in foto: Edoardo di fronte al "Magic Bus" – Foto: Mente Nomade

Viaggiare è una delle più belle esperienze che la vita offre. Spingersi in territori lontani avvolti dalla natura incontaminata è davvero una grande avventura. Farlo da solo è un viaggio alla scoperta del proprio io, un viaggio nel viaggio, significa mescolare le carte e partire con nient’altro che sé stessi e lo zaino, una buona dose di coraggio, forse sana incoscienza e tanta curiosità. Edoardo Massimo del mastro è un giovane travel blogger romano. Ha già viaggiato diverse volte e come lui stesso ripete ama farlo da solo. La sua ultima tappa è stata l’Alaska. Una terra che può apparire più mitica che selvaggia con i suoi maestosi paesaggi in cui i ghiacciai scendono nel mare. Un posto che rievoca a molti “Into the Wild” e la storia del suo protagonista che ha appassionato milioni di persone in tutto il mondo. Personalmente nutro grande stima nei confronti di Edoardo e dopo averlo scoperto e seguito su Facebook decido di intervistarlo per capire cosa lo ha spinto ad affrontare l’ignoto per questo angolo di mondo così distante e perché credo sia una bella storia da raccontare

Prima di affrontare il tuo viaggio nelle terre estreme e incontaminate dell’Alaska, parliamo di te e della tua attività. Che cos’è esattamente Mente nomade? 

«Mente Nomade è quella parte della mia persona che per anni, per un motivo o per un altro, è rimasta chiusa in una piccola gabbia. È qualcosa nato senza pensarci due volte, inizialmente per raccontare ai miei amici e parenti su Facebook tramite una foto e due righe, i viaggi che facevo. Sinceramente non mi aspettavo neanch'io che un giorno, potessi raccogliere l'interesse e la partecipazione di tutte queste persone! Oltre ad essere un Blog di Viaggio dove condivido le mie esperienze, i miei viaggi, itinerari e consigli, grazie alla collaborazione con Agenzie di Viaggio, organizziamo tour in giro per il mondo, per chi cerca compagnia e non vuole viaggiare sempre da solo».

13119799_988940954475760_3491101763996468135_oin foto: Il suggestivo panorama dell'Alaska fotografato dall'auto – Foto: Mente Nomade

Come ci si prepara  un viaggio simile? Vestiti, attrezzature, materiali da portarsi, costi? 

«Per quanto riguarda il mio viaggio in Alaska, ho iniziato a preparare tutto molti mesi prima, al contrario di come faccio di solito! Nel mio caso, con temperature che oscillavano dai 3-5 gradi durante il giorno, la notte si scendeva anche a –10. Per questo motivo ho dovuto portare con me felpe di pile da usare come maglia da tenere sotto i maglioni e pantaloni imbottiti. Il tutto però, restando contenuto con peso e ingombro, visto che ho deciso di partire con il solo "bagaglio a mano", il mio zaino da 40lt. Per quanto riguarda il materiale, ho comprato molte cose una volta arrivato a Fairbanks; tenda, sacco a pelo, coltello multiuso e lo stretto necessario per un campeggio di 2, massimo 3 notti. Per quanto riguarda i costi, ho optato a soluzioni low-cost; voli con diversi scali, pernottamenti in motel e b&b, auto piccola, mi hanno portato a spendere circa 2.000 euro in totale, compresa la benzina e il cibo per 12 giorni. La vita in Alaska non è molto economica.. Ma me la sono cavata piuttosto bene e sono riuscito a risparmiare circa 400 euro dal budget che mi ero prestabilito alla partenza».

Il ghiacciaio più grande d'America Lungo 43km e largo 6,4km – Foto: Mente Nomadein foto: Il ghiacciaio più grande d'America Lungo 43km e largo 6,4km – Foto: Mente Nomade

Cosa ti ha spinto in Alaska e soprattutto cosa ti ha spinto ad affrontare questa esperienza selvaggia in solitaria? Da dove nasce la tua attrazione per questo territorio?

«Viaggiare in solitaria è diventata una prerogativa dei miei viaggi, del mio essere. Ho iniziato per cercare di "guarire" da uno stato depressivo che mi aveva colpito qualche anno fa in seguito ad una brutta esperienza. Viaggiare in solitaria mi ha aiutato tantissimo, sto scrivendo anche un libro su questa mia personale esperienza, che spero possa aiutare le persone, così come ha aiutato me. Nei miei viaggi in solitaria ho sempre cercato una piccola o grande impresa, un avventura, qualcosa che mi poteva mettere alla prova; Ho attraversato l'Irlanda a piedi da Dublino alle scogliere di Moher in pieno inverno, pedalato per centinaia di chilometri in Inghilterra per arrivare a Stonhenge, sempre tutto da solo. L'Alaska è sempre stata un mio sogno, sin da quando ero bambino. Sono sempre stato affascinato dai luoghi "estremi", lontani, solitari e immersi nella natura. Sicuramente ha influito molto aver visto (e poi letto) "Into the Wild". Quel film mi ha scosso, sentivo una voce dentro di me che mi diceva; "Cosa aspetti!? PARTI!" E così, dopo averci pensato un po', ho preso e sono partito. Ho deciso di andarci da solo perché volevo viverla al 100% e mettermi di nuovo alla prova per vedere se potevo farcela. E ce l'ho fatta».

“Nelle terre estreme” di Jon Krakauer (edito da Corbaccio in Italia) è il libro dal quale è stato tratto il film “Into the Wild” di Sean Penn che racconta la vita di Christopher  McCandless ed è certamente una delle tue maggiori ispirazioni per questo viaggio, a tutti i lettori e a tutti gli spettatori del film, puoi spiegarci cosa significa e come si raggiungere il “Magic Bus” percorrendo lo Stampede Trail? Come ti sei orientato?

«Come ho detto anche in precedenza, prima di leggere il libro, avevo visto il film ed ero stato incantato dalla storia di Chris. Il mio viaggio verso il "Magic Bus" altro non è stato che un "pellegrinaggio", un ringraziamento verso una persona che inconsapevolmente ha cambiato la mia vita, il mio modo di essere e di vivere un viaggio.  Per percorrere lo Stampede Trail fino al Magic Bus, bisogna raggiungere il piccolo paese di Healy (a sud di Fairbanks) fino allo Stampede Road. Una volta parcheggiata l'auto alla fine di questa strada, dovrete orientarvi seguendo il sentiero più grande che troverete sempre davanti a voi. Ci sono diverse vie che si snodano lungo lo Stampede Trail, non è facilissimo orientarsi perché il percorso non è segnalato quasi per niente. Bisogna fare in modo di avere sempre il Monte McKinley davanti a voi e di non addentrarsi mai su sentieri non tracciati! In alcuni tratti ci sono nastrini colorati lasciati da altri avventurieri, ma è meglio non farci troppo affidamento. È importantissimo sapere QUANDO recarsi al Magic Bus, per non trovare sgradevoli sorprese e anche l'attrezzatura da portarsi dietro visto che dovrete dormire almeno una notte in tenda. Sul mio sito ho scritto un post su questo argomento, dove cerco di dare più informazioni possibili a riguardo. Se avete intenzione di percorrere lo Stampede Trail, ci tengo ad avvertirvi di non sottovalutare il tragitto. Sono circa 80km tra andata e ritorno dove incontrerete fango, terra, neve e il vostro zaino sulle spalle. Non ci sarà segnale al telefono, nessun posto dove ripararvi. Quindi non improvvisatevi su questo sentiero, senza un adeguato allenamento e una preparazione fisica e mentale ottima.»

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Christopher McCandless scrisse della sua esperienza:  “Due anni lui gira per il mondo: niente telefono, niente piscina, niente cani e gatti, niente sigarette. Libertà estrema, un estremista, un viaggiatore esteta che ha per casa la strada. Così ora, dopo due anni di cammino arriva l'ultima e più grande avventura. L'apogeo della battaglia per uccidere il falso essere interiore, suggella vittoriosamente la rivoluzione spirituale. Per non essere più avvelenato dalla civiltà lui fugge, cammina solo sulla terra per perdersi nella natura selvaggia”.  Alla luce del tuo viaggio, che sensazioni hai provato tu?

«Mentre percorrevo il sentiero che mi avrebbe portato al Magic Bus, mi domandavo spesso; "Per quale motivo hai deciso di spingerti fino a qui, Chris? Cosa stavi cercando? Perché proprio l'Alaska?".  Guardandomi intorno sono riuscito a trovare la risposta a tutte queste domande. Per chi ha bisogno di pace interiore, penso che l'Alaska rappresenti una delle mete migliori al mondo. Ho trascorso giorni senza parlare con nessuno e nel mio cervello ho trovato tutte le risposte che stavo cercando in quel periodo della mia vita. Nessuno di noi saprà mai cosa stava cercando davvero Chris, forse aveva solo voglia di "fuggire" da una vita che in quel momento gli stava troppo stretta, forse cercava solo delle risposte. Ho sentito dire e ho avuto modo di leggere di tutto su di lui e sulle sue scelte, sicuramente avventate e in alcuni casi decisamente "estreme". Io quando mi trovo a parlare di lui lo faccio sempre con molto riservo, non voglio giudicare le sue scelte, non sono nessuno per farlo. Ma posso dire che l'Alaska ti riempie gli occhi, l'anima.  Sono tornato ormai da diverse settimane e non c'è giorno che io non pensi a quel viaggio, i paesaggi, i profumi, le notti in tenda tra gli ululati dei lupi e il cielo stellato sopra di me ricoperto da milioni di stelle. È davvero difficile spiegare le sensazioni provate in quei giorni, penso che solo chi ha vissuto quei luoghi possa sapere di cosa!».

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Si dice che chi visita questa meta di pellegrinaggio lascia qualcosa nell’auto per gli altri avventurieri. Tu cos’hai trovato? E cosa hai lasciato? 

«Esatto! Questa cosa mi ha lasciato piacevolmente sorpreso.. Non perché non ero abituato a questa usanza (nei rifugi di montagna si usa quasi sempre!) ma perché non mi aspettavo di trovare tutti questi "aiuti", lì! C'era di tutto, dalla pasta ai sughi pronti e cibo in scatola, scarpe, cappelli, coperte, pentole, bombole del gas da campeggio.. Tra tutti gli oggetti, sicuramente quello che mi ha emozionato di più è stata una copia della Bibbia lasciata li un anno dopo la morte di Chris, dai suoi genitori.. Tenerla in mano e sfogliarla mi ha fatto venire brividi lungo tutto il corpo. Purtroppo con me non avevo molto, avevo messo nello zaino lo stretto necessario per restare il più leggero possibile! Ho avuto modo di lasciare li solo dei calzini di lana (puliti, giuro!) e due pacchi di pasta che non avevo cucinato. Se un giorno ci tornerò, mi attrezzerò per portare più cose».

12933106_975512665818589_4544037620628993994_nin foto: Con l'amico Woody – Foto: Mente Nomade

Ogni viaggiatore nel proprio percorso conosce persone lungo il tragitto. C’è qualcuno che ti ha colpito particolarmente o chi ti ha dato una mano importante? 

«Lungo lo Stampede Trail, ho avuto modo d'incrociarmi solo con una coppia di ragazzi! Il che mi ha molto stupito. Pensavo di incontrare molte più persone, invece eravamo solo in 3 nel raggio di decine e decine di chilometri tra la natura selvaggia! Li ho incontrati mentre io tornavo indietro e loro stavano per raggiungere il Magic Bus; Una coppia ragazzo e ragazza provenienti della California. Ricordo che lui portava un grande zaino sulle sue spalle (ad occhio e croce penso un 90lt!), erano davvero sfiniti e lei ha fatto un sorriso enorme quando gli ho comunicato che erano quasi arrivati! :) Per il resto del percorso, non ho avuto modo di vedere, né parlare, con nessuno..»

Quale consiglio daresti a chi pensa di viaggiare da solo come te? Consiglieresti questo “viaggio nel viaggio”? 

«Come scritto anche sopra, a me personalmente, viaggiare in solitaria mi ha aiutato tantissimo. Ho iniziato a farlo per trovare un aiuto che le persone intorno a me non riuscivano a darmi ed oggi non posso che essere felicissimo di questa scelta!  Consiglio a tutti di viaggiare almeno una volta da soli per tantissimi motivi, ma non me la sento di consigliare l'Alaska in solitaria a persone che non hanno mai viaggiato in questo modo. Non perché l'Alaska non meriti di essere visitata, anzi, con tutti i viaggi che ho fatto e i luoghi che ho visitato, l'Alaska è sicuramente tra i paesaggi più belli che io abbia mai visto! Ma perché l'Alaska rappresenta davvero un luogo desolato».

Dentro il Magic Bus – Foto: Mente Nomadein foto: Dentro il Magic Bus – Foto: Mente Nomade

Possiamo dire che questo è stato il tuo viaggio più bello? 

«Sicuramente posso dire che è stato uno di quelli più difficili, sia a livello fisico, sia a livello mentale. Per “più bello” dovrei pensarci un attimo. Non perché non lo sia stato, ma perché trovo “più bello” qualsiasi viaggio che faccio! Ad oggi però, posso dire che Alaska e Islanda sono i due luoghi più belli su cui io abbia messo piede. Diciamo che sono li, insieme, sulla parte più alta del podio».

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Quali segni ti lascia un’esperienza simile?

«Segni indelebili, un po’ come i tatuaggi che porto addosso. L’Alaska ti entra dentro e fa lo stesso effetto alla maggior parte delle persone che la visitano. Io me ne sono innamorato ancor prima di arrivarci, e posso dire con assoluta certezza che non ha deluso le mie aspettative. Respiri pace e tranquillità ad ogni angolo fuori dai paesi abitati. Le alte cime innevate delle montagne che ti circondano in ogni luogo, i suoi laghi ghiacciati, il cielo così limpido che sembra finto, sembra disegnato. Quando torni a casa, dopo un viaggio come questo, ti senti diverso. In modo positivo. Ecco perché amo così tanto viaggiare! Ho provato a inserire il più possibile in circa due minuti e mezzo di video, non so se ci sono riuscito!».

Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

«Quest’anno sono felicissimo di avere un agenda fitta-fitta di viaggi in programma! Tra i prossimi del 2016 me ne torno due volte in Islanda, Norvegia, Nepal e sto cercando di organizzarne un altro in mountain-bike che farò questa estate, ma non posso parlarne ancora molto. Una scusa in più per far seguire la mia pagina Facebook

Oltre ai viaggi che farò in solitaria, ce ne sono alcuni che farò in compagnia di chiunque si vorrà aggregare a noi, che aggiornerò di continuo sempre su Facebook!Ho molti progetti e collaborazioni in testa che (spero) in questo 2016 prenderanno un po’ forma.. Vediamo cosa ci riserverà il futuro!».

Ringranziando Edoardo per la sua disponibilità, prendo spunto dalla sua esperienza augurando buona strada a tutti voi che in un angolino remoto del vostro spirito riuscite a sentire il richiamo di qualcosa che ogni tanto vi spinge a fare lo zaino e partire senza garanzie per un viaggio fuori e dentro voi stessi.