Ci sono delle analogie fra le elezioni di tre momenti storici del nostro Paese.

Nel 1924 l' Italia usciva da una guerra in cui aveva lasciato sul terreno il sangue di 600.000 giovani, speso enormi risorse e ottenuto solo invalidi e disoccupazione. Gli interventisti non ebbero neanche tutti i territori che si aspettavano con la vittoria. Ora dovevano pagare le conseguenze dell’errore di Salandra e del suo governo ed erano esasperati verso i partiti chiamati a gestire le macerie e, anche se non ne erano i responsabili, pagarono lo scontento dei cittadini che votarono Mussolini.

Nel 1994l’ Italia usciva da Tangentopoli con un elevato debito pubblico, una forte inflazione e il rischio bancarotta. Gli Italiani erano stati chiamati, con il governo Amato, a pagare per salvare la lira e l’Italia. Così ci salvammo, grazie anche all’aiuto dell'Europa e degli USA. Ma gli Italiani erano infuriati e cacciarono il Pentapartito e votarono Berlusconi.

Nel 2013 l’ Italia si ritrova come nel 1994: corruzione e debito pubblico arrivati al limite e ancora una volta il bilancio dello Stato alla bancarotta. Ancora una volta gli Italiani sono chiamati a pagare, questa volta dal governo Monti e ancora una volta la rabbia dei cittadini verso tutti i partiti (e contro Monti che non aveva colpe del disastro) e votano Grillo.

In queste situazioni di crisi, il popolo, chiamato alle urne, vota per il Capo carismatico.

In comune i tre hanno la capacità di trascinare le folle, di parlare loro in un linguaggio elementare con le parole e gli slogan che tutti vogliono sentirsi dire. Berlusconi consigliò apertamente ai suoi: “Parlate agli elettori come a dei ragazzi di quinta elementare”. Mentre Monti ingenuamente disse di “salire in campo” per rivolgersi “agli Italiani perché ritengo siano ormai un popolo adulto che non crede più al Pifferaio magico”.

Niente cambia e tutto si ripete perché gli Italiani sono sempre gli stessi.

Berlusconi come Mussolini ha pensato di governare con la propaganda e il controllo dei media e, al posto della forza, ha usato la corruzione per mantenere il potere. Discepolo del cattivo maestro Machiavelli, ha pensato che la morale non contasse in politica.

A differenza di Mussolini, Grillo non ha tentazioni dittatoriali e a differenza di Berlusconi non difende i propri interessi ma vuole combattere la corruzione e la partitocrazia.

Che farà? È il grande punto interrogativo di oggi al quale nessuno può rispondere e forse non lo sa nemmeno lui. Ha avviato un meccanismo più grande delle sue capacità.

Prezzolini del fascismo scrisse che era “un fenomeno originale tutto italiano, il primo dopo il Risorgimento” che poi alcune nazioni (quelle in crisi) ci hanno copiato. Originale fu anche l’idea del Duce di fare la guerra a Francia, Inghilterra e USA senza avere un esercito moderno.

Originale è anche il grillismo e spero che Grillo non voglia fare un guerra monetaria alla Germania e agli USA chiedendo l'uscita dall'euro.

Originale il movimento, il finanziamento, l’organizzazione telematica, la guida di due persone. Originale l’elezione di volenterosi ed inesperti ragazzi in Parlamento.

Originali tante belle proposte per il futuro, ma oggi siamo, ripeto, come nel 1994: a rischio bancarotta, anzi stiamo peggio, perché questa volta non possiamo contare troppo sugli altri paesi europei o sugli USA, anch’essi in crisi. Dobbiamo mantenere  gli impegni accettati da Berlusconi e confermati da Monti con il Patto di bilancio o Fiscal compact.

Quale nuovo governo lo farà rispettare in Italia? Chi vorrà entrare in un tale esecutivo sapendo che poi gli elettori gliela faranno pagare? Certamente non Grillo, che non vuole andare al governo subito (ma chissà quando) perché non sarebbe in grado di gestire questa situazione di emergenza.

10 marzo 2013