in foto: Paolo Capone

Il Tribunale di Roma ha finalmente chiarito che Paolo Capone è Segretario Generale dell'UGL (Unione Generale del lavoro), confermando la validità di tutti i suoi atti, compresi quelli relativi ai commissariamenti di alcune  federazioni.

Il Giudice nella sua ordinanza è chiaro, inequivoco e si pronuncia in modo tale che non siano possibili ulteriori interpretazioni, a pag. 5 dell’ordinanza dice: “Con deliberazione del 16 maggio 2015, non oggetto di sospensione, il Consiglio Nazionale della UGL ha confermato la designazione di Francesco Paolo Capone alla carica di Segretario Generale, sicchè, a prescindere dalla questione relativa alla validità o meno del suddetto atto deliberativo… al momento del conferimento della procura ad litem e della costituzione in giudizio, il predetto risultava avere la rappresentanza legale della Confederazione, secondo quanto previsto dall’art. 14, comma II, dello Statuto UGL. La medesima designazione risulta peraltro oggetto di ulteriore decisione del 29 agosto 2015, in atti”.

Nonostante la chiarezza dell'ordinanza del 4 novembre scorso, Palazzo Vidoni non sembra ancora esprimersi; eppure, qualche giorno dopo la pubblicazione  dell'ordinanza del Giudice Bernardo (in piena estate), il Dipartimento della Funzione Pubblica aveva immediatamente sospeso le prerogative a UGL intesa Funzione Pubblica, UGL Polizia Penitenziaria e UGL Corpo Forestale, trasferendole (seppur con riserva) addirittura a soggetti non più organici alla confederazione, vale a dire al Sig. Danilo Scipio, diventato segretario generale di Unione Generale dei lavoratori Corpo Forestale, al Sig. Giuseppe Moretti, diventato presidente dell'Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria e al Sig. Francesco Prudenzano, diventato Segretario di Federazione Intesa.

Voci di corridoio (non attendibili ma comunque indiziarie), riferiscono che alla luce di questa nuova decisione dell'Autorità Giudiziaria, il Dipartimento della Funzione Pubblica avrebbe intenzione di dividere tra le parti contendenti le prerogative sindacali, così da non comprimere la liberà sindacale. Se questo orientamento fosse vero, forse sarebbe stato corretto adottarlo anche all'indomani dell'ordinanza Bernardo.

All'indomani del 6 agosto, i non sostenitori di Capone, si sbracciavano affermando: "le sentenze non si interpretano, si applicano". Oggi, nei vari social, le stesse persone favorirebbero la tesi dell'interpretazione e, guarda caso, non più quella dell'applicazione.

Ad onor del vero, occorre leggere il seguente passo dell'ordinanza:"Ciò posto, la censura afferente l'invalidità derivante dalla illegittima composizione dell'organo che ha assunto le deliberazioni, a causa della sospensione disposta con ordinanza del 6 agosto 2015, appare all'evidenza da disattendere operando la sospensione in via cautelare dell'atto deliberativo e con essa dell'elezione di Francesco Paolo Capone, con efficacia ex nunc".

In pratica, pare di capire che il Giudice, contestando le richieste dei promotori del ricorso che sostenevano l'invalidità degli atti di Capone, affermi invece che tutte le sue delibere hanno efficacia ex nunc, ovvero fino ad allora.

In sostanza, tutto quello deciso fino alla data del 6 agosto 2015 sarebbe valido e Francesco Paolo Capone è il rappresentante legale dell'UGL, rieletto il 29 agosto 2015 con oltre i 2/3 dei voti del Consiglio Nazionale.