in foto: Alan Parsons durante il live a Villa Ada. © Giacomo Latorrata

"I ain't got a heart of stone, I'm hurtin' more than I've ever kown".. con queste parole si apre il live di Alan Parsons Project dello scorso 11 luglio presso il suggestivo laghetto del parco romano di Villa Ada.

Guy Erez durante il live di Alan Parsons Project a Villa Ada. © Giacomo Latorratain foto: Guy Erez durante il live di Alan Parsons Project a Villa Ada. © Giacomo Latorrata

Psichedelico, sul confine tra elettronica e rock sinfonico, tra strumenti classici e ultime tecniche di registrazione, l'Alan Parsons Project porta un marchio inconfondibile con sé, quello del più grande ingegnere del suono che la musica moderna possa mai aver potuto vantare. Parliamo di Alan Parsons, pietra miliare del Progressive Rock britannico, attivo dagli anni '60 presso gli studi EMI di Abbey Road, passato alla storia per aver collaborato alla riuscita di album quali Let it be e Abbey Road dei Beatles o Atom Heart Mother e The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd.

Alastair Greene e Alan Parsons durante il live a Villa Ada.in foto: Alastair Greene e Alan Parsons durante il live a Villa Ada.

Un mito, in studio e sul palco, in questo caso quello di Villa Ada dove, insieme ai suoi affiatatissimi Pj Olsson (voce), Alastair Greene (chitarra), Todd Cooper (sax), Guy Erez (basso), Tom Brooks (tastiere), Dan Tracey (chitarra) e Danny Thompson (batteria), ha fatto il suo ingresso stregando i fan con sei minuti di ammaliante psichedelia acustica sulle note di I Robot. L'attacco di Damned if I do ha rappresentato il suono di gong, quello in grado di, insieme ad una perfetta coreografia di luci, richiamare a sé la platea per invitarla ad un trip musicale in grado di tenere altissima l'attenzione del pubblico per un'ora e mezza.

Alan Parsons Project durante il live a Villa Ada. © Giacomo Latorratain foto: Alan Parsons Project durante il live a Villa Ada. © Giacomo Latorrata

Perfetta complice del live di Alan Parsons Project è stata la cornice offerta da Villa Ada, ormai da 23 anni simbolo dell'estate capitolina. Regina dell'intrattenimento romano, l'isola del laghetto di uno dei parchi più conosciuti di Roma è diventata l' "Isola che c'è", il Central Park del Lazio, in grado di dar voce ad artisti emergenti e big della musica italiana e internazionale, all'interno di un progetto culturale e musicale che, in collaborazione con ARCI Roma, prende ormai il volto di un festival storico.

Si tratta di VILLA ADA-ROMA INCONTRA IL MONDO, che anche nella sua edizione 2016 si è confermata magica, capace di unire un ricco programma di concerti a clubbing, workshop, campus estivi per bambini, relax, food a km 0, contest, esposizioni e altre attività legate alle arti, all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale.
Una scaletta di attività ricchissima in un'oasi verde che non perde il suo stampo cosmopolita, in grado di emozionare non solo il grande pubblico ma anche gli artisti, che non possono far a meno di rimaner entusiasti di suonare davanti ad una scenografia naturale quale quella regalata dal parco e dai suoi alberi, dai riflessi della luna sul laghetto e dalle luci soffuse che abbracciano la platea.
Suggestivo a 360 gradi, e diremmo anche perfetto per celebrare, in concomitanza con la data romana di Alan Parsons Project, il 40esimo anniversario dall’uscita del loro primo album Tales of Mistery and Immagination – Edgar Allan Poe.

Villa Ada e Alan, You ain't got a heart of stone, but you are touching us more than you've ever kown.

DISCOVER VILLA ADA
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