in foto: Un momento dello spettacolo – Federico Imperiale

Per il terzo appuntamento nel Multiplex Teatro Fasano (valido per la 32° Stagione di Prosa organizzata dal Comune di Taviano e dal Teatro Pubblico Pugliese) a calpestare il palco del “Fasano” sono Pino Quartullo, Rosita Celentano e Attilio Fontana protagonisti della commedia “Qualche volta scappano”.

Siamo a Milano, in casa dei due coniugi Marzia e Alessandro (Rosita e Pino) sposati da circa vent’anni, professionalmente realizzati (lui professore di Sociologia e lei ricercatrice, impegnata nella tutela dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile), con un figlio trasferitosi a New York per continuare gli studi, un amico di nome Paolo (Attilio) e il cane di famiglia, Toutoù. Questi ultimi due avranno, all’interno della storia, un ruolo chiave.

Alessandro e Marzia si rivelano improvvisamente soli a riflettere sulle loro condizioni, mettendo in discussione i loro sentimenti e le loro certezze. Lui è “colpevole” di aver perso l’adorabile amico a quattro zampe durante la passeggiata quotidiana, lei è perennemente preoccupata dallo spiacevole episodio, turbata dall’ansia di libertà e dalle premure materne nei confronti dell’animale.

“Adesso che se n’è andato, per parlare di noi senza parlarne, di cosa parleremo?”

Metodiche, ecco! Dovessi cercare un aggettivo per le loro giornate userei sicuramente “metodiche”: i due sembrano pensare più a curare la vita professionale, ad approfondire e limare i successi, a sviluppare ulteriormente i successi sociali, a concentrarsi sulla propria carriera ma è proprio la perdita (temporanea) di Toutoù a cambiare la situazione. Essi scoprono di non aver avuto sufficiente cura della loro vita privata, di aver dimenticato quelle dissonanze e quegli ideali che li hanno attratti l’una verso l’altro. In fondo non facevano altro che vivere nell’abitudine capendo quanto quella proiezione che davano di loro all’esterno fosse l’immagine sbiadita della consuetudine, della falsa felicità, delle delusioni, delle insicurezze, della stanchezza e della sofferenza interiore.

La fuga di Toutoù, quindi, ricolora quell’immagine ormai sbiadita costringendo Marzia e Alessandro ad aprire le ferite non ancora rimarginate e ad analizzare tutti i sentimenti; induce ancora i due ad interrogarsi sulla loro relazione tra la rivelazione di un segreto e le inevitabili accuse reciproche che dovevano, anche, giustificare la perdita di slancio e intimità del loro rapporto intavolate con l’ingresso in famiglia dell’amico a quattro zampe. Elemento di rottura-unione è l’amico Paolo, uomo cinico ma che dimostrerà successivamente le sue fragilità e le sue preoccupazioni. Infatti, durante la temporanea rottura del matrimonio, causata dalla gelosia di lei, una rottura comunque idilliaca e acerba allo stesso tempo, è proprio l’amico Paolo, ritornato a casa dopo una discussione con Alessandro, a riportare il cane facendo ristabilire pace e serenità nella coppia.

Di solito sono i padroni ad abbandonare il proprio cane, qui invece è il cane ad abbandonare i padroni proprio perché “qualche volta scappano”. Scappa l’amico, scappa il partner, scappa la famiglia, il tradimento, scappa la situazione di mano e ci s’imbatte nell’autoriflessione, nella critica, nell’accusa e nella ridiscussione di tutto ciò che si è vissuto.

Grazie a tutti, ci avete offerto un viaggio dentro noi stessi.