Attraverso il sondaggio “Conosci il tuo corpo?” pubblicato su questo sito il mese scorso, sono emersi alcuni risultati che portano necessariamente a chiarire alcuni punti sull’informazione relativa ad alcune problematiche tra le più frequenti in ambito ginecologico, ma non solo.

L’HPV (Papilloma virus) è il virus che provoca i condilomi. Ne esistono diversi sottotipi, alcuni a basso rischio, responsabili dei condilomi esterni vulvari ( “creste di gallo”), alcuni a rischio più elevato, responsabili di lesioni a livello del collo dell’utero e quindi fattori di rischio per il carcinoma del collo dell’utero.

Le informazioni, a mio giudizio, basilari che dovrebbero passare sono queste

– eseguire un paptest, possibilmente annuale, con cui diagnosticare eventuali lesioni virali da HPV;

– se il paptest rileva alterazioni dovute all’azione del virus, eseguire una colposcopia che metterà in evidenza la lesione ed in quella sede eseguire una biopsia;

– se la biopsia confermerà la presenza del virus (coilocitosi, L-SIL, H-SIL), valutare l’opportunità di trattare la lesione con laserterapia oppure monitorare con controlli frequenti (personalmente preferisco trattare la lesione per mettere al riparo la paziente da futuri eventuali rischi);

– è possibile tipizzare il virus attraverso il test HPV-Dna che consentirà di individuare il sottotipo virale, se a basso o alto rischio;

– da alcuni anni è in commercio il vaccino per HPV che può essere somministrato gratuitamente alle adolescenti in età scolare (12 anni). Purtroppo i dati riportano una scarsa adesione al programma vaccinale, quindi bisognerebbe riportare l’attenzione sul problema attraverso un’adeguata informazione nelle scuole!;

– il vaccino può essere eseguito anche successivamente, fino a 25 anni, ma vi sono studi che dimostrano la validità anche nelle ultra-venticinquenni;

– il problema riguarda anche il sesso maschile, in quanto è necessario controllare anche il partner attraverso indagini mirate, per evitare contagi “circolari”. Attualmente si comincia a pensare di estendere la vaccinazione anche al sesso maschile;

– l’esecuzione del vaccino non protegge dalle altre malattie sessualmente trasmesse, quindi è sempre raccomandabile l’uso del profilattico come mezzo preventivo.

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