani che usano i mezzi di comunicazione, soprattutto web, per aggiornarsi. Le donne sono invece quelle a cui si attribuiscono le maggiori responsabilità individuali nel contrasto all’inquinamento. Basti pensare ad esempio alle campagne contro il traffico promosse dalle mamme di Milano o Roma e a quelle contro le polveri sottili delle grandi città.

Oltre ad essere particolarmente  consapevoli su quale ruolo ognuno di noi deve avere quando si parla di tutelare l’ambiente, gli italiani dichiarano, secondo la ricerca patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare, di prestare particolare attenzione alla riduzione degli sprechi. La diffusione di comportamenti virtuosi appare non solo giusta ma anche conveniente in un momento – come quello attuale – di forte crisi economica. Opinione peraltro comune sia agli intervistati di “elite” che ai meno abbienti.

Alla domanda su “quanto frequentemente le capita di leggere articoli o guardare programmi/servizi che parlano di tematiche ambientali e di ciò che può danneggiare l’ambiente”, l’indagine rileva che l’interesse verso questi temi è diminuito, con un 5% in meno rispetto all’anno scorso.

Il 67% degli italiani è attento alle tematiche ambientali, secondo l’indicatore di sensibilità ambientale predisposto dalla ricerca, con una leggera flessione rispetto al 2008 mentre, nel contempo, cresce la diffusione di comportamenti virtuosi tra cittadini-consumatori.

MOPAmbiente 2012
Sul fronte della politica e delle responsabilità istituzionali i cittadini sono concordi nell’attribuire una rilevanza “politica” alla lotta all’inquinamento anche se tendono a “credere sempre meno” nella capacità della politica di risolvere le emergenze e i problemi.

Per quanto riguarda invece le imprese, ultimo capitolo affrontato dalla ricerca, la responsabilità sociale delle aziende è, secondo gli intervistati, centrale per la risoluzione di alcune problematiche. Alle aziende infatti si richiedono, il rispetto della salute dei cittadini; il rispetto per l’ambiente e la società nel suo complesso; il rispetto per i propri dipendenti e le leggi; il rispetto dei consumatori e la qualità dei prodotti. Ovviamente, meno rilevanti appaiono agli occhi degli intervistati/consumatori le esigenze del mercato mentre la sostenibilità come criterio da adottare quando si compra un prodotto, sta assumendo sempre maggiore importanza.

Insomma, italiani più attenti quando vanno al supermercato e più esigenti nei confronti delle marche. L’ambiente, secondo il rapporto, è quindi una delle aree sulle quali la crisi scarica  potentemente e crea, non solo idee, ma anche comportamenti concreti delle persone.

Almeno sul fronte della sostenibilità ambientale, non tutti i mali vengono per nuocere.