“Togliamogli i privilegi e rimandiamoli a casa”, “Chiudiamo le frontiere”, “#FrontiereChiuse per proteggere gli italiani”, “basta con questi sbarchi”. Complimenti ai geni che avevano questa soluzione veloce in tasca! Come se individuare un terrorista fosse così semplice. Tutti specializzati in servizi segreti, tutti con la strategia pronta per combattere una delle guerre più complesse che dovrà affrontare quella parte del Mondo sana di mente. Appunto, è questa l’unica discriminante di fronte a gesti del genere.

Chi accosta l’islam ed i musulmani, i barconi e gli immigrati ai terroristi fa un errore grossolano e imprudente. Grossolano perché è da idioti pensare che un militante dell’Isis sia disposto ad attraversare il mediterraneo su un barcone con il rischio di morire. Probabilmente chi fa simili affermazioni non sa nemmeno che gli “immigrati”, ovvero chi non viene da terra europea, può usufruire come tutti i cittadini del mondo di un aereo, di un treno o qualsiasi altro mezzo che, con comodità, possa portarlo in Italia. Un terrorista non ha bisogno certo di confondersi tra la folla del barcone, se ha la possibilità di arrivare comodamente in Italia. Quindi di quali “frontiere” stiamo parlando non si capisce bene. Vogliamo fermare i barconi nel mediterraneo (per poi riportarli dove, sulle coste Libiche? Gesto per il quale l’Italia è già stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per aver violato tre principi fondamentali dei diritti umani) oppure chiudere le frontiere tutte e quindi niente più ingressi in Italia? Il che mi sembra veramente banale commentarlo, perché si dovrebbe iniziare a far capire cosa significa la parola “frontiere”, cosa comporta nello specifico un “#FrontiereChiuse” o un “togliamo i privilegi”.

Stessa storia vale per i mussulmani: c’è gente realmente convinta che una religione così ampia e da mille sfaccettature come l’Islam possa essere accomunato alla parola terrorismo? Come abbiamo intenzione di combattere il terrorismo con queste premesse? L’italiano medio, degnamente rappresentato oggi da Salvini e Meloni, che abbassano la media del quoziente intellettivo di parecchio, non sa nemmeno contro chi dovrebbe combattere. Questo è pericoloso, perché in un modo o nell’altro, la “politica” sarà sempre orientata a far piacere al popolo, nonostante questo oggi parli senza cognizione di causa. Sei musulmano? Sei immigrato? Allora sei un terrorista, non rispetti le nostre leggi, vuoi sopraffarci. Ti picchio, ti accoltello, ti denigro, “mangio il maiale alla faccia dei musulmani”.

Lo stesso identico odio che ha portato otto persone ad imbottirsi di tritolo e farsi saltare in aria. È lo stesso disprezzo: generalizzato, che non fa sconti a nessuno, che non si preoccupa di vedere oltre un pregiudizio. Oggi siamo tutti con il popolo francese (menomale, almeno questo), ma metà del nostro viso si intenerisce di fronte a scene come quelle di Parigi e l’altra metà si incattivisce puntando il dito, non sapendo che le stesse categorie che colpevolizziamo sono quelle che hanno subito di più da questi fanatici.

Un miliardo e seicento milioni di persone nel Mondo sono musulmane, 170 mila sono gli sbarchi solo in Italia di quest’anno, che scappano da guerre e terrorismo (appunto). Le due categorie non possono e non devono essere confuse con i 30 mila assassini dell’Isis. Non riuscire a fare questa distinzione sarebbe una tragedia per il mondo intero.