Come sempre mi definisco un'umile filosofa della strada e prendo in considerazione gli eventi in punta di piedi perché non conosco la Verità. C'è chi è felice che la Gran Bretagna abbia deciso di uscire dall'Europa, anche se già lo era con più di una gamba; c'è chi dice invece che sarà un disastro economico per tutti noi. Scenari apocalittici si contrappongono a visioni di un roseo futuro. A chi credere? Già, me lo sto chiedendo da quando le urne hanno decretato “vogliamo uscire”. Tra gli opposti mi metto in mezzo e rifletto senza poter giungere, per il momento, a dar ragione a nessuno dei contendenti. Poi mi viene in mente un vecchio proverbio “tra i due litiganti, il terzo gode”, vale a dire tra due che discutono c'è sempre qualcuno che ne trae profitto. Sono quelli come me a godersela, quelli che non si rodono, che non prevedono il futuro, un filosofo non può farlo perché non è un mago, che non azzardano un'ipotesi non per vigliaccheria ma perché sanno che non si possono prevedere con certezza certe situazioni. Ci sono troppe variabili intervenienti e troppi misteri dietro gli esiti di un'azione. Un corpo si muove con moto rettilineo uniforme quando si sposta lungo una retta con velocità costante, già ma se qualcuno ci mette un piede e blocca il corpo rotante? Tutto si sballa. E allora, ispirata dal buon William (Shakespeare), rimango nella mia aporia tutta english e mi rimpallo Il Problema. E quando un giorno sapremo come sarà andata a finire dirò: ecco, avevi ragione tu!

Maria Giovanna Farina