in foto: Credits: Giacomo Latorrata

"Cosa c'è qui dentro?"
"Dipende. Entra. Tu cosa ci vedi?"

Si potrebbe girare in lungo e largo all'interno della labirintica installazione di Sbagliato presso la Galleria Varsi di Roma per giorni, ed uscire senza aver trovato una risposta uguale per tutti. La verità è che, ancora una volta, i tre architetti e designers romani fondatori del progetto artistico Sbagliato, hanno voluto stravolgere le leggi della fisica, compiendo un' eterotopia, spingendosi oltre il limite di spazio e materia per dar un volto al vuoto. Un percorso che iniziò nel 2011 dal desiderio di generare un'interferenza nel tessuto urbano, creando "varchi" tra le rigide architetture attraverso l'utilizzo di mimetici poster. Un viaggio che è continuato tra l'Italia, il Sud America e gli Stati Uniti, arrivando il 14 ottobre a Trastevere, con la prima solo-exhibition romana: Vertigine. Un titolo particolare, che riporta alle altezze dell'architettura quanto alle sensazioni di ansia e paura legate alla percezione umana.

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata

Sostiene Milan Kundera che chi tende continuamente verso l'alto deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine, ossia "la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura". La verità è che è molto difficile racchiudere in una sola frase una sensazione così complessa e soggettiva come quella provocata dalla vertigine, almeno quanto lo è farlo in una mostra. Ma il collettivo Sbagliato è riuscito come sempre a stupire, rendendo il confronto con essa imprescindibile. Un'installazione serpentina avvolgente e surreale si snoda tra gli spazi della Galleria Varsi dove, inaspettata, viene riprodotta visivamente una tromba delle scale rovesciata a 90°. Aprire la porta dell'esposizione è come aprire il vaso di Pandora da cui, imprevedibilmente, fuoriescono una serie di domande destinate a rimanere senza risposta, almeno fino a quando, questa, non uscirà da noi stessi.

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata

A. "Mi trovo davanti a un bivio. Da una parte vorrei esser oggettiva, e comprendere la mostra in quanto tale: un'installazione capace di distorcere la percezione dello spazio pubblico accompagnata da una serie di disegni e opere fotografiche da voi firmate. Dall'altra, è come se sentissi un richiamo provenire da quella tromba delle scale, che mi spinge a proseguire, andar oltre, superare la paura del vuoto e scoprire cosa c'è dopo. Perchè?"

S. "Vertigine per noi rappresenta un invito. Attraverso una distorsione percettiva ottenuta tramite l’inserimento di un’immagine di un elemento architettonico, vorremmo avviare un’indagine del proprio stato di coscienza. La scala, da sempre simbolo dell’ascensione, bisogno primordiale di tutte le civiltà, è icona capace di rappresentare l'istinto dell'uomo di trascendere mentalmente, fisicamente e spiritualmente. La abbiamo ripresa, rovesciata, inserita in un contesto nuovo. Abbiamo alterato le aspettative, accettato l'invito di Massimo Scrocca (direttore della Galleria Varsi) e annullato la profondità. Il nostro fine è quello di non rispondere a nessuna domanda, ma di fornire uno stimolo per suscitarne. Scalare i propri limiti, affrontare la sensazione di vertigine, fronteggiare i nostri blocchi dati dall'istinto. Una finzione come incipit per una ricerca introspettiva, un vuoto che rappresenta una possibilità, quella di andare oltre, per fare esperienza di un ‘dopo' mai oggettivo."

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata

A. "Scale ruotate che assumono parvenza di corridoi, punti di vista che oscillano e cambiano, prospettive distorte e orizzontalità che diventano verticalità. Solitamente utilizzate la carta per stimolare noi, il vostro pubblico. Per Vertigine avete pensato a un'installazione accompagnata da diverse lightbox. Come mai?"

S. "E' la prima volta che usiamo il lightbox. Abbiamo lavorato su questo supporto, originariamente destinato alla pubblicità, realizzandolo in alluminio e retroilluminandolo a LED. Il nostro fine era quello di dare massima visibilità e profondità alle labirintiche fotografie scattate, inizialmente per svago, da noi. Abbiamo iniziato questa estate, attratti dai giochi di luce e prospettiva delle trombe delle scale che viviamo ogni giorno. Il gioco è diventato una raccolta, la raccolta un'idea, l'idea una realtà. Distorta forse, ma nel suo essere effimero, estremamente tangibile. Per ogni fotografia abbiamo identificato un nome, un nome proprio di persona. Alcune sono persone che condividono con noi la vita, che abitano i palazzi che hanno segnato il nostro lavoro, che ci ispirano ogni giorno. Altri sono nomi che credevamo adatti al tipo di ascensione raffigurato. Tutti, sono nomi di vite in cui possiamo rivederci e riconoscerci"

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata

Un percorso iperreale che si snoda dentro uno spazio raccolto.
Un cammino all'interno di una galleria come di noi stessi. Tortuoso, rotatorio, articolato. Eppure così estremamente lineare, dritto al cuore di un concetto.
Una sensazione che assume un volto, o meglio una forma che difficilmente passa inosservata.
Un'installazione che inevitabilmente pone lo spettatore davanti a una domanda.
Una risposta che si cela dietro altri interrogativi a cui si può rispondere solo guardandosi dentro.
Come?

MOSTRA: Vertigine, solo show di SBAGLIATO cura di Chiara Pietropaoli
DOVE: Galleria Varsi – Via di San Salvatore in Campo 51, Roma
QUANDO: 14 ottobre – 13 novembre
ORARI: da martedì a sabato dalle ore 12 alle 20, domenica dalle ore 15 alle 20, lunedì chiuso
CONTATTI: info@galleriavarsi.it | www.galleriavarsi.it | 06 68309410

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata