in foto: Fractae

Ridefinirsi, partire da zero dopo un passato in una band, non è mai facile per nessuno. FR∆CT∆E (nome d'arte di Paolo Caruccio) arriva a questo appuntamento artistico con leggerezza e umiltà, dando enfasi alla sua nuova vita musicale caratterizzata da trame elettroniche e urban pop. Il 21 ottobre è uscito Cartina Corta, il suo primo singolo, in esclusiva su Fanpage.it, ed oggi siamo qui a parlare con l'artista per conoscere i dettagli della sua evoluzione.

Iniziamo dal tuo nome d’arte: come mai FR∆CT∆E?

«FR∆CT∆E è una declinazione inventata dal latino fractae che potremmo tradurre con “frammenti”. La musica elettronica si crea partendo da samples rubati da altri dischi, campioni o loop di suoni, piccoli frammenti di tempo appunto che messi insieme danno vita a qualcosa che prima non esisteva. In FR∆CT∆E c’è poi una suggestione legata ai frattali: quelle forme geometriche che si ripetono uguali a se stesse mi fanno venire in mente i beat di batteria o certa architettura urbana».

Cartina Corta è il tuo nuovo singolo. Cosa racconti attraverso questo brano? Sarà l'anteprima all'uscita di un album?

«Cartina Corta racconta, attraverso lo sguardo e i sentimenti di una ragazza in giro a far serata, i cliché e qualche ipocrisia della vita mondana. Questo spunto introduce due temi più generali della canzone: la ricerca di una propria identità autentica e il senso di non appartenenza che provano tanti ragazzi rispetto a mode o atteggiamenti imposti da certi contenitori sociali e culturali, più simili a ortodossie che a spazi di libertà. Per il momento non c’è in programma di uscire con un album, ho un po’ di brani finiti ed altri in cantiere, mi piacerebbe pubblicarli con un metodo più innovativo del classico disco».

Com'è nata l’idea di girare il video del singolo a Londra?

«Avevo in testa un mood notturno e un look urbano ma nel portafogli un budget da street video! Londra offre infinite possibilità per lo stile di fotografia che mi immaginavo oltre ad essere una delle capitali europee della nightlife. Ho collaborato con il regista Edoardo Brighenti: abbiamo camminato in lungo e in largo per Shoreditch, Hackney, Dalston e Canary Wharf finché non abbiamo trovato tutte le location che ci ispiravano».

Fractaein foto: Fractae

Hai viaggiato molto grazie alla musica. Quanto conta questa componente nella tua carriera? 

«La mia creatività si alimenta con i nuovi input che ricevo e viaggiare è un momento privilegiato per assorbire tutto quello che mi circonda, poterlo fare non solo per turismo ma anche per suonare aggiunge poi una magia particolare ad ogni episodio che accade: anche il meno importante si arricchisce di un senso personale».

Ho letto nella tua biografia che sei un polistrumentista. Al giorno d’oggi, quant'è importante la duttilità per un artista?

«Avere skills in diversi ambiti per un artista oggi credo sia molto importante sia per l’autonomia nel lavoro sia soprattutto per la costruzione e definizione del proprio progetto, penso ad esempio a tanti ottimi musicisti che sono anche eccellenti videomakers o grafici. Per fortuna la tecnologia aiuta l’interdisciplinarità con mezzi sempre più accessibili».

A tuo avviso, attualmente il pop e l'elettronica stanno espandendo i propri orizzonti? 

«Penso che il pop sia da sempre in espansione come l’entropia universale! Escono in continuazione moltissime novità, cambiano suoni e stili, l’elettronica è parte fondamentale di questo processo: con possibilità creative sempre più ampie e innovative è la cifra del gusto contemporaneo e credo che definirà anche il suono del futuro».

Tra i vari live, hai aperto anche quello degli Smashing Pumpkins. Come hai vissuto questa opportunità e cos'hai imparato da questa esperienza, come nelle altre?

«È stata una bella occasione per la mia ex band di suonare davanti a un grande pubblico attento e partecipe, quello del Rock In Roma. Siamo stati accolti da una produzione professionale e disponibile; godersi poi il terremoto rock da bordo palco di uno dei gruppi dell’adolescenza di cui sai tutti i dischi a memoria è una figata totale. La cosa che ho imparato? Che Billy Corgan è altiiiiissimo, molto più alto di come lo immaginavo!».

Fractaein foto: Fractae

Hai dei riferimenti artistici a cui ti ispiri?

«Musicalmente sono onnivoro e ascolto molte cose del tutto eterogenee. Mi piace la fotografia di strada, passo molto tempo su Instagram ad esempio per cercare suggestioni; poi mi ispirano l’architettura e il design moderni dove trovo molti rimandi alla musica elettronica. Sono anche un po’ in fissa con tutto quello che è illuminazione, da quella urbana delle strade a quella artistica delle installazioni passando per le insegne, opere d’arte inconsapevoli nella loro quotidianità. In breve mi ispira tutto quello che mi aiuta a definire l’immaginario di FR∆CT∆E».

Vorresti partecipare ad un talent show?

«Non è una cosa che mi interessa particolarmente, come ho accennato prima, il mio sforzo è quello di comunicare attraverso parole, suoni e immagini un’insieme di suggestioni personali cercando di costruire una mia identità; in un talent hai un numerino attaccato alla maglietta, condividi lo stesso format, hai la stessa scenografia e la stessa inquadratura di chi viene prima o dopo di te. “Per me è no”».

Domanda secca: SIAE o soundreef?

«Sono iscritto alla SIAE da alcuni anni come autore e compositore ma guardo con curiosità quello che mi succede intorno. Sono soprattutto interessato a capire se il successo di Soundreef porterà una ventata di cambiamento nell'organizzazione e gestione SIAE».

Insieme ad altri colleghi, fai parte dell'insieme della musica emergente. A tuo avviso, che stagione sta vivendo questo gruppo?

«Per la mia esperienza penso che negli ultimi anni l’attenzione verso gli emergenti sia aumentata rispetto al passato: si organizzano più concerti e li si promuove meglio, a Torino ad esempio i posti per suonare non mancano, il rischio generale è forse quello di rimanere ancorati in un piccolo territorio o giro di persone ed eventi. Detto ciò la strada è ancora lunga qui in Italia per arrivare ad avere la stessa curiosità e attitudine per la musica emergente del mondo anglosassone per esempio».

Futuro: quali sono gli obiettivi di Fractae? 

«Conquistare il mondo? Scherzo (forse). Voglio continuare a scrivere e produrre nuova musica, intanto il 21 Ottobre è uscito il mio primo singolo Cartina Corta, sono molto soddisfatto del lavoro e spero che sarà l’inizio di un lungo percorso. Il release sarà anche supportato da due djset al Rock’n’Roll di Milano durante la serata Linoleum e all’Astoria di Torino rispettivamente il 28 (ieri, nda) e il 29 Ottobre».