Attore istrionico, comico, artista, nella realtà lui è un vero cuoco che si è prestato alla televisione per qualche tempo, la sua vera anima è legata ai fornelli e alla fantasia in cucina.

Non smette mai di sperimentare e di intraprendere nuovi progetti come la Luotto Factory che ha lo scopo di diffondere la cucina e i prodotti italiani nel mondo, per rendere felici i clienti promuovendo esperienze sensoriali, progetti educativi, prodotti ed eccellenze gastronomiche.
Oppure il suo nuovo ristorante che ha aperto il 4 maggio scorso in Piazza Venezia a Roma, all’interno del palazzo Doria Pamphilj,con un menù ricco di portate gustose e innovative che lo differenzia dalle classiche proposte turistiche dei numerosi locali del centro, perché Andy sa sempre come stupire i suoi clienti.

I suoi cari amici Simona Izzo e Ricky Tognazzi lo descrivono cosi: “non solo è un grande amico e un grande attore ma anche un gran cuoco, le sue ricette sono ispiratrici, ci fa venire in mente Ugo, che proprio come Andy, ha saputo coniugare la sua vita e l’arte culinaria in interessanti e inedite ricette che raccontano il suo vissuto. In lui c’è passione, umorismo, sentimenti e quando sei a cena con lui, mentre si diletta tra i fornelli, sciorina aneddoti gustosi quanto le sue ricette”.
– Sei uno chef nell’anima ma non dimentichiamo che sei molto noto per le tue doti di attore e conduttore, hai partecipato a programmi televisivi di successo che hanno fatto storia a fianco del grande Renzo Arbore, per ricordare “Quelli della notte” (1985) oppure “Pap’occhio” (1980), che cosa ti ricordi di quelli anni, di quell’esperienza così intensa e gioiosa?
A parte il fatto che era vera televisione con veri talenti io devo molto a Renzo che mi ha scovato in una rete televisiva privata. La cosa bella di quel modo di fare televisione era che fino a trenta minuti prima della diretta non sapevi niente e poi la sorpresa e la professionalità; oggi e' tutto troppo registrato in tutti i sensi, un periodo meraviglioso che rimarrà sempre dentro e fuori di me!
– Mangiare bene secondo te è sinonimo di lusso?
No, lusso assolutamente no.
– Se ti dico Slow Food, cosa pensi?
E' un organizzazione massonica, sulla quale il piccolo consumatore o il ristoratore non ha controllo, e oggi cose così non sono sinonimo di un certo tipo di qualità.
Su tanti prodotti di slow food c'e' poca o nessuna riflessione….preferisco andare io slow…
– Fame o golosità?
Assolutamente GOLOSITÀ.
– Sei uno chef “free lance” ma ora è possibile incontrarti e gustare i tuoi strepitosi piatti al tuo ristorante “Là vicino al pane” presso Eataly di Roma. Da dove nasce questo nome ma soprattutto che genere di cucina vuoi proporre?
LA' e' anche dovuto ad una battuta, fa parlare la gente,e si presenta bene anche ad una tipologia di franchising…e poi l'insegna così costa poco………..”dove andiamo a mangiare stasera? LA'….”
– Raccontami un tuo ricordo culinario curioso legato all’infanzia.
Ce ne sono tantissimi , nel mio libro padella story racconto venti storie della mia infanzia legate al cibo, ad esempio eccone una: nel 1965 ero in Italia con mio padre, in una grande casa “patrizia” mandata avanti da servitù 24 ore su 24. Maria Illuminati, la cuoca, diventa subito la mia migliore amica. Pur non parlando io l’italiano e ancor meno lei l’inglese, l’intesa fu immediata e straordinaria: passavo più tempo con lei in cucina che sui libri del mio prestigiosissimo liceo.
– Il tuo percorso di chef quando è iniziato?
Fino all’età di 15 anni sono cresciuto a New York con mia madre e mio fratello più piccolo. Lei insegnava tutto il giorno, era una scienziata pluri laureata. Noi rimanevamo soli a casa e quando tornava stanca mi diceva “Andy cose c'è per cena?”…e lì' ho dovuto per forza imparare. Poi la nonna siciliana, la tata e le scuole di cucina, la prima, la più importante in Puglia con il Cavalier Consoli, presidente dell’ Unione Cuochi Italiani e presidente della scuola alberghiera di Castellana Grotte.
Ebbi con lui un appuntamento che durò dieci giorni! I primi due giorni abbiamo camminato per campi dove mi ha fatto conoscere cose che fino al giorno prima calpestavo; i seguenti due giorni visita a piccole fattorie produttrici di formaggio e allevatori di animali da cortile, altri due in barca con pescatori, e i restanti per masserie o a mangiare in case private. Quei dieci giorni con lui sono stati l’inizio della mia vita professionale.
– Da dove prendi ispirazione per i tuoi piatti e quanto è importante per te la scelta degli ingredienti?
Quasi tutto nasce nei campi, in fattoria, sui pescherecci; la qualità e la stagionalità sono le cose più importanti nella cucina e poi un pizzico di fantasia dal cuore.
– Il locale più innovativo in cui sei stato ultimamente. 
Sicuramente casa mia ma più di qualsiasi altro locale di certo a casa di mia zia Ada, 92 anni , 6 figli, come cucina lei i carciofi è indescrivibile!! E non parliamo della pasta fatta in casa…quella è vera cucina!

– Hai condotto con Marisa Laurito un programma televisivo culinario di successo, una kitchen comedy molto verace. Vorresti riproporti per un nuovo programma televisivo, legato ad esempio all’insegnamento, cosa che ti piace molto fare?
Certamente, insegno già da anni in moltissime scuole di cucina ed ho fatto anche una grande esperienza all’università di Torino; è un piacere perché chi ha seguito i miei corsi ed impara a cucinare, mi accompagna nelle mie serate, poi, perché gli permetto di esprimersi maggiormente nella creatività. Con Marisa, praticamente mia sorella, abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare insieme perché ci vogliamo un mondo di bene e ci capiamo in cucina. Io e la mia famiglia siamo spesso a casa di Marisa che cucina benissimo e con lei formiamo proprio una coppia culinaria formidabile!

– L’esperienza legata al gusto più incredibile della tua vita?

Nei primi anni ‘70, dopo essermi laureato in Scienze della comunicazione a Boston, sono ritornato in Italia e ho iniziato a girare il mondo: dall’Inghilterra, al Sudan, dal Giappone alle Galapagos, girando anche documentari commissionati dal ministro dell’Educazione. Ma ovunque fossi, andava sempre a finire che la sera cucinavo io, sia che ci trovassimo nel deserto o in un palazzo reale.

Sono sicuro che la maggior parte degli appalti ottenuti dalla mia piccola società siano avvenuti grazie ad una sorta di “comunicazione gastronomica”.

– Chiudendo gli occhi e pensando al piacere della tavola, cosa vedi?
Molto gusto con il sorriso.
– Gli ingredienti che non devono mai mancare nella tua cucina e perchè. (Forse il basilico…come il tuo tatuaggio sulla schiena?)
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA E SEMPRE OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA.
– I tuoi progetti futuri? Un nuovo libro?
Ho in programma due nuovi libri e un altro calendario culinario, sicuramente tv ma non lo dico per scaramanzia e poi tanta cucina e tante ricette.

Grazie Andy per la tua simpatia e per la tua disponibilità!