Dopo la vittoria del NO Renzi si è dimesso. Se sia giusto o sbagliato non ci interessa. E adesso? Adesso c'è la costituzione del '48, quella che è stata rilanciata, secondo molti elettori e osservatori addirittura difesa, dal voto referendario. Difesa dalle derive autoritarie, dalla primazia del governo sul parlamento, dalla primazia dei partiti sul parlamento e sul governo, dalla primazia dei partiti sul Presidente della Repubblica, dall'umiliazione dell'autonomia della Corte Costituzionale dalla politica, dall'uomo solo al comando. Insomma, come si può negare che il cambiamento che non c'è stato sia anche affermazione del valore dell'esistente?

Chiedere elezioni anticipate in questo contesto è legittimo e comprensibile. È la Prima Repubblica che si riafferma dopo la vittoria del NO. E l'incarico a Gentiloni, con la stessa maggioranza e gli stessi ministri o quasi del governo Renzi, non è anch'esso legittimo e comprensibile? Non è anch'esso la Prima Repubblica che si riafferma dopo la vittoria del NO? Il Primo Ministro incaricato dal Presidente della Repubblica, sostenuto dalla maggioranza emersa dalle elezioni politiche del 2013, per condurre in porto un'amministrazione senza troppi slanci, in una finestra temporale di fine legislatura che supera la durata media dei precedenti 63 governi in 70 anni. Prima Repubblica nella sua forma più brillante. Già, perché se arrivasse a fine legislatura, il Governo Gentiloni durerebbe comunque più dei governi Cossiga, Rumor o Forlani.

Cos'era per voi la Prima Repubblica se non questo? Cosa prescrive la Costituzione del '48 se non questo? Preferite elezioni anticipate? Davvero qualcuno pensa di ottenere contemporaneamente il 50% più uno dei seggi alla Camera e il 50% più di seggi al Senato? Gli voglio credere contro ogni statistica sul voto degli ultimi 70 anni. Ma il giorno dopo le politiche questi avrà fallito la previsione: ammetterà di essersi comportato da politico della Prima Repubblica anche lui? No, non lo ammetterà, proprio perché è un politico, un elettore, un partito della Prima Repubblica.

In questo senso mi associo, senza ripeterlo, a ciò che diceva ieri il collega Laconi (PCI) circa tutto l'apparato di pesi, di contrappesi, di precauzioni e di intralci che la Costituzione nella seconda parte pone ad un normale sviluppo legislativo e a un normale affermarsi della sovranità popolare, con il proposito confessato ieri dall'onorevole Tupini (DC) di rallentare il moto e il progresso della democrazia repubblicana.
Lelio Basso, Assemblea Costituente, seduta del 6 marzo 1947

Lo so, è difficile ammettere che questo bicameralismo perfetto, nato per boicottare uno dei tre poteri, piaccia soprattutto a chi non ama essere governato. E che è molto efficace in questa sua funzione di distruzione della responsabilità della decisione. Eppure leggo di molti convinti sostenitori del NO che vorrebbero le elezioni anticipate, che sostengono che l'Italia sarebbe stufa di premier non eletti dal popolo. Ecco, amici che avete votato NO e che ora chiedete un governo e un premier legittimato dal voto, sappiate che state tradendo la costituzione che avete difeso il 4 dicembre. La costituzione che con tanta energia avete contribuito a ravvivare non prevede un premier (eletto dal popolo poi…). Prevede invece il rito delle consultazioni, la selezione dal parte del Presidente della Repubblica del Primo Ministro (primo tra pari, s'intende!), la mediazione tra gli slanci in avanti del popolo e l'interesse del paese. Hai votato NO? Hai fatto bene, ma per il dopo che t'aspettavi? Diamo allora insieme il bentornato al nostro assurdo bicameralismo e alla nostra tanto amata e orgogliosamente difesa Prima Repubblica.