Facile. E buonssimo.

Crostini di pane: taglia il pane casereccio del giorno prima a cubetti delle dimensioni che hanno i dadi da gioco e friggili in abbondante olio di semi sino a che abbiano assunto il colore della birra trappista.

Pomodorini datterini: vanno “semi-glassati”. Lavali, asciugali e disponili in un padellino dove avrai sciolto del burro in un cucchiaio di olio extravergine di oliva in compagnia di qualche foglia di alloro. Aggiungi un cucchiaio di zucchero ed un pizzico di sale ed a fuoco lento crea un composto omogeneo nel quale rosolare i pomodorini. Questi vanno cotti poco, più o meno sino a quando la pelle inizia a creparsi lasciando fuoriuscire parte della loro acqua. Lascia pure che poca acquetta abbandoni il pomodorino, così il suddetto ne guadagnerà in concentrazione ed il tuo simpatico sughetto in sapore.

Trancio di tonno, da tagliare anch’esso a cubetti delle dimensioni di un dado da gioco.
Adesso togli i pomodorini, lascia la padella sul fuoco perché asciughi l’acqua in eccesso e, con fuoco appena appena più alto, fai scottare il tonno nel condimento. Il tonno deve risultare cotto fuori e rosso dentro, quindi calibra bene la fiamma ed il tempo di cottura.

Un attimo prima che il pesce sia cotto a puntino aggiungi i crostini e gira tutto insieme. Puoi mischiarvi anche i pomodorini, oppure servirli a parte (purchè arrivino a tavola bollenti anche loro).
Avrai nel frattempo pestato in un mortaio tre diversi tipi di pepe (rosa, verde e nero è perfetto) che userai per condire il preparato girandolo per l’ultima volta nel padellino.

Occhio che occorre regolare il sale, che sul pesce ancora non abbiamo messo.
Suggerimento: il pepe deve essere abbondante, quindi insisti con quelli più aromatici, piuttosto che con il classico nero.
Se sei riuscito a non far rompere le foglie di alloro lasciale per decorazione, insieme a qualche grano intero dei differenti tipi di pepe utilizzati.
Attenzione alle quantità, perché è un piatto che se troppo abbondante rischia di stufare.