I social network sono diventati uno strumento importantissimo ed immancabile per ogni brand/personaggio di rilievo e saperli gestire (o affidare la gestione di questi a qualcuno) è un lavoro abbastanza delicato: gli internauti sono infatti sempre attenti a qualsiasi genere di errore. 

Tra tutti i social network in circolazione Twitter, a mio parere, è sicuramente quello più cruciale a livello di interazione e comunicazione con l'utenza: il brand/personaggio di rilievo è messo a diretto contatto non solo con le persone che hanno deciso di seguire quel determinato account, ma anche con tutta la comunità del servizio di microblogging. Per gestire quindi account di questo genere, è necessario evitare di dare qualsiasi aggancio all'utenza per poter "attaccare bottone" o comunque rispondere sempre in maniera educata, anche se si viene attaccati con un tweet molto brutto: tanto alla fine, chi ci rimette non è l'utente ma l'immagine dell'azienda o del VIP di turno (a seconda dei casi, s'intende).

Per i "nativi digitali" naturalmente tutto questo può risultare un concetto abbastanza banale ma per tutte le persone che non sono nate nell'epoca dell'avvento di computer e telefoni cellulari, ciò può risultare piuttosto difficile. Appunto, potrebbe: lampanti sono, a mio parere, gli esempi dei politici Francesco Storace (@Storace) e Michele Emiliano (@micheleemiliano) sul social network dei 140 caratteri in quanto riescono, da soli, ad usare egregiamente queste nuove piattaforme e ad interfacciarsi con modi civili verso gli altri utenti. Ma oltre a loro si potrebbero anche citare gli esempi dal mondo dello spettacolo, come Alessandro Gassman (@GassmanGassmann) o Gerry Scotti (@Gerry_Scotti).

Un caso completamente diverso è invece quello del senatore Maurizio Gasparri (@gasparripdl). Il senatore, in questa legislatura vicepresidente del Senato, è già noto alla stampa italiana (anzi, ai suoi colleghi essendo giornalista) per alcune sue uscite sul noto social network piuttosto discutibili, come il tweet inviato ad Obama. Stamattina però, l'ex ministro delle comunicazioni ha attratto le attenzioni di buona parte degli utenti italiani di Twitter a causa del tweet sottostante, su cui Wired, nella figura di David Allegranti, ha scritto un bell'articolo che vi invito a leggere.

Ora, se a scrivere questo tweet fosse stata un privato cittadino non ci sarebbe stato sinceramente nessun problema. Anzi, a dire la verità neanche nel caso del senatore Gasparri: la Costituzione, al suo ventunesimo articolo, sancisce infatti la libertà di espressione.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.[…]

La problematica nasce però dal ruolo ricoperto dal sig. Gasparri: essendo senatore, o comunque un esponente del nostro Paese, la figura è comunque in un certo senso collettiva. Ciò che lascia di stucco è, a mio parere, come però questa persona poi reagisca ai messaggi che vengono inviati da alcuni utenti

In un mondo in cui ormai i social network non sono più una cosa complementare, ma in cui esprimono e comunicano anche la nostra personalità, forse il senatore Gasparri dovrebbe prendere esempio da come usano Twitter altri suoi colleghi o attori (come Alessandro Gassman) e riflettere prima di scrivere: insomma, di mezzo ci va anche la sua figura. Un buon inizio potrebbe essere, oltre a delle scuse, anche quello di affiancarsi un team che segua e pubblichi tweet per conto del senatore.