Debutta domani #Aggratis!, il nuovo programma comico di RaiDue: 9 puntate in diretta dalle 23.40  per ridere in tempi di crisi.

Condotto da Fabio Canino e Chiara Francini, #Aggratis! andrà in onda dallo Studio Uno di via Teulada a Roma, quello degli storici varietà del sabato sera e, come da titolo, sarà realizzato in economia: parteciperanno "comici, deejay, giornalisti, gente del web, ospiti speciali", e lo faranno gratuitamente.

Dimentichiamo per un attimo il fastidioso cancelletto "ggiovane" del titolo -l'hashtag è simpatico la prima volta, poi basta: ci pensiamo noi a metterlo quando twittiamo, capito autori televisivi?- e concentriamoci sul programma, perché  finalmente potremo vedere un po' di liberatoria stand up comedy in stile anglosassone nientepopòdimeno che in televisione, in Rai addirittura.

Mi spiego meglio: potrebbe essere la volta buona che noi, disgraziati telespettatori italiani ammorbati da presunti comici che campano di luoghi comuni e frasi fatte, ci meritiamo dei comici veri che abbiano qualcosa da dire che vada oltre il "bucio de culo".

I comici di #Aggratis! saranno infatti quelli di Satiriasi, la rassegna di satira fondata da Filippo Giardina a Roma. Qui modestamente se n'era già parlato in tempi non sospetti, quando in un irrefrenabile impeto di obiettività, li avevo definiti "moderni Gulliver che domano l'incendio del pensiero comune pisciandoci sopra con irriverenza".

Se uso il condizionale e scrivo che "potrebbe" essere la volta buona è perché il mio personale timore è che ne escano depotenziati, non tanto per sfiducia nei loro confronti, quanto perché la Rai è l'azienda in cui nel dicembre 2011 passò la circolare interna che vietava di pronunciare la blasfema parola"preservativo" nella giornata mondiale contro l'Aids. In un posto simile, chiedersi che ci facciano quelli di Satiriasi è il minimo sindacale.

A parte religione e parolacce gratuite per le prime puntate, il che è già una castrazione, loro assicurano di avere avuto carta bianca; si sa che la famosa "carta bianca" è anche notoriamente conosciuta come la Costituzione di Fruttolandia, però se ho visto i Marlene Kuntz sul palco di Sanremo senza rischiare la sincope, posso anche vedere Giardina e compagnia bella su RaiDue credendo che sia effettivamente così.

Di fatto, comunque vada #Aggratis!, si verificherà  l'approdo in tv di un nuovo genere, la stand up comedy appunto: una comicità non consolatoria, una critica dell'esistente che, citando Daniele Luttazzi, attacca i pregiudizi  inculcati nell'individuo dai marketing politici, culturali, economici e religiosi. Il tutto condito da una spinta libertà d'espressione che scandalizza in quanto tale.

Conoscendoli artisticamente, suppongo che  i comedian ingraneranno la marcia puntata dopo puntata, sferrando le mazzate più pesanti nelle puntate finali, quando il pubblico televisivo li conoscerà. Intanto c'è la diretta: ufficialmente garantisce la massima interazione con gli spettatori attraverso i social network (l'hashtag del titolo, do you remeber?), ma non ci vuole molto a ipotizzare che sia una garanzia contro eventuali tagli di pezzi particolarmente controversi.

Se gli ascolti li premieranno come mi auguro, l‘impatto del gruppo di Satiriasi sarà dirompente perché la loro comicità è quanto di più lontano ci possa essere dalla programmazione Rai. Il pubblico non potrà non notare la differenza tra i comici di #Aggratis! e quelli, per esempio, di Made in Sud, che va in onda il giorno prima nella stessa fascia oraria sempre su RaiDue.

Se il programma andasse bene, sarebbe una bellissima notizia perché il genere satira ormai non lo conosciamo più, non lo distinguiamo proprio, tanto che ne consideriamo Crozza il maitre-à-penser; l'anno scorso ci ha provato la Guzzanti su La7 ma Un due tre stella, nonostante ottimi spunti, era un programma lungo, pretenzioso, autoreferenziale e non ha funzionato. Dopo la cacciata di Luttazzi dalla tv, la satira è praticamente morta, il genere ammazzato; vedremo se i malati di satiriasi riusciranno a resuscitarlo, o almeno a rianimarlo.