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Il curioso caso dei vitalizi abrogati: V per Vergogna

Vitalizio parlamentare: stop ai privilegi della Casta... dalla prossima legislatura. Il nuovo Governo inizia con promesse per il futuro, ma a stringere la cinghia siamo sempre noi. Quanto ci manca prima che il "Popolo Sovrano" si ribelli?

Il curioso caso dei vitalizi abrogati: V per Vergogna.

Dalla prossima legislatura niente più vitalizi ai parlamentari: è questa la notizia che sta circolando tra le varie redazioni giornalistiche e tra le parole di numerose conversazioni sui social network. I “vitalizi” saranno sostituiti da una specie di pensione calcolata in base ai contributi versati. Stiamo parlando di teoria, si badi. Perchè questa “bella notizia” non riguarda nè chi è in carica ora, nè gli “ex”: ciò significa che c’è tempo per cambiare le carte in tavola, magari la Crisi rientra, forse non c’è più bisogno di stringere i denti oppure, chissà, ce ne saremo tutti dimenticati perchè assuefatti alle porcate che continuamente siamo costretti a vedere “in nome del popolo sovrano”.

In Italia abbiamo 630 deputati e 315 senatori, per un totale di 945 parlamentari. Pensare solo che negli Stati Uniti d’America sono 510 in tutto e in Spagna 350 dovrebbe già far riflettere, ma avere la consapevolezza che la casta non smetterà mai di prenderci per il naso è drammatico. Per chi non ha chiaro il concetto: una volta raggiunti i 65 anni, ogni parlamentare che abbia timbrato almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura, si mette in tasca un “vitalizio mensile” che varia da un minimo di 2.486 euro a un massimo di 7.460 euro. Sky Tg 24 e La Stampa hanno scritto ottimi articoli nei mesi scorsi a tal proposito.

Ho una sola parola da riferire a tutti i nostri 945 parlamentari: Vergogna

M.B.

Ora ci dicono: basta ai vitalizi dalla prossima legislatura. Be’, lasciatemelo dire: da un governo “tecnico” che vuole dare respiro e nuova fiducia agli italiani mi aspettavo molto di più. Angelo Maria Cicolani, uno dei tre senatori questori di Palazzo Madama, ha spiegato al Sole24ore.com che “Costituzionalmente sono diritti garantiti e non era possibile toccarli“. Ho una sola parola da riferire a tutti i nostri 945 parlamentari: Vergogna. Tanto per renderci conto di cosa stiamo parlando, segnalo questo servizio di Report che imperversa nella Rete da un po’ di tempo. L’episodio risale a settembre del 2010, quando il deputato Idv, Antonio Borghesi, ha presentato un odg perché l’Uffcio di Presidenza provvedesse all’abolizione del vitalizio dei parlamentari: si fa in fretta a capire il clima naturale presente all’interno delle Camere.

Facciamo qualche rendiconto delle cifre: i nostri “onorevoli” hanno uno stipendio che si aggira sui 140 mila euro all’anno, arrotondando per difetto. Sono i più pagati di tutta Europa: basti pensare che i colleghi francesi arrivano a circa 60 mila euro l’anno e quelli polacchi – udite, udite – 7 mila. L’indennità parlamentare inoltre non esaurisce la retribuzione: sono circa 252 mila euro per i deputati e 255 mila per i senatori, all’anno che comprende diaria, rimborso, spese di soggiorno, trasporto, telefoniche, altre esenzioni, altre gratuità/privilegi e benefit mai smentiti. Per avere idea di tutte le cifre basta dare un’occhiata in Rete.

Ora abbiamo un nuovo Governo. AgoraVox ha svolto bene i suoi compiti e ha già pubblicato l’inchiesta su Monti e sul governo dei conflitti d’interesse: ho letto cose che voi umani… ma lasciamo stare questa storia e torniamo al punto. Il nostro attuale premier Mario Monti è appena tornato dall’incontro con Merkel e Sarkozy, adulato per le sue manovre restrittive che – condizionale – dovrebbero riportare l’Italia a superare la Crisi, questa personificazione di una condizione a cui ci stiamo abituando. Correva l’anno 1997 e Corrado Guzzanti professava la religione di Quelo, “c’è grossa crisi: al tempo ridevamo, ora c’è solo da piangere. O forse no. Forse è proprio il caso di svegliarsi.

Un giovane su tre non ha un lavoro, mentre se si parla di donne, la media sale a una su due.

M.B.

Caro “onorevole”, vorrei raccontarti qualche storia. Oggi è stato l’ultimo giorno di lavoro per circa 1.600 tute blu dello stabilimento Fiat di Termini Imerese: alle 21:48 è stata montata l’ultima Lancia Y. Milleseicento persone avranno qualche soldino sotto forma di cassa integrazione fino al 31 dicembre 2011, poi chi lo sa. Loro non hanno nessun vitalizio, te lo posso assicurare. Ma ho altre cose da raccontare, a te che ami i numeri: il 13% degli italiani è disoccupato. Sono circa 8 milioni i lavoratori italiani in forte disagio perché rimasti senza reddito o con uno stipendio da fame. E senti questa: un giovane su tre non ha un lavoro, mentre se si parla di donne, la media sale a una su due. Non ci facciamo mancare niente, anche quando un imprenditore dà della mignotta a una disoccupata in cerca di lavoro. Massì, sono solo storielle e numeri, in fin dei conti il lavoro c’è, come ben si nota a Salerno, dove il Comune ha appena pagato 200 mila euro per il nuovo logo della città. Normale, no?

E allora eccoci di nuovo qui, caro “onorevole”: Vergogna. Vergognati perchè rivendichi “costituzionalmente” i tuoi diritti per un vitalizio che paghiamo noi italiani, una spesa inutile che ti permetterà di vivere gli anni di vecchiaia come un vero e proprio Pascià di altri tempi. Vergognati perchè hai privilegi che ti consentono di avere un tenore di vita che noi vediamo solo nei film. Vergognati perchè in Italia il 10% delle famiglie detiene il 90% della ricchezza nazionale… e tu, ci scommetto le mani che utilizzo per scrivere, ne fai parte. Vergognati perchè le tue bugie le dici a nome del Paese, facendone vanto e scudo, mentre noi tiriamo a campare. Vergognati perchè mi sono trovato un controllo sul reddito a mio nonna di 89 anni, anziana che ora come ora non sa nemmeno dove si trova: a te, caro “onorevole”, li fanno i controlli sul reddito? Vergognati perchè ragazzini come Er Pelliccia sono solo un episodio del malcontento generale che viviamo sotto la pelle e dietro gli occhi, una rabbia che può sfociare nelle strade come succede ora a piazza Tahrir, in un Mondo così lontano e così terribilmente vicino.

Per quanto mi riguarda, ho 29 anni, una buona cultura e un’ottima educazione grazie a due genitori che hanno lavorato sodo tutta la vita. Come me ce ne sono altri. Stanchi come me, pure. Io dico che noi, gente comune, non sapremo mai cosa significa “vitalizio”, nè probabilmente “privilegio”. Ma siamo l’Italia. C’è chi ha già detto “Politici, il tempo sta per scadere” e secondo me ha ragione. Caro “onorevole”, non insultare la nostra intelligenza abrogando spese del futuro e affermando che dobbiamo “armarci di pazienza e andare avanti”. Perchè qui fuori è un mondo brutto, lasciatelo dire. E prima o poi il “Popolo Sovrano” si ribella. E saranno vitalizi per tutti.

Approfondimenti: matteo bianconi

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