Il M5S sul piede di guerra per la decisione del governo di nominare un commissario unico nazionale alla depurazione delle acque. Il futuro commissario, la cui nomina è prevista dal decreto Mezzogiorno, varato lo scorso 23 dicembre dal Consiglio dei Ministri, dovrà sovrintendere alla realizzazione e all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione degli agglomerati urbani. Il ministro ha ritenuto opportuno creare questa figura con poteri straordinari per risolvere le criticità legate ai troppi passaggi burocratici negli enti locali. Tali criticità dovute alla burocrazia sono sfociate un pò ovunque in Italia in sanzioni, procedure d’infrazione e deferimenti alla Corte di Giustizia Ue.

Durante il dibattimento in Aula per la conversione in legge, il M5s, con il deputato Francesco Cariello, capogruppo della Commissione Bilancio, ha espresso la sua contrarietà a questa norma per almeno quattro motivi.Il primo è che i poteri attribuiti al nuovo commissario non sono assolutamente sufficienti per imprimere la velocità necessaria per l’adeguamento dei depuratori. Infatti le criticità diffuse sul territorio nazionale sono legate sopratutto a dinamiche interne negli enti locali su cui il commissario non potrà intervenire.Il secondo è il ruolo marginale delle Regioni sulle decisioni del commissario. "Si parla genericamente di dialogo con le regioni”, ha dichiarato Cariello in Aula, "ma in teoria i presidenti delle Regioni potrebbero anche non essere informati dello stato di avanzamento dei lavori di adeguamento dei depuratori. E’ invece fondamentale che le regioni condividano le scelte del commissario”. Il terzo motivo è il rifiuto sistematico del governo degli emendamenti presentati dall’opposizione che avevano semplicmente l’obiettivo di migliorare la legge. “Il decreto si occupa di sanare criticitàgià sanzionate dall’Europa e non di risolvere altre non ancora sanzionate. Un emendamento di buon senso – aggiunge Cariello – che è stato bocciato. Abbiamo chiesto che il lavoro del commissario sia costantemente pubblicato sul sito Italia sicura ma anche questo emendamento è stato bocciato. Eppure si tratta di una semplice richiesta di maggiore trasparenza”. L’ultimo motivo e forse il più importante è la mancanza di visione sistemica nel decreto. "Il commissario risolverà i problemi contingenti e non strutturali”, conclude Cariello “perchè non tiene conto delle variazioni stagionali di carico. Infatti gli impianti di depurazione spesso non riescono a smaltire l'intera portata di acqua reflue che gli arriva dalle città perché dimensionati in periodi di tempo diversi e soprattutto perchè non tengono in considerazione le variazioni di carico stagionali”.