in foto: La travel blogger Federica Piersimoni in arte "Federchicca"

“Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita”, questo aforisma è tratto dal celebre libro “On the Road” (capolavoro della Beat Generation) di Jack Kerouac, che Federica sembra aver interpretato alla lettera. Questa donna, dal viso pieno di entusiasmo e dagli occhi estremamente curiosi, gira di paese in paese armata del suo fedele smartphone grazie al quale interagisce sui social postando momenti delle sue avventure. Federchicca è una travelblogger molto richiesta ed è la fondatrice del blog ViaggiLowCost.

Nel 2010 apre il blog FedericaPiersimoni.it, uno spazio dove scrive della sua vita privata. A un certo punto, dopo 3 anni di lavoro in un’agenzia web, inizia a percepire di non essere felice e soddisfatta del proprio lavoro. Si licenzia e nel 2013 con il compagno crea l’app per IOS e Android Mi Piace Rimini. Una pratica guida sulla città aperta ad enti pubblici ma anche privati. L’anno scorso invece l’intraprendente Federica, congiuntamente ad altri 3 blogger, apre TBnet, prima rete professionale e italiana di Travel Blogger. Il suo nome curioso quanto simpatico, è dovuto a suo fratello che l’ha chiamata così alcune volte dandole l’idea di usarlo come account Gmail.

Federica e la meraviglia dell'Outback Australiano Foto: Profilo facebook di Federchiccain foto: Federica e la meraviglia dell'Outback Australiano Foto: Profilo facebook di Federchicca

La sua storia merita di essere raccontata e così, circa un mese fa, dopo averla seguita appassionatamente via social, ho deciso di contattarla per scoprirne di più e per capire quali sensazioni possa aver vissuto attraverso le sue esperienze. Con l’occasione tento anche di carpire alcune informazioni su questa nuova realtà.

Dove ti trovi in questo momento?
"A casa, ma con una valigia da disfare e una da preparare".

Quando hai capito, o meglio, quando hai sentito che quello che stai facendo oggi sarebbe stato il tuo lavoro?
"Non l’ho sentito, ho seguito la mia strada. C’è stato un momento in cui non stavo più bene dove stavo, non facevo più bene il mio lavoro e allora ho deciso di cambiare tutto, di fare davvero quello che mi fa felice".

Puoi spiegarci meglio cos’è un Travel Blogger?
"Un travel blogger è un viaggiatore che racconta. Basterebbe questo per definirlo. Oggi in Italia tutti possono essere travel blogger e diciamo che una buona parte delle persone che ha aperto un blog, ha raccontato almeno una volta un viaggio personale.
La figura del travel blogger, in modo professionale è anche altro, molto altro. Non è recensire un posto, è fare un lavoro, è dare consigli personali, oggettivi, è saper scrivere per mestiere, viaggiando".

Oggi, la tua figura è un punto di riferimento per molti. La tua presenza via social network e il tuo blog sono un appuntamento per molti appassionati. Lo consideri come un punto di soddisfazione della tua esperienza?
"Quando scrivo, lo faccio innanzitutto per me stessa. Raramente mi rendo conto delle persone che mi leggono e di quelle che mi possono leggere, altrimenti mi limiterei troppo. Non mi faccio problemi invece a dire se un non posto non mi è piaciuto, se non lo consiglio a chi è intollerante al glutine o se ha pochi servizi per il prezzo richiesto. Mi piace scrivere e raccontare e quando mi accorgo che oltre a me c’è qualcuno che mi stima, bè quella è la vera soddisfazione".

La travelblogger in Marocco Foto: profilo Facebook di Federchiccain foto: La travelblogger in Marocco Foto: profilo Facebook di Federchicca

Una domanda che ti hanno rivolto molte volte, e probabilmente quella che si pongono tutti quando vengono a conoscenza della tua fantastica storia: si può vivere di questo lavoro?
"Si può vivere anche di questo lavoro, ma non solo. Inevitabilmente chi scrive per mestiere scrive non solo per se stesso. Si scrive su commissione come copy writer, a volte per altri portali, si mettono a disposizione le proprie conoscenze di scrittura online e di viaggio. È un lavoro a tutti gli effetti come gli altri, ma il travel blogger, anche se fatto in modo professionale, non è ancora una vera figura riconosciuta, almeno non ancora in Italia".

Sulla base di quali elementi pianifichi i tuoi percorsi e i tuoi viaggi?
"Quando viaggio per me e mi organizzo da sola i miei itinerari prediligo le zone fredde. Amo il nord Europa, anche in inverno e amo le destinazioni più lontane, quelle che fanno aprire e crescere la mente".

Viaggiando molto sei entrata in contatto con molte etnie e culture diverse. Qual è l’abitudine più strana che ricordi?
"Il Giappone mi ha colpito per tantissimi aspetti. Ne sono rimasta affascinata e spero di poterci tornare presto. La loro accoglienza mi ha spiazzato, ma anche la loro pulizia. Sono rimasta colpita dalla loro cultura, da come si approcciano agli altri, tutto questo mi ha profondamente colpito".

E i cibi più strani che hai assaggiato?
"In Giappone ho adorato la soba e invece ho scoperto sapori che non mi sono piaciuti. In Australia ho assaggiato il coccodrillo e il canguro e in Marocco la gobba di dromedario, la sono sempre alla ricerca di nuovi sapori. Il viaggio è anche assaggio dei sapori locali!"

Noi italiani siamo molto attaccati alla tradizione culinaria, ti manca il cibo italiano?
"In Giappone mi è mancato alcune mattine. Più che legata a qualche piatto italiano sono legata al caffè. Non mi interessa che sia espresso, mi va bene anche americano, ma è quasi una fissazione, il caffè per me è casa in ogni parte del mondo"

Come ogni viaggiatore degno di nota, immagino avrai nel cuore un luogo in particolare, anche solo per un ricordo, un tramonto o un evento particolare, puoi rivelarcelo?
"Sono tantissimi i luoghi che ho nel cuore ma quasi tutti sono legati a viaggi personali. L’ultimo, quello che ancora mi emoziona se lo ricordo è il tramonto del b&b a Stonehaven, in Scozia. Venivamo da giorni di ostello, stanchi da ore di guida e il tramonto in questo paesino sulla costa, con camera vista mare è la cosa più bella che ricordo, sia del viaggio sia dei miei viaggi in generale".

Federica nel paese del Sol Levante Foto: federicapiersimoni.itin foto: Federica nel paese del Sol Levante Foto: federicapiersimoni.it

Il viaggio, si sa, è un’esperienza spesso fondata sugli imprevisti. C’è stata una situazione in cui hai provato paura o incertezza?
"Racconto sempre la stessa quando me lo chiedono, forse perché mi sono sentita raramente in pericolo. Credo che in viaggio si debba andare con uno spirito positivo e si debba essere sempre aperti al prossimo. Inevitabilmente le cose brutte capitano a chi le pensa, ma anche agli sprovveduti. Una volta in Belgio passai in un parco di notte, ecco quella non fu una buona idea. Non mi successe nulla, voglio sottolinearlo, ma ci mancò poco e la paura fu enorme".

Hai mai avuto rimorsi?
"Sì, quello di non aver mai fatto l’Erasmus o di non aver passato un tempo accettabile all’estero, per studio o per lavoro. L’Erasmus credo sia irrecuperabile ormai, ma per il resto… a tutto c’è rimedio, non si sa mai".

Come ti vedi tra dieci anni?
"In California! Scherzi a parte :) Mi vedo con qualche figlio, per il resto come adesso. In viaggio, sempre presa da mille cose che però mi danno soddisfazione, con le mie attività e i miei programmi per le ferie".

Qual è il viaggio e qual è il luogo che più ti sono piaciuti?
"Difficilissima questa risposta! Credo la Scozia, la Spagna, l’Australia e il Giappone, ma tutti per motivi diversi. La Spagna è stato il primo vero viaggio lungo, la Scozia il primo on the road, l’Australia un viaggio in solitaria che mi ha arricchito tantissimo e il Giappone un viaggio lontanissimo dal mio modo di vivere. Tutti mi hanno arricchito enormemente, ma è questo che fanno i viaggi, no?"

Quale consapevolezza hai maturato dal giorno in cui hai iniziato questo cammino?
"Che non sarebbe stato per niente facile, che se uno ce la fa altri mille stanno a guardare per criticarti e aspettarti cadere, ma che sarei stata soddisfatta ogni giorno della mia vita".

Come vedi il tuo futuro in questo lavoro?
"In costante cambiamento. Non sappiamo come sarà Facebook tra 50 anni, ne come si evolveranno i blog (che 10 anni fa si diceva che sarebbero morti presto, e invece). Tanto studio e tanta voglia di fare, di rimanere al passo".

La citazione per la quale vale la pena vivere considerando le sensazioni che provi e hai provato?
"La mia preferita: se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto."

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