in foto: Da destra, gli attori Giovanni Esposito, Marit Nissen, Paolo Sassanelli, Ernesto Lama

Uno ha un sorriso sornione, di tanto in tanto sbadiglia; l'altro è molto attento, riflette sulle parole, ascolta con attenzione; il terzo non sta fermo sulla sedia, i suoi occhi vigili si soffermano sul pubblico, sorride ammiccante. Tre personalità differenti eppure così vicine, ma non è il "mestiere" a renderli uniti né il fatto di recitare nella stessa compagnia. Al contrario si sono scelti per calcare le assi del palcoscenico e fare di "Signori in carrozza!" una delle commedie più applaudite di quest'anno, sicuramente al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Ce).

"Eravamo proprio in treno, stavamo raggiungendo Caserta se non sbaglio – racconta Paolo Sassanelli – quando assieme a Giovanni Esposito abbiamo deciso di approfondire un'idea nata per caso". Detto fatto: l'embrione ha cominciato a prendere forma grazie al coinvolgimento dello sceneggiatore e scrittore Andrej Longo, raggiunto da Sassanelli per due giorni ad Alghero. Ma di quale treno raccontare? Ci voleva il "guizzo" di Ernesto Lama per sciogliere ogni dubbio: "Ho colto come un inconsapevole suggerimento l'esclamazione del direttore della Biblioteca nazionale di Napoli: ‘Che peccato, nessuno ha mai raccontato la storia del convoglio La valigia delle Indie!'. La telefonata a Paolo è stata immediata". E così intorno a una tavolo si ritrovano il paziente Paolo Sassanelli, il riflessivo Giovanni Esposito, lo scoppiettante Ernesto Lama, Andrej Longo e altri artisti che, mettendo ciascuno in gioco il proprio talento, l'intuito nell'inventare gag a ritmo con la musica (perché nello spettacolo si canta e si suona dal vivo) ha dato vita a Signori in carrozza!, spettacolo portato nei teatri di tutt'Italia. "Il nostro obiettivo – spiega Sassanelli – è far divertire il pubblico che, in cambio del biglietto, ha il diritto di essere soddisfatto, di uscire dal teatro appagato perché si è divertito". Attenzione: intrattenimento in questo caso non coincide con battute facili, doppi sensi volgari, amenità scontate.

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Perché il background dei tre emerge, eccome, nella chiacchierata in libreria. L'assist lo offre la presenza della poetessa Rossella Tempesta (autrice di diverse raccolte, tra le quali "Nuovi poeti italiani 6" dell'Einaudi): "Il teatro è forse la forma di scrittura più vicina alla poesia". Gli occhi di Giovanni Esposito brillano, perché a lui la poesia piace molto: "La trovo un modo espressivo efficace, straordinario. Mi piace anche scrivere versi, ma con il pudore di farli leggere solo a Francesca", e indica la giornalista Francesca Prisco seduta in prima fila, che gli ha appena regalato un volumetto di Pedro Salinas. Ernesto Lama, dal canto suo, ne approfitta per declamare l'incipit del componimento "Fravecature" di Raffaele Viviani, subito zittito dallo sfottò degli altri due: "Ecco, mò è partito!".

È strano, strano ma bello, apprendere un lato diverso di tre attori spesso applauditi per la loro verve comica. E a proposito di espressioni dell'arte, ciascuno ha il proprio pensiero su fiction, cinema e teatro.

"La fiction ti paga da mangiare" sorride Paolo Sassanelli.

"Adoro respirare l'aria del set cinematografico" dice quasi sognante Giovanni Esposito (starà pensando ad Angelina Jolie incontrata sul set di "The tourist"?).

"Tra una tournée teatrale e la parte in un film, non c'è dubbio: preferisco il teatro" afferma Ernesto Lama.

IMG-20160413-WA0021in foto: Attori/Lettori: incontro con la compagnia di "Signori in carrozza!" nella Libreria Spartaco, via Martucci, Santa Maria Capua Vetere (Ce).

L'ultima battuta è di una donna alta, dal fascino nordico, Marit Nissen, compagna di una vita e dal 2011 moglie di Paolo Sassanelli: "Lavorare insieme non è facile perché a volte mi permetto di controbattere a mio marito, ma la nostra complicità è un valore aggiunto anche in scena".

Gli altri annuiscono.

Il consiglio di lettura: a Paolo Sassanelli dedico il libro "Un pallido sole che scotta. Da Africo a Napoli viaggio nel cuore del Sud" di Francesco de Core perché ha detto che prima o poi vorrebbe mettere in scena uno spettacolo ispirato a "Le città invisibili" di Calvino; a Giovanni Esposito dedico la raccolta di tre racconti pensati per il teatro "Gli altri fantasmi" di Maurizio de Giovanni perché in questo periodo è impegnato sul set della fiction "I Bastardi di Pizzofalcone" del bravo autore napoletano; a Ernesto Lama dedico "L'era di Cupidix" di Paolo Pasi perché ha detto che non legge molto e sono certa che questo breve romanzo gli farà tornare la voglia. Per sapere di più dei tre libri: www.edizionispartaco.com