Nonostante la crisi stia mettendo in ginocchio l'Italia, un nuovo business sta nascendo e sta portando parecchi soldi nelle tasche di molti, ragazzini e teenager compresi. Facebook  è infatti diventato un eccellente canale di monetizzazione per molti proprietari di pagine che, inconsapevolmente, si sono ritrovati una gallina dalle uova d'oro sul proprio account.

PREMESSA

Agli albori Facebook aveva interesse a mantenere traffico attivo sul proprio sito. Per questo motivo venivano incentivate e messe in evidenza le pagine (o fanpage). Solitamente chi apriva una pagina non aveva scopi di lucro. Spesso si trattava di pagine divertenti o di pagine "rilassanti", che condividevano notizie spiritose o immagini emozionali. Alcuni esempi potevano essere pagine da nomi generici come "link divertenti" o "weekend".

IL NOME DELLA PAGINA

Ebbene si, perchè era il nome della pagina che dava viralità alla stessa. Tutti, nei primi anni del boom di Facebook, cliccavano "mi piace" abbastanza facilmente su pagine il cui nome richiamava una forte emozione, che fosse stata essa positiva o negativa poco importava. Pagine da nomi generici o divertenti raggiunsero quindi in breve tempo una grande quantità di fan, in alcuni casi anche milioni di fan.

IL BUSINESS

Fu semplice a questo punto capire che Facebook poteva trasformarsi in un ottimo canale di monetizzazione. Condividere una notizia su una pagina da parecchie migliaia di fans portava traffico, talmente tanto che nacquero i primi blog e portali il cui scopo era monetizzare le visite provenienti dal social network creato da Mark Zuckerberg. I metodi di monetizzazione erano semplici. Banner "pay per click" (cioè che pagano in base ai click che ricevono), oppure affiliazioni con importanti network pubblicitari, al fine di guadagnare in base alle vendite generate ("pay per sale") o agli iscritti ad una newsletter o un portale ("pay per lead"). E' facile pensare che questi canali di monetizzazione, solitamente poco remunerativi, se esposti a milioni di visite portavano guadagni importanti.

 IL BOOM DEI SOCIAL NETWORK AL GIORNO D'OGGI

Torniamo ai giorni nostri. L'attenzione dei media è rapidamente salita. I social network sono ormai una realtà consolidata. Le grandi aziende cominciano a "parlare" con i clienti tramite i social network. Sono nate delle vere e proprie nuove professioni grazie al boom generato dai social network. Basta fare una semplice ricerca per accorgersi che stanno nascendo professioni come "social media manager", o più semplicemente viene richiesta una cultura "web oriented" a chi studia marketing e comunicazione.

IL MERCATO DELLE PAGINE E DEI FAN

Torniamo ai proprietari di pagine grandi, dove per grandi si intende avere almeno 100.000 fan, o possedere un network di pagine che se messe insieme  fanno almeno 300/400.000 fan (questo per non incorrere in fan "doppioni"). Chi ha saputo gestire al meglio le proprie pagine oggi può riuscire a monetizzare grazie a facebook in diversi modi

[Vendere fan]: questa pratica, in realtà vietatissima da Facebook, rimane uno dei principali canali di monetizzazione per molte pagine. Si può guadagnare attraverso metodi di "white hat social marketing" o viceversa di "black hat social marketing".Nel primo caso, cioè la tecnica "white hat", si considera una tecnica abbastanza lecita. Di fatto consiste nel pubblicare sulla propria pagina il link di un'altra pagina al fine di incentivarne la visibilità ed aumentarne i fan. Facebook non vieta di pubblicare link sulle proprie pagine, e non può quindi sapere se la pubblicazione dei link avviene dietro pagamento.

Il secondo caso, quello "black hat", è invece quello più rapido, ma tuttavia più pericoloso per incrementare  i fan di una pagina. Vi è mai capitato di accorgervi di essere diventati fan di una pagina, inconsapevolmente? Bene, molto probabilmente significa che siete incappati in una tecnica di likejacking. Questa tecnica consiste nel pubblicare una notizia dal titolo accattivante, solitamente si tratta di scoop o notizie incredibili/curiose, che ricevono molto spesso un'alta percentuale di click.

L'utente, cliccando sulla notizia, viene catapultato fuori da Facebook oppure in un'applicazione di Facebook (ma ospitata su server esterni a quelli del social network). Una volta atterrato sull'applicazione o sito web esterno, la notizia è invisibile a causa di un fastidioso pop up che invita a mettere "mi piace" se si vuole leggere l'articolo. In quel preciso momento, cliccando su "mi piace", si diventa con l'inganno fan di una pagina che ha pagato soldi per avere il vostro "mi piace".

I motivi di questo mercato possono essere molteplici. C'è chi lo fa per questioni di immagine, e quindi una pagina con molti fan, anche se non attivi, può dargli più credibilità e importanza agli occhi di clienti o investitori. C'è chi invece tratta notizie nazional popolari e che non hanno bisogno di un target preciso per vendere i propri servizi. Basti pensare a un semplice progetto editoriale che, per aumentare i guadagni generati dagli spazi pubblicitari, ha bisogno di un alto traffico di visitatori sul proprio sito web. Le tecniche di likejacking possono essere anche altre, come un "mi piace" invisibile nascosto sopra un'immagine di un sito web. In quel caso l'utente crede di cliccare sull'immagine per ingrandirla, mentre invece clicca mi piace su di una pagina per inganno.

Va precisato che Facebook combatte severamente queste tecniche e, in caso se ne accorgesse, eliminerebbe le pagine sia di chi vende, che di acquista tramite likejacking.

[Vendere visibilità]: Questa tecnica, del tutto identica a quella "white hat" per la vendita di fan, consiste principalmente nella pubblicazione di articoli di siti web esterni, dietro pagamento.

[Vendere pagine]: Facebook non permette la vendita di pagine, ma ne permette la cessione. Ciò significa che se una persona, per motivi personali, non è più in grado di gestire una pagina, ha la possibilità di nominare un'altra persona amministratrice della pagina. Da questo equivoco nasce il mercato. E' stato stimato che una pagina da 1 milione di fan, target italiano, oggi possa arrivare a valere anche fino a 10.000 € in base alla tematica. Basti pensare che ritorni economici può dare la pubblicazione giornaliera di news, eventi e offerte del settore turistico per una pagina di così grandi dimensioni. Sostanzialmente è come possedere un proprio social network all'interno di Facebook.

[Affittare pagine]: Facebook di recente ha inoltre aggiunto la possibilità di diventare "creatore di contenuti" di una pagina. La possibilità quindi di poter scrivere su una pagina, anche se non si è amministratori. Molte pagine hanno quindi inziato a vendere il posto di "creatore di contenuti" a siti web interessati ad ottenere traffico sulla propria piattaforma.

QUANTO GUADAGNA UN PROPRIETARIO DI UNA PAGINA DI GRANDI DIMENSIONI?

La domanda è abbastanza generica. Ovviamente i guadagni vanno in base al tema della pagina, al coinvolgimento del suo pubblico (tema di cui mi occuperò nei prossimi articoli) e al numero di fan. E' però una verità il fatto che ci sono persone che ad oggi guadagnano cifre importanti grazie al social media marketing. Cerchiamocomunque di dare alcuni dati:

  • Vendere un incremento di 1000 fan può costare dai 18 ai 75€.
  • Prendere in affitto una pagina da 500.000 fan può costare dai 300 fino alle 1000€ al mese.
  • Acquistare una pagina da 100.000 fan può costare dalle 300 fino alle 800€.
  • Acquistare una pubblicità su una pagina da 1 milione di fan (semplice aggiornamento di stato, mezz'ora in evidenza e tolto dopo 24 ore) può costare dalle 15 alle 35€.

Nel prossimo articolo parlerò dell'edge rank, l'algoritmo usato da Facebook per giudicare il coinvolgimento di una pagina, e di come un alto coinvolgimento porti maggiore visibilità a una pagina.
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