"Poche province meridionali e sopra tutto poche città hanno monumenti così importanti e così degni di studio come Benevento. Capitale di un forte ducato, sede di principi valorosi, conserva ancora oggi nei suoi monumenti le tracce dell’antica grandezza".

Così Matilde Serao, nel descrivere la bellezza della "capitale" del Sannio. Ed è tra le ripide e ciottolate strade, in un saliscendi quasi labirintico, dinanzi alla bellezza mozzafiato di portali e facciate di palazzi d'epoca, intrise di una storia "elegante", che si è chiusa l'ottava edizione dell'ArTelesia Film Festival, festival di corti cinematografici dalla natura e dal risvolto sociale.

E proprio tra le stradine del centro storico, ho visto ospiti e premiati raggiungere il red carpet, in assoluta libertà. Perchè qui, a differenza dei festival di "peso", la concezione di semplicità e umanità è di casa.

Sal Da Vinci e Antonio Catania, Nunzia Schiano e Francesco Paolantoni gli uni vicino agli altri, quasi sottobraccio … Discutere di cinema, sorridere e raggiungere l'Arco di Traiano, simbolo della città sannita per farsi travolgere dall'affetto del pubblico e dai flash dei fotografi, lungo il tappeto rosso.

Addirittura Sebastiano Somma, che del Festival è di casa, giunge all'aperitivo in t-shirt e calzoncini, in barba a etichette e protocolli.

Perchè l'ArTelesia cela dietro una storia di amore sconfinato per il cinema, e per la vita….

Una madre e figlio. Avete capito bene. Tutto comincia otto anni fa, quando il presidente dell'associazione Libero Teatro, Mariella De Libero, di professione insegnante, assiste alla premiazione del figlio, Francesco Tomasiello, al Giffoni Film Festival con il cortometraggio "Così su due ruote",  che racconta la sua disabilità.

Francesco è un ragazzo di una straordianria intelligenza e forza. Terribilmente "attaccato" alla vita, tanto quanto dinamico nella sua carrozzina. Chiede alla mamma, che realizza con le scuole della provincia corsi e lezioni di teatro, di mettere su, dal niente (e per niente intendo davvero con pochissimi contributi dagli enti pubblici) un festival cinematografico.

Il resto è storia che conosciamo. Da Telese Terme al capoluogo, si sono susseguite ben otto edizioni, con uno schema ben preciso che vede in gara cortometraggi in sezioni ben definite: sezione dedicata alle scuole; filmaker indipendenti; la sezione teatro; infine quella a cui tengono di più, ovvero "divabili", volta appunto ai diversamente abili.

E così quest'anno una attenzione forte a diverse tematiche, basti pensare alla ludopatia, con la presentazione del promo del film “Una nobile causa” di Emilio Briguglio. Presenti il regista, gli attori Antonio Catania e Giorgio Careccia e la produttrice Rebecca Basso.

Ma anche al rapporto genitori/figli e sessualità con il premio distribuzione anchecinema al corto francese “Papa dans maman” di Fabrice Bracq, che ha ricevuto per lo stesso corto il primo premio giuria School and University.

Lo sport come messaggio di vita, di speranza, di nuova opportunità raccontato – e premiato – dai due cortometraggi di Paolo Geremei "Oltre la linea – Piu' veloce" e "Nell'acqua” ex aequo come miglior regia. "Nell’acqua" ha ricevuto anche la menzione speciale per le due attrici protagoniste, Marjo Berasetegui e Havana Alfarano.

Alla serata finale del festival del cinema sociale presente anche la ballerina non udente Martina Giammarini – già vista sul palco di Italia's Got Talent (skyuno, la scorsa primavera) – che attraverso la sua esibizione ha dimostrato quanto la musica si possa ascoltare con il cuore.

Mariella e Francesco ci insegnano – al di là del glamour e delle luci dello showbiz – che il cinema è formazione della persona e della propria personalità, un modo per imparare a trasmettere, comunicare, superare le proprie difficoltà.