Spaccati di vita di quegli attimi che hanno segnato la vita di vittime, famiglia e amici. Hanno segnato la storia contemporanea americana e mondiale. Era il cuore pulsante della Grande Mela, era un simbolo del potere economico e sociale americano. L’attentato ha distrutto la dignità di tutti, ma soprattutto ha spezzato vite e stroncato vissuti. Il romanzo è proprio in onore delle vittime dell’accaduto. Ora sono proprio “come briciole sparse nel mondo”. L’America è ancora sotto shock.

Il romanzo è scandito, come in un diario, dallo scorrere dei giorni e delle ore. Spezzato sapientemente da comunicati radio “in tempo reale” e splendide poesie che descrivono le anime delle vittime «Adesso non ho più nome, né casa, la mia voce è dispersa oltre le nuvole, oltre la notte». E immortala anche le vivide sensazioni dei familiari: «Ora che i giorni si perdono come bambini nelle nebbie del giardino, sul guanciale di un uomo rimane solo l’impronta di un corpo, per sempre svanito dietro lo sguardo chiuso».

Dopo le 8.45 di quell’ormai lontano 11 settembre 2001, 90 paesi piansero le 2974 vittime e 24 sono ancora le salme disperse. Resti di ossa non identificate vennero trovate ancora nel 2006. Le due torri ed i cinque edifici del complesso, distrutti. L’autrice, insegnante nelle scuole primarie, poetessa e scrittrice, riesce bene a trasmettere le sensazioni provate e l’angoscia di chi viveva quel tragico momento. Una domenica pomeriggio di metà febbraio del 2011, Aurora Cantini, cominciò a scrivere il romanzo tutto d’un fiato, ispirata dal viaggio della sorella negli States e dalle prime pagine dei quotidiani del 2001. Ha già pubblicato tre libri di poesie (Fiori di campo, Uno scrigno è l’amore, Nel migrar dei giorni) e il libro di narrativa Lassù dove si toccava il cielo. Insignita di premi e medaglie d’oro alla scrittura, la scrittrice bergamasca con Come briciole sparse sul mondo denuncia anche lo spopolamento dei paesi e delle poche nascite nelle campagne ma anche in montagna.