L'ho pensato quotidianamente
Ho pregato per lui. Perché fosse vivo.
Perché tutti volevamo che lo fosse. Che tornasse. Nonostante la plumbea coltre di silenzio contro cui ci siamo scontrati da quel gennaio 2012 in cui fu rapito.
Ed era vivo, avevamo ragione noi. Lui era vivo fino allo scorso gennaio.
Poi un Premio Nobel per la Pace ha affermato che sì i suoi lo avevano ucciso. Per errore. E quello stesso Premio Nobel per la Pace si è scusato, dispiaciuto, con noi.
Con l'Italia. Con il nostro governo che forse sapeva forse no…. chissà.
Abbiamo urlato per lui. Io ho scritto per lui. Bussato per lui.
E nessuno ha aperto.

in foto: Fonte Mir Palermo foto Mininè

La porta mi è stata definitivamente chiusa in faccia lo scorso 23 aprile. Nel silenzio della mia scrivania in ufficio vedo una notifica sul cellulare. Una mia amica con discrezione e senza alcuna parola di accompagnamento mi aveva rigirato un'agenzia : ucciso Giovanni Lo Porto tre mesi fa da un drone americano. Per errore.
Quindi non stupitevi se io quelle scusa non le accetterò mai. Se io quelle preghiere quotidiano e quel pensiero fisso li porto nel cuore.
Perché io mai dimentichi quanto debole sia stata la reazione della mia nazione ad un simile imperdonabile errore.
Giovanni era vivo. Giovanni è stato ucciso dal colto ed evoluto occidente.
Che fa errori.
Nobody's perfect. No?