in foto: Sede del NYT Foto: Manuel Giannantonio

Le informazioni viaggiano ad un ritmo sempre più sostenuto. L'immediatezza dei resoconti è impressionante. La tecnologia gioca un ruolo chiave di fondamentale importanza in questo scenario moderno e sta conferendo un nuovo giornalismo, dinamico, competitivo, partecipativo e social.

Nel frattempo però, si è perso il contatto tra il giornalista e i suoi lettori, una zone essenziale di questa romantica professione. Un arte, una scienza dimenticata.

Così inizia il rapporto che potrebbe fungere da seconda rivoluzione numerica della stampa. È stato scritto dai dirigenti dell'autorevole New York Times, il quotidiano più influente al mondo, prima che la sua direttrice Jill Abramson, fosse licenziata. Eppure, non aveva certamente demeritato negli ultimi anni: è lei che ha imposto con successo il nuovo modello economico, il freemium (accesso gratis sul sito ogni mese per leggere 20 articoli e se si vuole di più ci si abbona).

Sotto la sua direzione, il NY  Times è diventato un faro guida per gli altri media del globo che non potevano non riferirsi a questo straordinario modello. Un giornale di qualità, brillante, equilibrato e che riusciva a mantenere un altro numero di abbonamenti e di vendite. Chiudendo così il cerchio di un lungimirante processo economico.

Tuttavia, nonostante la fiorente situazione, le incomprensioni erano già dietro l'angolo. Jill Abramson, infatti, non riusciva a capire come un giornale quale l'Huffington Post, abbandonato al profitto di una nuova cultura più social, potesse approfittare di più dell'audience che i siti come il New York Times generano.

Sostanzialmente niente di nuovo, è già quello che pensano molti media che hanno completamente modificato il loro modo di consumare l'informazione e che sanno bene che i media continuano ad essere stampati proprio come si faceva prima del web. L'essenziale dei guadagni resta quello derivato dalla vendita della carta stampata e la scomparsa della carta non è ancora in discussione. Vi è dunque, ancora una logica nel mantenere le vecchie abitudini.

Il licenziamento dei dirigenti di due giornali di riferimento internazionale come il NYTimes e il quotidiano francese Le Monde delle ultime settimane, non sono ovviamente un caso. La speranza dei giornali europei che conducono questa guerra contro la propria scomparsa è quella di approfittare delle lezioni dei propri coetanei di maggior successo. Evitando magari di vedere questa meravigliosa professione diventare una semplice passione relegata nel dimenticatoio.