Bologna, 18 febbraio 2015 – Sabato e domenica prossimi Bologna e i suoi dintorni saranno visti con uno sguardo un po’ diverso da quello che frettolosi cittadini e svagati turisti riservano spesso alla città felsinea.

L’ ”occhio” sarà infatti quello del viandante rispettoso dell’ambiente circostante, curioso di conoscere al meglio i luoghi che attraversa, desideroso di interagire con le persone che incontra e le tradizioni con cui viene a contatto.  In una parola, sarà lo sguardo e il passo del Social Trekker.  Vale a dire un camminatore a cui piace aggiungere qualcosa al territorio e a se stessi in positivo, non sottraendo risorse come potrebbe avvenire con un transitare frettoloso e invasivo.

Programma del Social trekking di Bologna 2015

E' prevista la partecipazione di centinaia di appassionati alle passeggiate a sorpresa del sabato tra le vie del centro e dintorni, all' originale escursione Tre King domenicale sui colli e agli Incontri serali con il Social Trekking e le sue tematiche, che si terranno presso l'Albergo del Pallone dalle 18 del sabato.

Camminare oltre il minimo indispensabile o al di fuori dei momenti di puro svago?  Una iattura, un ripiego fastidioso, se paragonato ai comodi e poco faticosi mezzi meccanici di locomozione. In molti ancora la pensano così. Parecchi contemporanei “comodosi” inquadrano il camminare in un’eccezione che fa rimpiangere la regola.

Un’occasione per imprecare contro meccanici ritardatari nel riparare la propria auto o inveire verso maestranze sabotatrici della riposante routine della mobilità su gomma e rotaie. La maggior parte degli occidentali è ormai da decenni portata a catalogare il muoversi a piedi tra le perdite di tempo.

Eppure, camminare è una delle forme più ovvie ( non l'unica certo, ma la più…naturale) della mobilità sostenibile per il territorio e l'economia.

Camminare abitualmente è divenuto una scelta consapevole e anticonvenzionale, quasi una stravaganza, uno snobismo. Chi si sposta a piedi nel quotidiano rinuncia alla fretta, è come se prendesse le distanze dalla produttività e per certi versi dalla stessa modernità.

Tale mancanza di omologazione ai ritmi standardizzati del quotidiano, fa del camminatore abituale un essere atipico, da inquadrare con un po’ di apprensione per questo risvolto della personalità che lo rende meno controllabile e prevedibile.

Il Social Trekking punta a riportare il camminare tra le sane abitudini quotidiane e a farne una risorsa per psiche, territorio, società, economia, passo dopo passo.

Raffaele Basile