in foto: da sin. Adriana Pontoglio, Tina Leonzi, Maria Giovanna Farina e Augusta Amolini

Durante un'intervista, la Presidente Nazionale Tina Leonzi fondatrice nel 1981 del Movimento Italiano Casalinghe, MOICA, che è un’associazione culturale e sociale di livello nazionale e internazionale, insieme ad Adriana Pontoglio responsabile della Segreteria Nazionale mi hanno invitata nella loro sede a Brescia e così Augusta Amolini Presidente Moica Brescia Leonessa, ha organizzato insieme a loro l'incontro a cui ho partecipato come relatrice in occasione della giornata internazionale del 8 marzo per parlare de Il valore del femminile.

In una sala degli incontri di Palazzo Broletto affollata, le donne presenti, gli uomini erano solo due, mi hanno dimostrato un'attenzione e una partecipazione davvero emozionanti.

Mi sono sentita a casa, in quella casa dell'infanzia dove una figura materna, nel mio caso la nonna, era sempre pronta ad accogliermi e a prendersi cura. Un cura che si manifestava nell'attenzione alle difficoltà della crescita interiori e materiali, era un prendersi cura che investiva tutta la famiglia. Questa particolare atmosfera mi ha permesso di raccontare con estrema naturalezza e con un pizzico di passione in più, l'importanza della considerazione di sé, dell'amarsi prima di tutto per amare poi chi ci vive accanto. Le casalinghe, facendo mio il loro appello, non sono donne frustrate che si trascino per casa con i bigodini in testa, ma persone che avendo cura della famiglia rendono un servizio sociale che non ha eguali. Sono donne realizzate. Se fatta con amore, è una missione che, creando una piccola cellula vivente quale è la famiglia, sa prevenire difficoltà, disgregazione e solitudine degli adolescenti; pensiamo al bullismo e alla mancanza di riferimenti che conducono i giovani a condotte pericolose come la droga e riflettiamo su quanto una famiglia unita e sorretta da una donna dedicata possa fare la differenza.
Le casalinghe salvano le tradizioni cucinando in modo sano, insegnando quindi ai figli un'educazione alimentare utile per crescere in salute e per comprendere il valore del condividere la tavola. Con tutto ciò non viene negata l'emancipazione femminile, tutt'altro. Tante casalinghe sono donne che hanno vissuto la carriera professionale, poi hanno scelto di dedicarsi completamente all'accudimento, all'ascolto, alla cura della famiglia che hanno, sorreggendola, contribuito a creare.
L'occasione dell'incontro era anche per parlare della violenza di genere ed è stato apprezzato il mio discorso sulla donna che porta in sé, in potenza, la maternità: per questa ragione il grembo di una donna è sacro (dal lat. sacer – degno di rispetto). È stato inevitabile fare una riflessione sul tema scottante della maternità surrogata, puntando l'attenzione sul nascituro e sul suo diritto a non essere separato dalla madre naturale. Il discorso ha preso tante declinazioni senza scordare il senso vero della felicità fatta dal saper cogliere le piccole cose.
È molto triste che ancora sia vivo lo stereotipo per cui una casalinga è una donna che non fa niente e si fa mantenere dal marito. Credo con convinzione che la filosofia possa contribuite a smantellare questo deleterio luogo comune. In un paese cattolico come l'Italia, quindi tradizionalista, mi stupisco come si possa sottovalutare il valore femminile, materno e umano di una donna che si dedica completamente alla famiglia.     Maria Giovanna Farina