in foto: Amelia Mollica Graziano

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Con queste parole Amelia Mollica Graziano componente del Forum Nazionale dei Giovani,  ha aperto il suo intervento al convegno  organizzato il 29 aprile scorso nella città di Latina dall'Unione Generale del Lavoro – UGL, dal titolo "Giovani: patrimonio e futuro dell’Italia che lavora".  Senza mezzi termini, la Dottoressa Mollica, laureata in Giurisprudenza, ha voluto chiarire che il diritto al lavoro è uno dei principi fondamentali della vita economica e sociale del Paese. Il lavoro, infatti, viene riconosciuto prima di tutto come diritto del cittadino ma anche come suo dovere, a seconda che sia un lavoro dipendente o altra attività capace di produrre reddito. Ogni genere di attività svolta dal cittadino considerata un lavoro è soggetta a prelievo fiscale da parte dello Stato, perciò lo Stato come Ente pubblico ricopre un ruolo importante nei rapporti lavorativi.

Perchè i Giovani non trovano lavoro in Italia?

"Attualmente, ma già da molti anni, parlando di lavoro iniziano a sorgere mille discussioni dovute ai gravi problemi che girano intorno ad esso. Uno delle grandi piaghe che affligge l’economia di molti Paesi, ma soprattutto di quella italiana è la disoccupazione. Un problema che accomuna una gran percentuale di giovani, che dopo aver dedicato anni allo studio, si ritrova ad essere catapultata in un mondo lavorativo quasi inesistente: i giovani e la crisi economica sono ormai un binomio quasi inscindibile. La colpa di tutto questo viene attribuita ad un prelievo fiscale elevato nei confronti dei datori di lavoro che riducono le assunzioni ricorrendo sempre più spesso alla stipulazione di contratti lavorativi a tempo determinato, ossia il precariato o addirittura ricorrendo al “lavoro nero”, che oltre ad avere un’apparente lato positivo, cioè il non essere soggetto a prelievi fiscali, ha molti lati negativi tra cui l’illegalità dell’attività. Quindi il datore di lavoro molto spesso per evitare vari problemi con la legge evita di avvalersi di dipendenti e ciò provoca un calo delle persone che svolgono attività lavorative".

Ci sono i giovane "fannulloni"?

Oggigiorno,  sentiamo spesso parlare dei giovani come ragazzi fannulloni, ragazzi senza nessun obiettivo per il futuro. Giovani che seguono soltanto i mass media, bloccati davanti ad un televisore, davanti ad un computer e davanti ad un Iphone. Si è diffusa un’immagine negativa degli adolescenti che appaiono non più indirizzati allo studio, non più pronti a lavorare per guadagnarsi da vivere ma solo più interessati a ciò che li diverte. La scuola e l’università italiana, come tutte quelle dei paesi di civil law, improntano una formazione soprattutto teorica, la quale purtroppo non permette ai giovani una formazione pratica a differenza invece di quanto accade nei paesi di common law, in cui, invece, è predominante la formazione pratica.

Leggo molti annunci di aziende che offrono lavoro, il lavoro c'è? Oppure sono annunci che di fatto non offrono un futuro certo ai giovani?

"In Italia, la ricerca di personale delle imprese assume spesso contorni paradossali che si manifestano con inserzioni che aprono con: "cercasi apprendista qualificato" o "cercasi neolaureato con esperienza". Si tratta nella maggior parte dei casi di annunci che tradiscono la poca disponibilità dell’impresa a farsi carico della formazione e dell’assunzione del giovane che si affaccia al mondo del lavoro e da qui parte purtroppo lo scoraggiamento dei giovani, i quali si vedono il più delle volte costretti a lasciare il proprio paese ed andare all’estero dove si sentono “più tutelati” e sicuramente più accolti". Oggi come non mai, ma com’è sempre stato, “Investire sui giovani è la strada maestra per il futuro del Paese”

Lei è giovane, cosa occorre in Italia?

"In Italia manca una piattaforma nazionale per facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, il portale di ClicLavoro rimane ancora distante da questo obiettivo, Infojobs o Face4Job permettono maggiori opportunità di successo. In tal senso, basterebbe una partnership con questi strumenti implementandoli con una piattaforma che studi le fonti amministrative, per sviluppare meglio l’attività di marketing territoriale dei servizi per l’impiego. Il lavoro oltre ad essere tutelato dalla Costituzione viene tutelato, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, dallo Statuto dei lavoratori. Uno degli articoli più importati, di cui di recente si è sentito parlare per un eventuale modifica è l’articolo 18 che tutela i diritti del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo. Invece per la tutela del lavoratore sotto il profilo economico vi è l’articolo 36 della Costituzione che afferma: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.” Infatti, la legge prevede una retribuzione minima, affinché al lavoratore venga garantita una buona qualità di vita.

Chiudiamo l'intervista con i Sindacati. Qual è il ruolo dei sindacati?

"Un organo che viene menzionato, qualora si parli di lavoro, sono i sindacati che hanno il compito di tutelare al meglio i diritti dei lavoratori, poiché questi ultimi sono la parte debole nei contratti lavorativi, esistono altri articoli nella Costituzione in materia, bisogna però soffermarsi in particolare sul problema di cui si è parlato precedentemente, la disoccupazione.  La disoccupazione aumenta giorno per giorno e l’economia del Paese peggiora sempre più, i giovani si ritrovano sempre più a sentirsi delle "comparse" nell'ambito lavorativo, invece di sentirsi i veri protagonisti. Forse la Costituzione non aveva del tutto ragione, perché nella realtà l’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla ricerca del lavoro".