in foto: C'è già un asse Berlusconi–Grillo?

Siamo sicuri di non essere già ora governati da Beppe Grillo? Certo, la legge di stabilità è stata preparata dai Ministri del Presidente Enrico Letta, e le “larghe intese” includono solo Pd e Pdl, mentre il M5S è all’opposizione. Ma sappiamo tutti che l’alleanza di governo è instabile e che basta qualche pressione in più dall’esterno perché scoppi un caso, un turbamento, una fibrillazione. Un abile comunicatore saprebbe come sfruttare le crepe delle larghe intese per mettere in difficoltà l’esecutivo e farlo cadere. E Beppe Grillo è un abile comunicatore.

Cosa è accaduto negli ultimi giorni per farmi sospettare, in modo paradossale, che Grillo stia già governando (con Berlusconi)? Sono accaduti eventi che stanno spingendo l’intera scena politica italiana verso la direzione voluta dal comico genovese, cioè le elezioni anticipate effettuate ancora con il Porcellum.

Voglio abrogare il Porcellum solo dopo aver vinto con l'attuale sistema!

Beppe Grillo
Che Grillo voglia questo esito non ho bisogno di dimostrarlo, perché lo ripete lui stesso almeno da questa estate. È vero che il 9 agosto, dal suo blog, tuonò contro i “truffatori della democrazia” che avrebbero fatto carte false pur di mantenere il Porcellum (vedere qui). Ma già il 13 le cose erano cambiate: per celebrare i cento giorni di attività parlamentare dei Cinque Stelle, nel post di quel giorno compare l’elenco dei progetti di legge depositati dal movimento. C’è di tutto (dall’acceso gratuito a internet alla fatturazione elettronica, dal superamento del blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione all’abolizione delle province), ma non un progetto di riforma elettorale (vedere qui). Il 22 agosto la svolta ufficiale: il blog afferma che occorre andare subito al voto con il Porcellum (“ogni voto un calcio in culo”: si veda qui), perché l’obiettivo primario del movimento è diventato ora cacciare via tutti i parlamentari degli altri partiti (“il M5S vuole fare una sola cosa, una sola, mandarli a casa. Bisogna tornare alle urne al più presto possibile. […] La legge elettorale la cambierà il M5S quando sarà al governo”: vedere sempre qui). Concetti ribaditi il 19 settembre nell’intervista rilasciata al Die Zeit: “voglio abrogare la legge elettorale e introdurre il sistema proporzionale solo dopo aver vinto con l'attuale sistema”. Insomma: il sistema è ingiusto, ma ci fa comodo mantenerlo per vincere (vedere qui e qui). Ragionamento tipico nella politica italiana: prima vengono gli interessi della mia parte, poi viene la nazione.

La richiesta di impeachment di Napolitano è solo una finzione politica

Beppe Grillo
Dagospia del 28 agosto dedusse da questo voltafaccia addirittura un’alleanza Grillo-Berlusconi per far fuori il Pd e rimettere a posto i conti dell’azienda di Casaleggio (vedi qui). Lettura maliziosamente dietrologica. Certo è che il M5S da agosto in avanti non ha fatto altro che chiedere elezioni anticipate, dimostrando non solo scarso interesse ma anche spietato sarcasmo su problematiche come mettere i conti nazionali in sicurezza, cercare una soluzione per uscire dalla crisi economica, ridurre il cuneo fiscale. L’essenziale è divenuto muoversi tatticamente per ottenere elezioni anticipate. Persino la richiesta di impeachment contro Napolitano non sarebbe servita per ottenere davvero le dimissioni del Presidente della Repubblica, ma, come ha rivelato Il Fatto quotidiano riferendo le parole pronunciate in camera caritatis da Grillo ai suoi, per suscitare l’indignazione e la ribellione della “gente”: “Noi parliamo alla pancia della gente – avrebbe affermato Grillo a porte chiuse. Siamo populisti veri non dobbiamo mica vergognarci. Quelli che ci giudicano hanno bisogno di situazioni chiare. Ad esempio prendete l’impeachment di Napolitano. Molti di voi forse non sono d’accordo, lo capisco. Ma è una finzione politica. E basta. Non possiamo dire che ha tradito la Costituzione. Però diamo una direttiva precisa contro una persona che non rappresenta più la totalità degli italiani. […] Siamo stati violenti per far capire alla gente. Se andiamo verso una deriva a sinistra siamo rovinati” (si veda qui). Viene da pensare che anche l’attuale offensiva anti-Cancellieri serva per creare confusione, sollevare polvere e anticipare i tempi della crisi di governo.

Grillo durante la Conferenza stampa del 28 ottobre scorsoin foto: Grillo durante la Conferenza stampa del 28 ottobre scorso

La recente vicenda sul voto segreto al Senato credo che abbia svelato questo gioco oltre ogni ragionevole dubbio. Dunque, vediamo cos’è accaduto. Nella Giunta del Senato per il Regolamento, chiamata ad esprimersi il 29 e il 30 ottobre scorsi sulla modalità di espressione del voto in Aula relativamente alla decadenza di Silvio Berlusconi, 7 membri su 13 si sono espressi per il voto palese: sono i rappresentanti di Pd, Sel, M5S; ai quali si è aggiunta la senatrice Lanzilotta di Scelta civica, che ha svolto lo scomodo ruolo di ago della bilancia. Il parere approvato dalla Giunta è stato il seguente

“La Giunta per il Regolamento esprime il parere che nei casi di mancata convalida per incandidabilità sopravvenuta nel corso del mandato elettivo parlamentare, le deliberazioni su eventuali ordini del giorno in difformità dalle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 2, del Regolamento, sono sottoposte alla disciplina generale relativa ai modi di votazione e, pertanto, devono essere votate in maniera palese. Tali deliberazioni costituiscono espressione di una prerogativa dell'Organo parlamentare, a tutela della legittimità della propria composizione. Pertanto, le stesse deliberazioni non rappresentano in senso proprio votazioni riguardanti persone, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 113, comma 3, del Regolamento.”

Non entro nel merito della decisione (sulla quale condivido i rilievi espressi da Stefano Cappellini sul Messaggero del 31 ottobre), faccio solo notare che la delibera è davvero singolare, poiché contravviene il regolamento del Senato (art.: 113, comma 3: “Sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni comunque riguardanti persone”), giustificando la violazione con l’incomprensibile argomento che il voto su Berlusconi non riguarderebbe persone; e, in secondo luogo, che il Presidente Grasso potrebbe non tenerne conto al momento della votazione, poiché la Giunta esprime solo un “parere” sulle modifiche da apportare al Regolamento (art. 18, comma 3).

Qui interessa osservare che con questa decisione lo scopo inseguito da Grillo è stato quasi raggiunto. Pd e Pdl sono entrati in urto e Berlusconi ha garantito che il Pdl metterà in crisi il governo, se si seguirà il parere della Giunta. Crisi di governo assicurata, quindi, a meno che il Presidente Grasso non abbia voglia di mettersi di traverso. E alla crisi cosa seguirà? La formazione di una nuova maggioranza con Scelta civica, i 24 senatori dissidenti del Pdl e qualche altro spicciolo? Prima della vicenda del voto palese una simile soluzione, in caso di crisi di governo, sarebbe stata possibile; oggi non credo che sia più percorribile, perché la decisione assunta dalla Giunta ha avuto l’effetto di ricompattare le fila del Pdl attorno al suo leader. Perciò, se si apre la crisi di governo, molto probabilmente si andrà ancora ad elezioni con il Porcellum.

Se andiamo verso sinistra siamo rovinati

Beppe Grillo
Un esito che dovremmo addebitare a Beppe Grillo. Né a lui, né al suo movimento, infatti, interessa davvero la sorte di Berlusconi; né a lui né a Casaleggio interessa che Berlusconi sconti la sua pena e esca dalla politica; né a lui né ai grillini interessa mettere fine all’era berlusconiana. Come ho sempre sostenuto, e come ha ormai confessato lo stesso Grillo (cfr. le rivelazioni del Fatto che ho citato più sopra), il comico genovese e il suo programma guardano più a destra che a sinistra, perciò il vero nemico del M5S è il Pd.

Berlusconi è più moderno del Pd

Paolo Becchi
Anzi, Berlusconi è apprezzato dal M5S più di quanto facciano pensare le sparate di Grillo contro il Cavaliere. In lui il leader pentastellato vede una possibile sponda per eliminare il Pd; perciò il caos suscitato attorno alla questione del voto palese è strumentale, un mezzo per far precipitare gli equilibri delle larghe intese, generare un’occasione di urto tra Pd e Pdl e andare ad elezioni il prima possibile. Non mi credete? Leggete l’intervista rilasciata da Paolo Becchi alla Stampa del 1° novembre. “Berlusconi è più moderno del Pd”, ha detto il filosofo del M5S, “il Pd è morto”. E poco prima, incalzato da Andrea Malaguti, l’intervistatore, aveva ammesso che Berlusconi era “interessato” all’esperienza dei Cinque Stelle.

Paolo Becchiin foto: Paolo Becchi

Per i cospirazionisti ce ne sarebbe abbastanza per sibilare che dietro la vicenda del voto della Giunta c’è un accordo sotto banco tra Berlusconi e Grillo; e mostrerebbero come “prova” il fatto che nessuno se ne sia ancora accorto. In effetti, stando a quel che ha scritto Vittorio Feltri sul Giornale del 30 ottobre, un “asse” tra i due esisterebbe oggettivamente e sarebbe costituito da due punti di accordo: l’uscita dall’euro e, appunto, il mantenimento del Porcellum per votare subito.

Non so se le cose stiano così. Ma mi sembra sempre più chiaro che le vicende politiche italiane siano determinate dagli interessi convergenti di Berlusconi e di Grillo. In mezzo, il Pd e Letta (caduti con tutte le scarpe nella trappola di Grillo) stanno facendo la figura dei manzoniani vasi coccio. Noi italiani, invece, dovremo subire le bizze di due leader-padroni i cui obiettivi coincidono con quelli della loro bottega, non con le necessità della nazione. Ma la nazione l’avrà compreso?