Tennis, Parigi – Ci si chiedeva se il match tra Serena Williams e Maria Sharapova fosse una lotta o soltanto un preludio alla premiazione della statunitense. Ebbene, abbiamo visto entrambe le cose. La Sharapova, che non batte Serena da quasi 10 anni, ha combattuto con la forza di una leonessa e con la solita fredda determinazione ed è rimasta in gioco dall'inizio alla fine. Ma a spuntarla è stata Serena che, come previsto, ha issato la sua seconda Coppa intitolata a Suzanne Lenglen, 11 anni dopo la sua prima vittoria, dopo aver estromesso la russa con un 6-4, 6-4.

La Sharapova aveva detto che doveva fare qualcosa di diverso contro Serena. Ed è sembrato che abbia costantemente cercato di colpire la palla ad un paio di centimetri dalla linea di fondo ad ogni colpo. La profondità era quello che Maria stava cercando, e la precisione. A suo credito, la russa ha tirato fuori dal cilindro soluzioni efficaci senza mai fare marcia indietro o sbriciolarsi quando le sue mosse vincenti hanno smesso di funzionare. Ha iniziato velocemente con un break nel secondo gioco. I grugniti di Maria erano più lunghi e più intensi del normale e la bella russa ha scandito ogni punto vinto con un "Come On!" In vantaggio  40-15 sul 2-0, sembrava che la Sharapova potesse finalmente essere una minaccia per la sua nemesi. Sul punto successivo, però, Serena ha deciso di farle capire che non aveva intenzione di perdere oggi. Ha sparato un dritto con un grugnito esasperato alzando poi il pugno, come a volersi autoconvincere che potesse fare ancora meglio. E così è stato. Serena è tornata con un break sul servizio dell’avversaria e non è mai più andata in tilt.

Serena ha vinto nel modo in cui vince di solito: con il suo servizio incomparabile. Ha colpito 10 aces, di cui due nel gioco finale e ha perso solo tre punti al servizio nel secondo set. La Sharapova non ha potuto assolutamente competere, lei ha fatto registrare solo il 55 per cento delle sue prime di servizio ed ha affrontato 15 break point. Ma ha fatto del suo meglio per evitare l'inevitabile. Maria ha salvato quattro palle break nel primo gioco della partita e altre cinque nel primo gioco del secondo set.

La battuta è sempre stata un fattore importante nei match che hanno opposto Serena a Maria, così come la velocità. Nonostante la Sharapova ha colpito la palla profonda come prefissatasi, ha finito il match con soli 10 vincenti contro 17 errori. Serena ha invece mostrato il gioco di gambe e l'equilibrio che l'ha resa tanto più forte sulla terra negli ultimi due anni. La cosa più importante: ha evitato il panico che l’aveva colta di sorpresa contro Svetlana Kuznetsova nei quarti di finale. Serena, che sembrava aspettarsi di vincere ogni punto, ha celebrato i suoi vincenti rimproverando a se stessa di non averli colpiti in precedenza. Proprio come il match che le ha regalato la medaglia d'oro olimpica l'anno scorso, Serena non è stata solo determinata a battere la sua avversaria, ma lo è stata anche a non battere se stessa. È stata forte, ma sempre sotto controllo. Questo è quello che succede quando sai di avere il servizio migliore e puoi tornare in vantaggio in qualsiasi momento tu voglia.

Serena ha festeggiato il suo 16esimo slam. Ha vinto il suo secondo Roland Garros e ci ha regalato tutta la bellezza della sua gioia. In un certo senso, è stato un secondo carreer slam per la 31enne, e questo mette in chiaro il fatto che lei è la migliore in tutto il mondo, in tutti i campi e su tutte superfici. Ha vissuto e si è allenata a Parigi per alcuni anni. Oggi ne è la Regina.