Ne hanno scritte e dette di tutti i colori, su questa ultima cena di Stato a "Casa Obama".
Quel che non mi è piaciuto – e lo dico subito – è stato l'attacco sotto tutti i fronti alla moglie del nostro presidente del Consiglio, Agnese Landini: "E' brutta", "Ma è Vladimir Luxuria?", "Ma come si è vestita?", per poi passare alla Campionessa Beatrice Vio detta Bebe: si è passati a criticarla per come si fosse – anche lei – "abbigliata", per poi arrivare a puntarle il dito contro per la sua sovraesposizione mediatica.
Sono una donna, madre di una bimba, un'avvocata, nonché presidente di un'Associazione ("IN ROSA" ndr) che lavora per tutelare i Diritti delle vittime di violenza di genere e favorire la Cultura delle Pari Opportunità e quel che ho letto ed ascoltato mi fa venire i brividi.
Attaccare una persona per il suo modo di vestirsi, per il suo aspetto fisico, denigrandola e dileggiandola fino all'inverosimile e tutto ciò addirittura su un mezzo come quello offertoci dai social, fa di noi dei violenti, dei bulli da quattro soldi, non degli umoristi.
Arrivare a proferire cattiverie gratuite nei confronti di una ragazza che ad 11 anni ha visto amputarsi parte delle braccia e delle gambe e che vive (OH: VIVE!!!) ogni sacrosantissimo giorno di quella vita che noi buttiamo nel cesso così facilmente, maledicendo per futili motivi il giorno stesso della nostra nascita un giorno sì e l'altro pure, fa di noi degli inutili esseri di dubbio gusto, ché mai dovrebbero avere parola, nemmeno per pronunciare il proprio nome.
Che poi vogliamo criticare la visita in sé, fare satira politica o prendercela con lo chef stellato americano che ci ha tenuto a somministrare all'allegra comitiva e tutti i partecipanti alla cena "olio e parmigiano americani", criticando tutto il menù che – onestamente – pareva quasi quello che propinavano a Fantozzi in gita con i colleghi d'azienda (improponibile, per chi ha organizzato una cena di, per e con le cd. "eccellenze italiane"), è un'altra cosa.
Di tutta questa storia e durante questi anni in cui l'abbiamo vista alla White House attraverso tv e media, mi ha colpita profondamente Michelle Obama. L'ho scritto stamattina sul mio profilo facebook , riferendomi proprio a lei

"Che Donna, Michelle. Ci ha insegnato ad amare le nostre forme, ad esibirle senza vergognarci; ad indossare quello che ci pare senza aver paura delle critiche di coloro che ti vorrebbero necessariamente "secca come una mazza di scopa". Che Intelligenza, che Classe, che Esempio per tantissime Donne che soffrono a causa di qualche rotondità "di troppo". Sei il mio mito, Michelle. Ah, se eleggessero Te, anziché "uno tra quei due lì" (e lo dico di certo non solo per questa cosa del saper portare fiera il proprio sedere fasciato in un abito stretto, eh!)…"

Ecco. Se proprio vogliamo metterci a fare le allegre comari di paese… Inviamo un messaggio positivo e stigmatizziamo sempre la violenza, ovunque sia e/o si possa nascondere.
Intanto vi lascio all'immagine di Bebe Vio con Barack Obama: un selfie strappato al protocollo della White House con uno scambio di battute tra la campionessa ed il responsabile della sicurezza che ha già fatto il giro del web e che dovrebbe far vergognare ancora di più i meschini che hanno avuto da ridire su questa ragazza così straordinariamente Bella e Forte.
Buona Vita, Bebe e grazie.

in foto: "It's not possible?!?
I'm sorry, I don't understand these words"…