in foto: Jovanotti (Foto Angelo Andrea Vegliante)

Cosa distingue un concerto di Jovanotti da tutti gli altri? Energia. Unicamente e preziosamente l'energia che l'italiano mette nella costruzione del suo teatro fatto di sentimenti, passioni, colori, immagini e quella gigantesca ingenuità giovanile che riscopriamo grazie alle sue note. Quando si va ad assistere alle sue performance musicali, bisogna mettere da conto queste prerogative, consapevoli di una serata in cui è impossibile restare fermi a guardare senza esserne pienamente coinvolti.

L'eterna consacrazione di Jovanotti passa dal suo enorme quanto irriducibile senso di gioventù: niente e nessuno lo ferma dal saltare, ballare, rotolare, cadere, rialzarsi, correre – anche in mezzo alla folla -, scendere dal palco silenziosamente e spuntare dal primo anello del palazzetto circondato da mixer e strumenti musicali di varia natura. Il giovane quarantanovenne si mostra sempre più cementificato nell'idea e nell'immagine del ragazzo fortunato che si porta avanti dai primi anni artistici, in grado di stupire ed emozionare ancora una volta come fosse la prima, attraverso le variegate ed esotiche ritmicità provenienti dalle diverse parti del mondo, con quella tradizione africana che non lo abbandona mai – la sua vera essenza stilistica.

La festa romana di fine anno organizzata dal cantautore è multiforme, reticolare, diluibile sotto ogni aspetto. La musica spazia dal blues al rock, per arrivare al pop e alla dance, fino a toccare performance da disk jockey del Cherubini-ragazzo, dove diversi brani, anche lontani tra loro negli anni, vengono uniti in un unicum percorso musicale (ad esempio, travolgente e suggestivo il mixaggio di Tanto3, Falla Girare e Io no).

Jovanotti e Saturnino (Foto Angelo Andrea Vegliante)
in foto: Jovanotti e Saturnino (Foto Angelo Andrea Vegliante)

L'artista non conosce pausa, tanto da non concedersene una: ad esempio al momento del consueto passaggio dalla fine ufficiosa della kermesse al bis, trascorre circa un semplice minuto. Tra luci psichedeliche ed immagini sempre differenti e dai colori accessi, Jovanotti non blocca mai lo show, dimostrando una prestanza artistica degna di un ragazzino voglioso di stupire ed impressionare. E di fatti lo spettacolo è tutto uno scoprire, grazie anche ad una coreografia scenica impeccabile, fatta di vestiti e cappelli particolari, giochi di luce ed immagini pop-dance, figlie anche di un'influenza americana recentemente acquisita.

Da Ragazzo Fortunato a Ragazza Magica, da Penso Positivo a L'estate addosso, da L'ombelico del mondo a L'Alba e tanto altro: Jovanotti percorre tutte le strade che lo hanno portato fino a qui, ad essere un capotribù insoddisfatto e in cerca ogni giorno del nuovo ingrediente musicale e sonoro da mettere in gioco, mai stanco del suo ruolo. E chi ama la festa non può far altro che seguirlo nelle sue danze scatenate e coinvolgenti, tanto da voler restare nel palazzetto altri cinque minuti, con la voglia immutabile di farsi coinvolgere nel fiume di gente che affolla queste bellissime serate invernali.

Jovanotti canta "A te" (Foto Angelo Andrea Vegliante)
in foto: Jovanotti canta "A te" (Foto Angelo Andrea Vegliante)

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