L’articolo che segue è una traduzione dell’analisi pubblicata da Jungmin Kang, scienziato presso il Natural Resources Defense Council, in Washington, DC, in data 1 Aprile 2016, sul sito del Bulletin of the Atomic Scientist, il titolo originale dell’articolo è “A nuclear South Korea would be a mistake” in cui fornisce un’analisi storica e geopolitica della recente richiesta da parte della Corea del Sud di utilizzare il plutonio prodotto dai propri reattori nucleari, nella produzione di un arsenale nucleare che possa rappresentare un’efficace deterrente nei confronti della vicina Corea del Nord che di recente ha effettuato il lancio di un vettore a lunga gittata, ufficialmente per la messa in orbita di un satellite, che potrebbe essere utilizzato militarmente per la realizzazione di ordigni nucleari a lunga gittata. Secondo le informazioni disponibili la Corea del nord dispone infatti di ingenti quantità di Uranio arricchito e di Plutonio utilizzabili per la produzione di numerosi ordigni nucleari.

Osserva Jungmin Kang nel suo articolo che, allo stato attuale, con il background storico della Corea del Sud, la quale, già in passato ha condotto numerosi esperimenti nucleari, non comunicati all’AIEA e in piena violazione dei trattati di non proliferazione nucleari di cui era firmataria, la presenza in Corea del Sud di un arsenale nucleare, sia pure come deterrente, innescherebbe inevitabilmente una corsa agli armamenti nella regione, coinvolgendo conseguentemente anche Cina e Giappone, e questa potenziale escalation negli armamenti, sarebbe estremamente difficile da arrestare, se non in tempi molto lunghi, ragion per cui, sostiene Junmin Jang, per la sicurezza della Corea del Sud è necessario che questa mantenga invariata la situazione attuale, protetta dall’ombrello nucleare fornito da Washington, e non cerchi, in alcun modo di produrre un proprio arsenale nucleare.

Segue la traduzione dell’articolo di Jungmin Kang , e in fondo alla pagina il link all’articolo originale qualora la mia traduzione non fosse ritenuta completa.

Dal momento che la Corea del Nord ha condotto il suo quarto test nucleare sotterraneo il 6 gennaio 2016, un certo numero di importanti voci in Corea del Sud, tra cui alcuni all’interno della leadership del partito di governo e quelle di un importante quotidiano, hanno richiesto che la nazione acquisisse armi nucleari così da bilanciare gli equilibri con il vicino regime di Kim in Korea del Nord. Politici e gli esperti hanno inoltre rinnovato le richieste affinché la Corea del Sud sia autorizzata ad utilizzare il plutonio dei propri reattori, come ha già fatto anche il Giappone, affinché la Corea del Sud sia in grado di produrre armi nucleari più rapidamente del proprio vicino, diventando così uno stato dotato di armi nucleari. (La pratica è attualmente oggetto di un veto da parte degli Stati Uniti d’Americano.) Il primo ministro Hwang Kyo-Ahn ha dichiarato che il paese è intenzionato alla de-nuclearizzazione di tutta la penisola, nonostante tali proposte però, un recente sondaggio ha mostrato che almeno due terzi dei sudcoreani sia a favore di un deterrente nucleare contro il Nord. Purtroppo, anche se gli sforzi per ridurre il programma nucleare di Pyongyang sembrano non dare esiti positivi, la possibilità di una Corea del Sud dotarsi di un un arsenale nucleare, potrebbe solo peggiorare la situazione.

Il nucleare del Nord. L’Accordo di Ginevra del 1994 tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord è stato progettato per mettere fine al programma di armamento nucleare della Corea del Nord. Pyongyang si impegnava a congelare e infine smantellare i suoi impianti nucleare di Yongbyon e, in cambio, Washington si impegnava a fornire due reattori ad acqua leggera e vari altri premi economici e diplomatici. Il piano però è fallito. La sua attuazione ha iniziato a vacillare nell’ottobre 2002, quando è stato intercettato un carico di uranio, destinato probabilmente ad un programma clandestino di arricchimento dell’uranio, e con la successiva espulsione dalla Corea del Nord degli ispettori dell’AIEAdal complesso nucleare di Youngbyon, nel dicembre del 2002 e nel gennaio del 2003. I negoziati tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord sono continuati attraverso altri sei colloqui, l’ultimo dei quali, si  tenuto nel dicembre 2008. Gli sforzi internazionali per de-nuclearize la Corea del Nord per ora non hanno dato esiti positivi, mentre, dall’altra parte, il programma di Pyongyang ha continuato ad avanzare.

A differenza del Sud, la Corea del Nord ha l’infrastruttura nucleare per produrre razzi di grandi dimensioni altamente arricchiti con uranio e plutonio per uso militare. David Albright dell’Istituto di Washington per la Scienza e la Sicurezza Internazionale, ha stimato che, il Nord ha prodotto, negli ultimi anni, centinaia di chilogrammi di uranio arricchito con diverse migliaia di centrifughe, in oltre, sarebbe in possesso di circa 30 chilogrammi di plutonio. Una quantità più che sufficiente per la creazione di un’arma nucleare.

Il programma di arricchimento dell’uranio della Corea del Nord è stato rivelato a Siegfried S. Hecker della Stanford University durante una visita a Yongbyon nel novembre 2010. E ‘ancora incerto il numero di centrifughe che la Corea del Nord ha costruito, o quanto l’uranio abbiano prodotto, ma Hecker ha stimato che, a partire dal 2010, l’impianto di Yongbyon possa essere stato ampliato con altre 2.000 centrifughe, con una capacità di produzione annua di circa 40 chilogrammi di uranio arricchito, utilizzabile per armi nucleari. Questo impianto sembra essere raddoppiato dalla visita di Hecker.

Secondo la Albright, alla fine del 2014, dopo i primi tre test nucleari (effettuati nel 2006, 2009 e 2013), la Corea del Nord era ancora in possesso di circa 30-34 chilogrammi di plutonio per uso militare. Immagini satellitari hanno mostrato il reattore di 20 megawatt opertivo in modo intermittente dalla metà del 2014; se fatto funzionare a piena potenza per un anno, potrebbe produrre 5-6 chilogrammi di plutonio dal suo combustibile esaurito, la stessa quantità utilizzata nella bomba di Nagasaki. Nel 2010 in Corea del Nord è stato anche costruito un reattore sperimentale ad acqua leggera sperimentale, vicino al 20 megawatt, ma non per il momento non sembra essere ancora produttivo.

Dopo aver condotto il test sotterraneo nel mese di gennaio, la Corea del Nord ha dichiarato di aver fatto esplodere con successo una bomba all’idrogeno miniaturizzata. Le Registrazioni sismiche suggeriscono che l’esplosione ha avuto un rendimento nella gamma di 10 chilotoni, più o meno come il precedente test effettuato della Corea del Nord. Secondo certo numero di analisti, questi risultati potrebbero essere la prova dell’esistenza di un’arma fissione miniaturizzato cui rendimento di fissione era stato “potenziato” utilizzando neutroni dalla fusione e di pochi grammi di gas trizio-deuterio. Tale dispositivo potrebbe servire da carica principale utilizzata per accendere una capsula secondaria contenente combustibile fissile e termonucleare, che lo rende una vera arma termonucleare. Un’arma a fissione potenziata compatta potrebbe anche servire come una testata leggera sul di un missile balistico a lunga gittata come quello testato dalla corea del nord nel mese di febbraio, utilizzato ufficialmente per il lanciato di un satellite un satellite.

La situazione nella Corea del Sud. La Corea del Sud, prima di dedicarsi alla separazione del plutonio, o il ritrattamento del combustibile esaurito, sul finire degli anni sessanta, ha scatenato dalle preoccupazioni globali da parte della Commissione per l’energia Atomica degli Stati Uniti, per via della proposta di sviluppare più efficienti reattori ad uranio-plutonio. Nel 1970, con la guerra del Vietnam, gli Stati Uniti ha cominciato a ridurre in modo significativo le proprie forze di occupazione militare in Corea del Sud. Questa trasformazione ha scosso il governo di Seul, che ha immediatamente istituito due nuove agenzie di difesa, l’Agenzia per lo Sviluppo della Difesa e il Comitato di sfruttamento armi. Quest’ultimo ha votato all’unanimità nei primi anni del 1970 per procedere con lo sviluppo di armi nucleari.

Nell’ambito dello stesso programma di armamento nucleare, il governo della Corea del Sud ha avviato trattative per l’acquisto di un impianto di ritrattamento dalla Francia, e nel 1973, il Korean Atomic Energy Research Institute(KAERI) , finanziato dal governo, ha iniziato a negoziare con il Canada per l’acquisto di un copia di un reattore di ricerca NRX, originariamente progettato per produrre plutonio per il programma di armi nucleari degli stati Uniti. L’istituto ha inoltre avviato i negoziati con il Belgio per l’acquisto di un impianto di fabbricazione del combustibile, richiesto da un programma civile di riciclo del plutonio. Successivamente l’India ha usato un’altra copia del reattore dell’NRX per produrre il plutonio utilizzato nel suo primo test nucleare nell’aprile del 1974, tuttavia, il governo canadese ha interrotto i negoziati con la Corea del Sud, e nel gennaio 1976, sotto le forti pressioni di Washington, Seoul ha concluso le trattative per l’impianto di ritrattamento francese. I negoziati con il Belgio si sono conclusi nel novembre 1977, ancora una volta a causa di un intervento degli Stati Uniti. Mentre il programma di armamento nucleare clandestino a sembra essersi concluso dopo l’assassinio del Presidente Park Chung-hee nell’ottobre 1979.

Nell’agosto 2004, tuttavia, il governo della Corea del Sud, ha rivelato pubblicamente al KAERI tra il 1979-1981, erano stati condotti  segretamente degli esperimenti per l’arricchimento dell’uranio, con la separazione nel 1982 di piccole quantità di plutonio, e sono stati condotti esperimenti per l’arricchimento dell’uranio mediante l’utilizzo di nel 2000, mentre tra il 1983 ed il 1987 sono state prodotte munizioni all’uranio impoverito. Nessuna di queste attività è stata tuttavia dichiarata dalla Corea del Sud all’AIEA, violando in questo modo il proprio accordo di salvaguardia nucleare e il trattato di non proliferazione.

Nel giugno 2015, gli Stati Uniti e Corea del Sud hanno firmato un accordo nucleare civile conosciuto come un accordo di 123 sugli usi pacifici dell’energia nucleare, in sostituzione di quello stabilito nel 1974. Come il vecchio accordo, il nuovo accordo ha dato a Washington un veto sulla sperimentazione della Corea del Sud e sul riutilizzo del combustibile. Tuttavia una commissione congiunta tra Strati Uniti e Corea, potrebbe consentire quest’ultima opzione.  L’accordo 123 consente inoltre di riutilizzare il combustibile esaurito della Corea del Sud per il ritrattamento oltremare molto probabilmente in Francia, ma senza ritorno di plutonio separato. Ma per quanto ne sappiamo, il governo né della Corea del Sud, né il suo stabilimento nucleare sono interessati a questa opzione. Il nuovo accordo 123 apre anche la possibilità per la Corea del Sud di procedere all’arricchimento dell’uranio, ma solo per essere utilizzato come combustibile in potenza e di ricerca per i reattori, e solo, ancora una volta, dopo una revisione da parte di una Commissione bilaterale.

Una pericolosa tentazione. In seguito alla notizia degli esperimenti non dichiarati condotti dagli scienziati del KAERI nell’autunno del 2004, la Corea del Sud sta cercando di aumentare la trasparenza comunicando tutta l’attività di ricerca e sviluppo di energia nucleare. Nel 2009 gli Emirati Arabi Uniti sono entrati in contatto con la Corea del Sud per la costruzione id quattro reattori nucleari, e nel 2012 la Corea del Sud ha ospitato il Secondo Vertice sulla Sicurezza nucleare. Permettendo così al paese di emergere come giocatore nel settore nucleare su scala globale.

Purtroppo, in Corea del Sud si continua pericolosamente a parlare del’acquisizione di armi nucleari. Due figure di spicco nel campo dell’ingegneria nucleare sostengono che il paese potrebbe costruire un gran numero di armi nucleari nei prossimi 18 mesi, utilizzando il plutonio separato dal combustibile esaurito, scaricato dai suoi reattori Candu. Essi sostengono che il ritrattamento questo combustibile non richiederebbe il consenso degli Stati Uniti ma quello canadese.

Essendo un paese da guinnes dei primati in quanto programmi nucleari segreti, la Corea del Sud dovrebbe capire che occorre molto tempo per costruire una certa credibilità, e che questa può essere persa molto facilmente. Se il Sud avesse acquisito armi nucleari, una nuova corsa agli armamenti nucleari sarebbe inevitabilmente tra Cina, Giappone e le due Coree, sarebbe inevitabile e quasi impossibile da invertire. Inoltre danneggerebbe gli accordi di sicurezza bilaterali tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Un simile scenario farebbe aumentare la probabilità di una guerra nucleare nella regione, finendo così per lasciare la Corea del Sud in una situazione peggiore se fosse in possesso di armi nucleari che senza di esse.

La scelta migliore per il governo di Seoul, sarebbe quella di continuare con la sua politica attuale, al riparo sotto l ‘ “ombrello” nucleare fornito da Washington, durante il lavoro verso una penisola coreana denuclearizzato, nonché preservare un Giappone libero da armi nucleari. Con la stabilità della regione e la credibilità di un programma nucleare pacifico, denunciando eventuali proposte di un deterrente nucleare per la Corea del Sud che, andrebbe solo a peggiorare la già rischiosa situazione della regione.

Fonte: Jungmin Kang, A nuclear South Korea would be a mistake, The Bulletin of the Atomic Scientist, 1 April 2016

http://thebulletin.org/nuclear-south-korea-would-be-mistake9301