“Auspico che la dignità della persona umana e i diritti alla salute vengano sempre anteposti a ogni altro interesse”. Queste sono le parole del Papa che ieri ha ricevuto in udienza una delegazione della Terra dei fuochi guidata da Maurizio Patriciello. Questo monito arriva alla vigilia di una nuova mobilitazione di Stop Biocidio, sei mesi dopo i 100mila del 16 novembre. Questa volta i comitati hanno lanciato un appuntamento oltre i confini campani. Già il 10 maggio Brescia è scesa in piazza contro il disastro ambientale e l’aumento delle patologie tumorali. Domani da Roma a Napoli, passando per Taranto, i cittadini annunciano una giornata di iniziative. A questo si aggiunge il DDay del Coordinamento comitati fuochi nelle piazze delle provincia di Napoli e di Caserta.  E sabato è attesa la grande manifestazione nazionale di Roma.

Tutte le questioni restano irrisolte e, anzi, i problemi vanno aggravandosi. L'invio dei militari a spegnere i fuochi si rivela inutile e i roghi continuano. I dati del Pascale confermano l’aumento delle patologie tumorali mentre il ministero della salute annuncia il Sentieri Kids per valutare l’impatto dell’inquinamento sui bambini. In questo contesto, nonostante manifestazioni, dibattiti e l’attenzione del Vaticano, il premier Matteo Renzi in visita a Napoli tace. Intervistato dal Mattino non fa alcun riferimento alla Terra dei fuochi e spicca anche l’assenza di una domanda specifica sull’argomento: perché? Nemmeno il terreno della campagna elettorale è un buon motivo per parlarne? Eppure Grillo sulle questioni ambientali (No Tav ad esempio) trova agibilità e voti.

Al Festival di Perugia è stato detto con forza che siamo in una fase in cui si aggirano ombre e nuovi affari in gioco. Nell’ambito dell’Expo viene fuori che la cosiddetta “cupola” aveva preso di mira i circa 100 milioni per lo smaltimento di scorie nucleari. Se ai clan sono stati inferti colpi importanti, il malaffare dei colletti bianchi vuole mettere mano a nuovi business: in primis c'è chi vuole mettere le mani sulle bonifiche. Mai come in questo momento occorre la massima chiarezza. Lo scienziato Antonio Giordano lo ha ribadito proprio su questa pagina: “Politici, tecnici, uomini e donne che occupano posti di potere e che, ancora prima di rispondere alla domande dei giornalisti fanno continuamente presente di aver ricevuto un mandato solo da pochi mesi, da pochi giorni o, comunque, sempre da un tempo infinitesimo per agire. Sono tutti eredi di un disastro. Eppure in quelle terre si continua ancora a sversare indisturbati, ad avvelenare le colture, ad ammorbare l’aria, ad ammalarsi, a morire”.

Ed è per questo che Stop Biocidio va avanti e diventa movimento nazionale e ha su di sé anche l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Ora è il caso di chiamarla “Italia dei fuochi”, quella che scenderò in piazza domani e sabato da Sud a Nord.