Freschezza, leggerezza e ironia al punto giusto. Simpatici, deliranti e consapevoli delle proprie intenzioni. Questi i concetti che identificano in modo peculiare i CaPaBrò, trio marchigiano che sta scaldando l'estate italiana con il loro nuovo singolo, Maria Antonietta. Intrigante anche il video del brano, che mostra i componenti della band intenti a correre verso una bellissima ragazza al fine di conquistarle il cuore. Ma un finale imprevisto rovinerà i loro piani. Ora in giro con il Maria Antoniettour, in autunno uscirà il loro album, mentre stanno già ponendo le basi per l'inverno.

Benvenuti CaPaBrò. Qual è la vostra storia?

«Nasciamo come progetto nel 2014, quindi siamo oggettivamente ancora poco più che ‘poppanti' della musica. Fin'ora è con questo spirito che l’abbiamo vissuta, ma non sappiamo ancora bene se questo dipenda dal semplice fattore anagrafico o dal nostro modo di intendere la musica e le storie che raccontiamo, avremo modo di scoprirlo. Cerchiamo quasi sempre di semplificare le cose che ci sembrano troppo complesse per arrivare al nocciolo della questione (sia nella musica che nei testi) evitando, però, di risultare superficiali. E tutto questo è estremamente complicato».

Com’è nata l’idea di Maria Antonietta?

«Queste sono domande un po’ scomode. Ad ogni modo, mi è capitato vedere un film di qualche anno fa sulla tristemente celebre regina di Francia. Non sono un amante dei film, ma il modo in cui avevano reso il suo controverso personaggio mi aveva smosso qualcosa. Il giorno dopo mi canticchiavo già il ritornello, mi ci è voluto un po’ di più per rendere la storia interessante e attuale, ma alla fine pare ci sia riuscito».

Come possiamo indentificare la corsa verso Maria Antonietta – la quale poi scappa con un motociclista 80enne -?

«Un grosso spreco di fiato ed energie».

Il video del singolo è molto pop, come il brano stesso. Com’è stato creare questo filmato?

«Creare il video vorrei dire che è stato divertente ed eccitante, ma non posso negare che c’è stato dietro un grande lavoro certosino sia di girato che di montaggio. Il fatto che risulti comunque fresco e spontaneo significa che sia noi che i ragazzi di Blanket Studio abbiamo fatto un buon lavoro».

Possiamo affermare che l’ironia sembra essere il cavallo di battaglia del vostro progetto?

«Risponderò solo in presenza del mio avvocato».

Maria Antonietta anticipa l’uscita di un album?

«Sì, il primo album dei Capabrò. Uscirà in autunno e sarà bellissimo».

Quali sono gli obiettivi prefissati dei Capabrò?

«Il progetto nasce come gruppo live ed è questo che abbiamo fatto fin'ora: i live! Ora, dopo tre anni che i nostri pezzi sono in giro, abbiamo sentito l’esigenza di renderli immortali e così si è palesata la necessità di fare un disco. Poi, continueremo a suonare dal vivo. Lo scambio con un pubblico è fondamentale».

Negli ultimi anni, la musica ha trovato un posto di rilievo all’interno dei format televisivi. Per voi, è un bene o un male? Vi ci vedreste mai all’interno?

«Il format è un po’ riduttivo, la musica è un’altra cosa. Non credo, comunque, possa portarci a conseguenze tragiche e deleterie per il gruppo il partecipare a talent o cose del genere, anzi sarebbe un'ottima pubblicità nell'immediato. Ma non mi piace parlare di danni che non abbiamo ancora fatto».

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Capitolo musica emergente: secondo voi, che stagione sta vivendo il vivaio musicale italiano?

«Estate. A parte gli scherzi, ci sono tantissimi bravi musicisti in giro. Più raro è trovare un progetto e un organico che abbia le idee chiare su quello che vuole comunicare. È difficile avere un'idea di “gruppo" che sia originale e fresca».

Spesso si parla di arte limitata a causa dei rapporti con la propria etichetta discografica. A tal proposito, com’è lavorare con Labella?

«Con i ragazzi di Labella siamo prima di tutto amici, lavorare con loro ci mette serenità e, soprattutto, ci fa sentire liberi di esprimerci come meglio crediamo».

Domanda secca: SIAE o soundreef?

«La nostra etichetta non ci permette di rispondere a questa domanda».

Ora siete in giro con la Maria Antoniettour. Come sono andate le prime date?

«Bene, molto bene! Alle persone piace la nostra energia e ce la restituisce in dietro. È tutto uno scambio di energia, come nella vita».

Futuro: cosa vi aspetta in inverno?

«Probabilmente il tour del disco. Intanto da brave formichine operose, facciamo provviste».

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