Ho 18 anni e il mio futuro lo decido io. Non voglio partire per cercare lavoro all’estero, devo contribuire a rendere più ricca la mia terra, quella terra annaffiata dal sangue e dalle lacrime dei miei antenati. Loro volevano un’Italia democratica, un’Italia il cui Popolo fosse sovrano. Non posso sapere cosa avrebbero detto a quella metà della popolazione che ha deciso di non presentarsi alle urne e di affidare la scelta ad altri, ma sono convinto che sarebbero state parole amare.

Io voto perché non voglio mandare in pensione chi è anziano ma chi ha fallito, tutti quegli imbroglioni che hanno avuto l’opportunità di cambiare il Paese e non l’hanno fatto, chi ha tradito i propri ideali pur di conservare la poltrona e i privilegi.

Io voto perché l’Italia dev’essere più equa, un tetto ed un pasto caldo devono essere garantiti a tutti. Io voto perché il nostro patrimonio artistico dev’essere riconosciuto e valorizzato e non possiamo permetterci di privatizzarlo in quanto significherebbe perdere la nostra identità.

Io voto perché il Popolo non può essere costretto a scegliere tra salute e lavoro e perché lo Stato non può scendere a compromessi con industriali che venderebbero anche l’anima pur di arricchirsi. Io voto perché sono contro le università dei baroni, contro i “figli di” e ogni genere di raccomandato che non permette di fare strada a chi davvero se lo merita. Io voto perchè lo stadio deve essere un posto in cui far festa, non un luogo in cui morire.

Io voto perché non voglio e non posso credere che nulla possa cambiare, perché la storia ci insegna che il potere è nelle mani del Popolo. Alla base del successo o dell’insuccesso di tutti i più grandi dittatori c’è sempre stato il consenso di Questo.

Io voto perché credo che l’unica soluzione ai nostri problemi sia la politica, non l’antipolitica o la tecnocrazia che ci farebbero sprofondare in una crisi ben più profonda di quella in cui ci troviamo ora. Una crisi, quella odierna, non prettamente economica ma dei valori, in cui la gente pur di avere un buono benzina o qualche banconota in più nel portafoglio è disposta a rinunciare al proprio diritto di voto, l’unica arma a disposizione per difendersi da tutti i politicanti.

Io voto perché voglio assumermi le mie responsabilità e penso che se il sistema fa acqua da tutte le parti sia anche colpa mia. Non voglio che il mio Paese, che per secoli è stato culla della civiltà e della cultura, venga messo alla berlina. Voglio piuttosto cercare di fare dell’Italia un posto migliore in cui vivere partendo da me e dalle mie scelte.

#IoVotoPerchè l’Italia mi sta a cuore.