in foto: Simone Furlan

All'indomani della comunicazione del provvedimento di sospensione dal servizio del giovane poliziotto Giovanni Iacoi, colpevole, a quanto pare, di essere vicino a Berlusconi e di aver liberamente manifestato il proprio pensiero su un social network, l'Italia si mobilità, lanciando sul web l'hashtag #IosonoIacoi

Giovanni Iacoi, oltre ad essere un valido poliziotto è quindi un supporter di Berlusconi.

Il caso è arrivato anche in Parlamento con una interrogazione dell'Onorevole Renata Polverini, Renato Brunetta e altri onorevoli azzurri.

Il Ministro dell'Interno Alfano nel rispondere all'interrogazione, pare però non abbia convinto gli onorevoli interroganti che intendono approfondire la vicenda.

Il primo sostenitore di Giovanni Iacoi è Simone Furlan, leader e fondatore del movimento nato nel 2013, l'Esercito di Silvio che starebbe già organizzando una manifestazione nazionale nei giorni in cui Iacoi sarà ascoltato dal Consiglio di Disciplina.

Giovanni Iacoi, inoltre, pare abbia ricevuto la comunicazione del procedimento di sospensione dopo aver costituito il sindacato Les – Libertà e Sicurezza, la voce dell'UGL nella Polizia di Stato.  Sarà una coincidenza? O forse no? I più maligni opteranno sicuramente per la seconda opzione..

Intanto però sulla testa di Iacoi pende una sospensione dal servizio, ma l'unica sua colpa è quella di essere un poliziotto senza "peli sulla lingua", a difesa dei diritti dei cittadini e dei suoi valorosi colleghi.

Poichè non tutti i mali vengono per nuocere, questa singolare azione disciplinare, oltre ad aver scatenato il web, avrebbe scosso i sentimenti di molte donne e uomini della polizia di stato che in massa starebbero decidendo di aderire al sindacato Les, che in meno di un mese avrebbe anche raggiunto circa 1000 consensi.

Qualcuno cercherà di fermarlo?