Antonio Ficai
INFO
Classe 1972, toscano, vivo tra Cecina, Rosignano e Volterra, lavoro in rete quindi ovunque. Nell'estate del 1984 vidi il film "War Games - Giochi di guerra" dove udii per la prima volta la parola "modem", uno strumento magico dove, inserita la cornetta del telefono, poteva collegarmi ai computer di tutto il mondo e far scoppiare una guerra termo-nucleare globale. Da qui l'illuminazione su cosa fare da grande: entrare in rete e restarci. Adesso sono quasi 20 anni che "navigo" professionalmente e posso dire di averne viste di tutti i colori.
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Antonio Ficai

la Social Caciara 2.0 di luglio 2012 è colpa della crisi non degli #influencer

La genesi di tutto l'ho individuata nella crisi economica. Invece di cercare una spiegazione scientifica fatta di calcoli di tweet, retweet, like, follower, following, share, ecc... ho avviato una strada diversa, più terra-terra, più fuori che dentro la rete, nella ricerca del perchè: la "social caciara" è stata creata da persone, non BOT o altri artefizi digitali, sono stati coinvolti adulti, ragazzi, adolescenti, persone normali, professionisti del web, personaggi famosi della stampa e della tv, di tutti i tipi insomma. È avvenuta in un momento dove internet storicamente "rallenta" in quanto siamo in piena estate.

WebHouse: un blog sul web da scoprire. Intervista ai creatori

Un vero blog web-oriented dedicato sia al professionista che al semplice appassionato di Internet e dintorni, con un unico obbiettivo: contenuti di qualità. Beatrice Niciarelli e Davide De Maestri, le due menti di WebHouse, si raccontano in questa divertente intervista.

L'uovo, un monumento a Twitter

Inaugurato il primo monumento al mondo dedicato a Twitter e io c'ero. L'iniziativa promossa da un gruppo di studenti universitari e finanziato da privati ha riscosso un notevole successo. Riporto per intero il comunicato stampa ufficiale rilasciato dal comitato organizzatore.

1° #iddrink degli Indigeni Digitali in Toscana: si può fare!

Non ci sono missioni impossibili, l'ho capito pochi giorni fa grazie agli Indigeni Digitali. È solito dire che in Toscana certe situazioni di aggregazione sono difficili, impossibili, che il nostro noto campanilismo ci tiene separati e rivali, che ogni evento se non è "Firenzecentrico" non ha il bollino di qualità e non avrà quindi successo e futuro.

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