in foto: Cristian Trovati

L'Italia vuol cambiare. Siamo tutti consci di una svolta che non può più essere procrastinata e la cui responsabilità è solo nostra.  Migliaia di persone scendono in piazza quotidianamente per il lavoro , per la casa, per i propri diritti che troppo spesso non trovano adeguata tutela.  In tutti questi episodi drammatici è il gruppo , la comunione di intenti che rende forti anche coloro che non hanno nel proprio DNA la combattività e la ferrea determinazione che queste "tappe" del vivere quotidiano richiedono.   Capita invece che improvvisamente la luce si spegne.  Un malore, una grave malattia e ti ritrovi solo.   Non ci sono riflettori , non c'è attenzione mediatica e mentre il mondo vive la propria routine , ti ritrovi da solo a combattere quotidianamente per ciò che prima era normale, per quella stessa normalità che non è apprezzata da migliaia di imbecilli pronti ad uccidersi allo stadio nel falso ideale di una bandiera o che viene bruciata tra eroina e droghe di tutti i tipi nei vicoli di metropoli e piccoli paesi.  Questa è la storia di Cristian Trovati,  classe 1988. Un ragazzo colpito da una miocardite da diversi anni che deve quotidianamente combattere per la vita.  E' la storia di una famiglia che urla, che si sbraccia e che viene sistematicamente ignorata dallo Stato, dagli Enti Locali, dagli imprenditori , dai politici e da tutte quelle "brave" persone che ogni giorno dichiarano che con il nostro voto, cambieranno la nostra vita.   Olbia è in Italia eppure sembra lontano mille miglia dai miliardi della serie A ,  dai campionati di tennis o dai bagordi dello show business.  Cristian è figlio di quella Olbia che si interroga sulla capacità degli italiani di fare marce ed occupazioni per i diritti internazionali, dimenticando le urla di dolore di un ragazzo che avrebbe bisogno di mobilitazione nazionale. Abbiamo però dalla pagine di questo magazine la possibilità di rifiutare la logica dell'indifferenza.  Ora Cristian è davanti a noi e le sue urla giungono nelle nostre stanze anche se facciamo finta di non ascoltare.  L'audacia di chi non si è dimostrato indifferente ha dato una grande opportunità al nostro giovane amico:  a Roma un'equipe di medici è pronta ad aiutare Cristian.   Ma Cristian è di Olbia e non può volare normalmente. Occorrono trasporti speciali e qualche migliaio di euro che misura l'esatta distanza tra il sogno e l'inferno.  Il web si è mobilitato riuscendo a coinvolgere dei luminari.  Ora però manca l'ultimo passo:  manca il denaro per il viaggio di Cristian a Roma.  Ed è duro scoprire che nel 2014 nessun grande imprenditore, nessuna Istituzione, nessun politico , nessun manager ha sentito l'esigenza di togliere una briciola dalla propria tavola per offrire a Cristian una possibilità.  Dove sono quei giovani che urlano nelle strade per il futuro ? Dove sono gli imprenditori che vogliono cambiare il mondo ?   L'italico slogan "possiamo cambiare " che tutti i candidati alle prossime europee lanciano attraverso i media tradizionali e non….appare una beffa.  Per qualche migliaio di euro Cristian potrebbe essere destinato a soffrire senza rimedio.  Dove è la giustizia ? Dove è la solidarietà ?  Dove è lo Stato ? Dove la società civile ? Dalle pagine di questo magazine lanciamo l'ultimo appello utile. Mancano pochi giorni e Cristian non può più rimandare.  Guarda la madre  Maria Rita Lo Verso con speranza e coraggio.  E' un gladiatore Cristian , un gigante rispetto ai vigliacchi che si girano dall'altra parte davanti al dramma di una famiglia.  L'appello è dunque per chi non può far finta di nulla: Cristian ha bisogno di aiuto, subito.   Non ci sono intermediari, non esistono figure intermedie o misteriose raccolte fondi.  L'unico modo per aiutare la madre di Cristian è offrire un contributo economico. Ecco le coordinate : 

Beneficiario: Maria Rita Lo Verso
Istituto Bancari: Banco di Sardegna di Golfo Aranci
Codice IBAN : IT56Q0101585110000070266812
Causale: Raccolta di fondi pro Cristian Trovati