Coca Cola ha acquistato per 1,25 miliardi di dollari  il 10% del capitale di Green Mountain Roasters, produttore di bevande in cialde, che ha diffuso il brand Keuring negli Stati Uniti in maniera capillare e che ora si appresta a lanciare un sistema per produrre sode in casa. 

E' stato siglato un accordo di partnership di 10 anni tra i due colossi, un'intesa che  si traduce nella possibilità che Coca Cola, Diet Coke, Sprite e Fanta possano essere a breve disponibili anche in capsule, consentendoci così di preparare in casa ciò che oggi acquistiamo in lattina e bottiglia.

Il sistema di produzione delle sode a domicilio di Green Mountian dovrebbe essere lanciato entro il 2015, ponendosi in concorrenza con  la società israeliana SodaStream. L'amministratore delegato, Brian Kelly, dichiara: "Possiamo fare per le bevande fredde quello che abbiamo fatto per il caffè e il té in casa. Riteniamo che sia una una significativa opportunità per accelerare la crescita della categoria delle bevande fredde".

Tutto questo non può che affascinare, ma le grandi quantità di cialde, una volta utilizzate, che fine faranno? 

Il mercato del caffè in capsule ha visto una crescita vertiginosa negli ultimi anni: sempre più spesso gli italiani ricorrono alle comodissime capsule monouso, ma allo stesso tempo è enormemente sottovalutato il loro impatto ambientale. Le capsule del caffè sono infatti uno dei materiali maggiormente presenti nel rifiuto indifferenziato.

Al momento, spiega Altroconsumo, la direttiva europea non riconosce le capsule per il caffè "usa e getta" come riciclabili: anche se sono realizzate in plastica con pellicola in alluminio, non possono essere smaltite nella raccolta differenziata e non si possono nemmeno riutilizzare, poiché ogni volta che si fa il caffè, la pellicola di alluminio si fora senza la possibilità di poterla richiudere. Altroconsumo precisa: "nessuna capsula è amica dell'ambiente: inquinano lungo tutto il ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento".

Tuttavia qualche passo in avanti si è fatto: Novamont  ha brevettato una bioplastica per delle capsule davvero innovative, compostabili e biodegradabili, grazie a cui sarebbe possibile smaltire i residui della preparazione del caffè, gettandoli insieme agli involucri  direttamente nella frazione organica della raccolta differenziata, senza bisogno quindi di separare i fondi del caffè dal contenitore.Tramite tecnologie quali stampaggio a iniezione, laminazione su cartoncino e produzione di fibre, è quindi possibile ottenere capsule rigide, carte filtro saldabili e film destinati alla chiusura delle capsule stesse.

Coca Cola ha già messo in commercio le lattine e le confezioni 100% riciclabili e prodotte al 30% con materiali vegetali per la linea Coca Cola Life. Il passo successivo potrebbe essere la commercializzazione di capsule Coca Cola ecocompatibili!