Quello dell’attore é un mestiere che si costruisce per ognuno in modo del tutto personale, senza fenomeni da catena di montaggio, bensì come appunto si fosse in una falegnameria, dove si taglia, si lima, si cesella, finché il manufatto non è esattamente come deve essere. Ecco, è proprio in questo senso dunque che parte il nuovo anno accademico 2016/2017 della Falegnameria dell’Attore, mettendo insieme lo studio della recitazione teatrale e di quella cinematografica, i principi della dizione e della respirazione scenica, l’improvvisazione, la tecnica, l’impostazione della voce, il ritmo, il lavoro sul corpo e sulla voce, insieme a seminari e workshop inediti con autori, attori,  registi e casting director di fama nazionale e internazionale (da Giulio Scarpati a Lella Costa, da Alberto Rossi a Valeria Miranda, a Luca Pizzurro…per citarne solo alcuni)..

“Il lavoro sul personaggio, la recitazione che è creazione, produzione di qualcosa di diverso da sé, è l’obiettivo principale da raggiungere attraverso un percorso disciplinare – hanno dichiarato Gigliola de Feo e Andrea Fiorillo, curatori delle attività della scuola La Falegnameria dell’Attore – che premia la capacità di immedesimarsi nel ruolo, nella storia, nel contesto da interpretare servendosi non solo della propria empatia ma anche di regole tecniche precise”.

Sotto la direzione artistica di Gigliola de Feo, di formazione romana, allieva e poi assistente a Roma di Giulio Scarpati, e di Andrea Fiorillo, di formazione napoletana, allievo dello storico Teatro Sancarluccio di Napoli, La Falegnameria dell’Attore vuole essere uno straordinario laboratorio permanente per le nuove reclute che verranno, un work in progress di sé stessi e delle proprie potenzialità artistiche, caratterizzato dall’esplorazione di tutti i possibili percorsi che fanno l’attore.

Attraverso l’uso della macchina da presa e non solo, gli allievi de La Falegnameria dell’Attore, imparano a sviluppare e scegliere ognuno il proprio percorso di crescita artistica, confrontandosi con difficoltà ed ostacoli necessari a rafforzare le loro abilità creative, aumentando le loro potenzialità di osservatori e interpreti di quello che li circonda, riconoscendo e individuando gli strumenti migliori non per recitare la realtà, bensì per far sembrare reale quello che si recita.