Nei giorni dell'elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump il Guardian ha pubblicato un articolo in cui si spiega che oggi più che mai serve un giornalismo indipendente. Temi come l'ambiente, le differenze di genere, la razza, l'immigrazione, la giustizia verranno rimesse completamente in discussione come semplice conseguenza di una campagna elettorale "divisiva, oscura e dannosa". Come siamo messi in Italia? Male, lo dicono le classifiche sulla libertà di stampa, che però qualcuno manipola contribuendo ad aggravarle.

Beppe Grillo propone una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Spiegare quest'aberrazione è abbastanza imbarazzante ma va fatto: le notizie non diventano false perché una parte dell'elettorato, rappresentata da cittadini "scelti a sorte", le disconosce con un giudizio di fronte al quale il direttore a capo chino deve fare pubbliche scuse. Le notizie rimarrebbero vere anche se quel cittadino estratto a sorte le dichiarasse false.

La Penisola perde quattro posizioni rispetto allo scorso anno e scende sotto Botswana e Nicaragua perché, secondo l'indagine dell'agenzia francese, "tra i 30 e i 50 cronisti si trovano sotto protezione di polizia"
Il Fatto Quotidiano

Con la giuria popolare, dice Grillo, abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa. Questa battuta maschera una cosa molto grave e stavolta anche molto seria. L'articolo richiamato da Grillo che parla del posizionamento della stampa italiana nei ranking mondiali è del Fatto Quotidiano e spiega che il problema italiano è la persecuzione e l'intimidazione dei giornalisti. Quella che si contesta a regimi come quello di Putin o Erdogan, per intenderci. Ma Grillo usa quel 77° posto come se fosse "colpa dei giornalisti" e non, come spiega bene l'articolo, per ciò che significa nella realtà, cioè colpa dei poteri che lo stesso Grillo oggi rappresenta (come minimo con il 25% del potere legislativo).

Una forza politica e il suo leader sparano a zero sulla stampa, chiedono scuse presentate a capo chino, chiedono che una giuria popolare, di membri estratti a sorte, decida sulla veridicità di un'informazione. Questo perché, dicono, "giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false". Ecco, questa forza politica e il loro leader, chiedendo queste cose contribuiscono proprio ad aggravare il posizionamento nel ranking, insidiano il 77° posto. Loro, con queste intimidazioni e delegittimazioni sono la causa di un problema che evidentemente non hanno voluto leggere nell'articolo del Fatto Quotidiano che loro stessi citano. Dunque la soluzione non è allestire una giuria ma smetterla di intimidire i giornalisti e imparare a leggere quel poco di italiano che serve per capire un articolo del Fatto.