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Content curation, produzione di contenuti e i nuovi modelli di business: l’opinione di Giuseppe Granieri

Abbiamo intervistato Giuseppe Granieri, che ci ha parlato di editoria e nuovi modelli, di content curation e dei nuovi paradigmi relativi alla produzione dei contenuti.

Content curation, produzione di contenuti e i nuovi modelli di business: l'opinione di Giuseppe Granieri.

La piattaforma è solo uno strumento. Per come la intendo io, una buona curation si può fare splendidamente in un blog.

Giuseppe Granieri

In primo luogo abbiamo chiesto a Giuseppe dove sta la frattura tra gli utenti e i produttori di contenuti: a suo avviso è evidente che una frattura c’è in quanto l’industria culturale così come la conoscevamo funzionava sull’idea che i contenuti erano scarsi e che fosse necessario pagare per averli. In cambio si poteva avere un servizio: trovare libri in libreria e dischi nel negozio di musica, era possibile accedere alle informazioni che loro selezionavano.

Ora però è cambiata la grammatica culturale: i costi di produzione sono prossimi allo zero, tutti possono produrre e distribuire con agio i propri contenuti. Il gap è di educazione, non siamo socialmente educati a navigare bene l’abbondanza di notizie, libri e contenuti a disposizione, e non sappiamo riportare su di noi il dovere e la responsabilità di mediazione delegata in precedenza a quei pochi. Se il mondo cambia velocemente, nessuno ha il tempo di codificare il cambiamento, farlo capire e farlo diventare patrimonio culturale comune.

Un altro aspetto evidenziato durante la nostra intervista è stato quello del bilancio tra qualità e quantità: secondo Giuseppe quel che vediamo accadere ora non descrive come andranno le cose fra un anno. Si tratta di situazioni molto meno che transitorie, in quanto tentano di rispondere a una grammatica che ancora non abbiamo capito bene come funziona.

La previsione più ragionevole è di un editore indipendente newyorkese, che ragiona su un principio facile da intuire: sarà molto difficile nei prossimi anni fare soldi vendendo dei contenuti. Questo perché evidentemente se tutti possono produrre dei contenuti, allora diventa complicatissimo dar loro un prezzo.

La risposta è che il contenuto di qualità non eccellente diventa una pura commodity: nel futuro, dal punto di vista di chi lavora sui contenuti, si premierà di più il lavoro autoriale, una curation ben fatta, la capacità di raccontare un mondo mettendo insieme fonti diverse. Si può avere così una comprensione più alta, e risparmiare tempo. E il tempo del lettore ha un valore economico.

In questo periodo di grande transizione, gli editori cambiano il proprio ruolo, e una delle ipotesi possibili è che diventino loro stessi dei content curator. Il grande problema degli editori è capire come sopravvivere oggi: che cosa offre di più, come garantisce di riuscire a vendere più libri rispetto a qualcuno che pubblica in maniera indipendente? Negli States si dice che il vero nemico non è la pirateria, ma l’oscurità: il problema sta nel rendere visibili i propri contenuti in un mondo in cui tutti producono dei contenuti. Ed è questo il problema che gli editori devono imparare a risolvere.

La figura del curator ha già un ruolo importantissimo: se si tenta di riscotruire il quadro di un evento, da lettore, si può spendere anche un pomeriggio di studio e di ricerca. Se si trova invece qualcuno che ha già fatto questo lavoro, che costruisce una buona curation, non si limita a dare la notizia ma costruisce un quadro ampio, allora si scopre che si è guadagnato del tempo, che ha un valore enorme in quanto è la vera risorsa scarsa.

Abbiamo chiesto anche come evolveranno le piattaforme di curation: secondo Giuseppe il valore della curation non è nello strumento, ma nella capacità cognitiva, nei riferimenti culturali e nel metodo di chi la fa. La piattaforma è soltanto uno strumento, e per come la intende lui, una buona curation si può fare splendidamente in un blog.

Naturalmente invito tutti a visionare l’intervista integrale, ben più ricca di dettagli rispetto a questa mia breve sintesi.

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