I risultati delle elezioni nei Campi Flegrei non possono che imporre una seria riflessione. Nei comuni di Giugliano, Bacoli, Quarto e Monte di Procida i partiti contano poco o niente. Vittoria netta di Poziello a Giugliano e vittoria dei 5stelle a Quarto (che ricordiamo hanno giocato una competizione con una coalizione mancante). Non può passare inosservato il dato di Bacoli, che ci regala il più giovane sindaco della Campania: Josi. Blogger, poi attivista, consigliere comunale e sindaco. Questa la trafila che il giovane 28 enne ha scalato in sette anni. Viene dal mondo dei movimenti, prima studenteschi poi territoriali e stravince con oltre il 60% al ballottaggio contro il sindaco uscente di centrodestra Ermanno Schiano.

Trionfano, quindi, i movimenti territoriali, le liste civiche, i “ribelli di partito”. Trionfa la volontà di fare aggregazione su un progetto comune. A Monte di Procida la lista del sindaco Peppe Pugliese tiene dentro anche pezzi di Forza Nuova, a Bacoli Josi usufruisce dell'appoggio del Nuovo Centro Destra e di alcuni ex politici locali ben visti da tutta la cittadinanza (Roberto Della Ragione, ex vice sindaco, e Peppino detto o' ricciulillo, ex parlamentare) . Tutto insomma a sostegno della solita frase popolare che in tanti abbiamo già sentito in campagna elettorale: “ma tanto, destra o sinistra sul territorio non contano molto, contano le persone”. In effetti è proprio (ma non solo) questa la riflessione da fare: i movimenti territoriali che si legano su proposte programmatiche che non coinvolgono le grandi linee di pensiero destra-sinistra hanno la meglio sui partiti. Soprattutto, però, hanno la meglio sui partiti e sulla vecchia politica tutti quelli che, come Josi, non solo decidono di creare un solco tra “noi e loro” ma soprattutto non cercano la battaglia di testimonianza, si alleano con gli altri, dialogano e risolvono da sempre problemi concreti dei propri concittadini. Il vento di novità fa piacere a tutti, o meglio ai tanti che anche nei comuni limitrofi stanno lavorando per cambiare. Non può essere che di buon auspicio avere due sindaci (Peppe Pugliese e Josi Della Ragione) che finalmente individuano i Campi Flegrei come un unicum che deve ragionare insieme, favorendo politiche di sviluppo territoriale che siano ampiamente condivise.

La partecipazione ed il consenso vanno riconquistati e non possono essere sicuramente relegati al filo della demagogia che unisce denuncia e critica. Proporre una squadra di governo, mettere in campo idee, progettualità e competenze che vadano oltre la demagogia, il capro espiatorio, il nemico pubblico. Questa è la vera sfida. Le belle e vincenti esperienze flegree non possono essere trasformate in un esperimento da esportare altrove, in un pacchetto confezionato di “istruzioni per la vittoria” che va solo scartato. Se è vero che tutto il mondo è paese è anche vero che ogni paese ha le sue peculiarità storiche e le sue caratteristiche. Nonostante il buon auspicio ed il vento di cambiamento Pozzuoli non è né Bacoli né Monte di Procida.

Tralasciando il numero di abitanti, il primo, a differenza dei due comuni, ha un tessuto sociale ed associazionistico che è molto più ampio dei vicini. Solo a Pozzuoli si contano decine di associazioni che, in un modo o nell'altro, sono collegate alla vita politica attiva della città. Pozzuoli ha una storia sociale completamente diversa, se solo si pensa al bradisismo ed alla nascita di megaquartieri popolari abbandonati a loro stessi come Toiano e Monterusciello. Pozzuoli ha già vissuto il cambiamento “anagrafico” (Manzoni, Ferro, Cutolo, Iasiello, Totaro, Perillo, Cossiga sono solo alcuni) e il cambiamento “amministrativo” (l'ingegnere Agostino Magliulo prima di fare il sindaco non aveva nessuna esperienza amministrativa). D'altronde, su scala più grande, anche le ultime esperienze nazionali di scopiazzamento di un sistema vincente, come Siriza o Podemos, ci dimostrano il totale fallimento dell'esportazione di un modello che pari pari si pensa di poter collocare in tutt'altro contesto politico-sociale.

Bisogna cambiare e dare una svolta a questa città e occorre ascoltare il buono che queste esperienze elettorali ci stanno dicendo: la credibilità si acquista con largo anticipo, non se te ne esci nell'ultimo mese di campagna elettorale con una proposta di cambiamento; il consenso si costruisce tra la gente e non nelle segrete stanze; la programmazione a lungo termine deve necessariamente essere accompagnata dalla risoluzione di problemi concreti; non bisogna cercare l'isolamento ma alleanze che siano coerenti con le linee programmatiche, con la volontà e la credibilità reale di rinnovamento. Pozzuoli ha circa ottantamila abitanti, tre grandi periferie, il mare, i beni archeologici, i tanti investitori, quattromila alloggi popolari ed una politica che ha messo le radici oltrepassando la crosta terrestre. È difficile ma a nostro favore gioca una mancata programmazione, una visione critica completamente assente in città, una classe politica che dopo le elezioni non si vede più per strada, che fa promesse senza mantenerle e le tante anticamere che numerosi cittadini sono costretti a fare per far rispettare un proprio diritto. Un'impresa…insieme si può.