in foto: Credits: Giacomo Latorrata

"Nella mia casa è tutta Roma
perché è qui che sono nato.
In mezzo ai preti, i gladiatori, gli avvocati, i senatori,
i tassinari, gli impiegati, le bariste, gli artigiani,
i rigattieri, i poliziotti, i cravattari, le puttane
e le duemila fontanelle per le strade
Dove l'acqua scorre sempre e non si ferma
Come se l'acqua fosse Roma,
Come se fosse eterna"
canta Daniele Silvestri davanti a un Auditorium emozionato e pieno.

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Dopo ventiduemila chilometri percorsi in 39 città, il nono album del cantautore romano raggiunge la capitale il 27 e il 28 dicembre, per finire l'anno nel migliore dei modi. Tra le note di Acrobati, Occhi da Orientale, Il mio nemico, Gino e L'alfetta, Salirò e altri dei suoi brani più famosi, Silvestri nelle sue due ore e mezzo di spettacolo è riuscito a commuovere e coinvolgere proprio tutti, anche i più veterani, inaspettatamente rapiti dal suo pezzo d'esordio al Festival di Sanremo '95 "L'uomo col megafono".

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Un paroliere magico, compositore acrobata, in bilico tra le note e le esperienze vissute, tra i ricordi e le immagini che si ripropongono fra i suoi testi, incredibilmente fedeli alla realtà di un mondo che sembra procedere proprio secondo le dinamiche contorte delle tracce. Amore, politica, sensazioni forti, racconti che lasciano il segno. Daniele da anni sembra fotografare la verità di un mondo che va al contrario, per far si che ne rimanga traccia, che la gente non dimentichi, che non si perda la passione di cantare una storia a tutto volume insieme, come è successo all'Auditorium il 27 dicembre per L'appello o Cohiba.

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Oltre 130 brani, eseguiti per più di 150 ore di musica è il bilancio del Tour 2016 Acrobati che, dopo aver toccato diverse città italiane, è tornato a "casa" di Silvestri per la fine dell'anno. A cinque anni di distanza dall’enorme successo di "S.C.O.T.C.H." e dopo la grande esperienza in trio con Niccolò Fabi e Max Gazzè per "Il padrone della festa" nel 2015, quest’anno Daniele ha portato con sé sul palco anche Fabio Rondanini, membro fondatore dei Calibro 35 e batterista di Fabi e degli Afterhours. Un ospite d'eccezione, adatto per accompagnare con vigore le tematiche sia importanti che popolari trattate dal cantautore, straordinariamente miscelate anche all'interno delle stesse tracce.

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Semplicità e acrobazie, non di scena quanto musicali. L'alchimia in grado di generare il musicista romano con il suo pubblico è da ammirare, perché non si nutre di sfarzosi ricami scenografici, ma di un'intimità tra la voce e la storia raccontata, che la platea conosce, sottoscrive, fa sua. E allora ecco che Daniele Silvestri torna a casa, quella fatta dai suoi ascoltatori, gli stessi a cui chiede sul suo sito ufficiale di mandare un video che rappresenti "la propria casa" per poi crearne uno più grande, condiviso.

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Perché è proprio la condivisione il punto di forza del cantautore, quello che lo guida nei suoi live, momenti unici capaci di aggiungere un punto inedito alla lista delle 4850 famose "Cose che abbiamo in comune".

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