Francesco Cirillo
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Sono un giornalista napoletano, classe 1980. Ho lavorato per circa 10 anni nella mia città collaborando con testate locali e venendo poi assunto dal quotidiano Napolipiù. Nel 2008 ho lasciato l'Italia e ho vissuto in Regno Unito, Germania e Russia bazzicando anche altri paesi del vecchio continente. Ho avuto l'opportunità in questo periodo di collaborare con testate straniere tra cui Russia Profile, The Journal e la BBC. Attualmente lavoro come producer e news coordinator per la Gemas Production e per la tv mediorientale HispanTv. Mi sono occupato di cronaca bianca, economica, esteri, difesa e scienza.
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Francesco Cirillo

Perché la Russia si è voluta riprendere la Crimea?

Con il referendum la Crimea ha scelto di passare alla Russia. Perché a Putin interessa tanto la penisola sul Mar Nero?

Crisi Ucraina, tra prove di guerra e uno stallo che favorirebbe la Russia

Cresce la tensione nel Mar Nero. Mentre il vice presidente Usa John Kerry vola a Kiev per dimostrare il supporto dell'amministrazione Obama al neonato, ed autonominato, governo ucraino, fonti della difesa russa accusano Washington di aver inviato illegalmente due unità navali in uno specchio di mare "chiuso". Notizia smentita dalla VI flotta, ma rimane alta la tensione nella zona. In queste stesse ore sono iniziati i tavoli diplomatici per cercare di trovare il bando della matassa e provare a dare una soluzione politica, e non militare, alla crisi.

Cosa si nasconde dietro la crisi Ucraina (e perché c'entra la Germania)

La Germania è l'unica realtà politica e diplomatica che, in questo momento di crisi, può salvare l'Europa dal baratro di una nuova guerra internazionale. Mentre i falchi della Nato (spinti da Usa e Regno Unito) e dello Stato Maggiore russo spingono verso un possibile scontro frontale, la potenza tedesca - grande partner commerciale ed economico del Cremlino - cerca di correre ai ripari per evitare l'escalation (intesa ormai non più come invasione della Crimea, ma scontro tra forze Alleate e truppe russe) e riportare il conflitto ad una dimensione diplomatica.

La crisi ucraina e l'irresponsabile politica di Usa e Ue (e Nato)

Per l'ennesima volta Stati Uniti e Unione Europea non hanno previsto a dovere lo scenario politico, per non parlare di quello militare, che si sarebbe venuto a creare dopo la cacciata di Yanukovič. E in Ucraina spirano venti di guerra.

Ucraina, il nuovo Risiko delle grandi potenze (Ue, Usa e Russia)

Un paese spaccato a metà, tra Russia ed Europa. Quale sarà l'atteggiamento dell'Unione Europea - che sconta la mancanza di una vera diplomazia comune tra i paesi membri - dinanzi a questa crisi?

Elezioni in Germania, che fine ha fatto il Partito Pirata?

Le ragioni della sconfitta del Partito Pirata, incapace di intercettare quei temi cari agli elettori e "travolto" dal voto utile.

Guerra in Medioriente, i calcoli della politica sulle vite degli innocenti

Le operazioni militari che scuotono il Medioriente e uccidono innocenti sembrano essere il frutto, amaro, di un calcolo politico che pone al centro non la sicurezza di uno Stato, ma la rielezioni ad un seggio. E, come sempre, a pagare il prezzo più alto sono coloro che muoiono ogni giorno sotto le bombe lanciate dai droni, per l'assenza di medicine o di acqua.

Il Medioriente brucia, è la guerra tra Israele e Iran

Perché il Medioriente si è infiammato all'improvviso? E' solo colpa del film, blasfemo, girato negli Usa per conto di uno sconosciuto e losco uomo d'affari? La mia opinione è che, in realtà, tutto ciò è solo un pretesto. In Medioriente si sta combattendo sempre più duramente la battaglia per la supremazia, sia politica che militare, dell'area tra la potenza islamica e lo stato d'Israele (supportato dai falchi della destra Usa).

Medioriente, le menzogne dei media sulla carneficina siriana

I giornali occidentali ci inondano di informazioni e immagini sul massacro siriano. Ma è proprio quella la realtà dei fatti? A mio parere no. I nostri media ne sanno poco e, soprattutto, giocano sporco sul massacro (verissimo) di civili inermi. Lo scontro, tuttavia, è soprattutto tra occidente vs Russia e Iran (con lo zampino onnipresente della Cina).

Trattato ACTA, l'Europa dice NO (e l'Italia non lo sa...)

Il Parlamento Europeo ha bocciato l'accordo ACTA, intesa commerciale approvata da Usa, Giappone, Canada e Marocco (tra gli altri) e che prevede il controllo più serrato del web. Decisivo il ruolo giocato dai movimenti "spontanei" e definibili come 'cyberpolitici', nati per chiedere maggiore libertà e democrazia nella rete. Assente dalla mobilitazione l'Italia.

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