Adriana Lecouvreur venne sepolta in una fossa comune. Voltaire, rimase allibito dall’ingratitudine dei Francesi, che non avevano saputo rendere omaggio a una delle donne più celebri e affascinanti. Scrisse dunque per lei un’elegia, contro il mondo insensibile “O dei! Perché il mio paese non è più la patria, né della gloria né dei talenti?”, Parigi, 30 maggio del 1730.

Entrare nel Teatro San Carlo è emozione pura, ma c’era una energia particolare nella prima di “Adriana”, come se lei ancora aleggiasse nei meandri del palcoscenico, o seduta in una delle vellutate poltrone del “Massimo”. Forse sarà stata, suggestione, o l’ entrata del Maestro Daniel Oren, una leggenda; oppure la musica talvolta celestiale, capace di trasportare lo spettatore dove egli desiderava, addirittura nella stessa epoca di Adriana. I silenzi, le arie, il pubblico trepidante, la musica: un tutt’uno con qualcosa di veramente magico.

Nel 150° anniversario dalla nascita di Francesco Cilea (1866 – 1950) ed in ricordo di Daniela Dessì (1957 – 2016), interprete applaudita nell'ultima edizione di Adriana Lecouvreur andata in scena al San Carlo (2003), Daniel Oren ritorna al Teatro di San Carlo per Adriana Lecouvreur, ed il titolo, stesso, ritorna dopo 13 anni nel cartellone di Napoli. Saranno sei repliche fino al 23 ottobre) per il titolo più amato del compositore calabrese, su libretto di Arturo Colautti.

La regia è di Lorenzo Mariani, scene e costumi sono rispettivamente di Nicola Rubertelli e Giusi Giustino, nello storico allestimento del 2003. La produzione del Teatro di San Carlo, che si avvale tra l'altro delle luci di Claudio Schmid e della coreografia di Michele Merola, vedrà alternarsi un cast internazionale, con artisti del calibro di Barbara Frittoli (in sostituzione di Anna Pirozzi) e Svetla Vassileva (Adriana Lecouvreur), Marcello Giordani (in sostituzione di Fabio Sartori) e Gustavo Porta (Maurizio), Luciana D’Intino e Marianne Cornetti (La principessa de Bouillon), Carlo Striuli (Il principe de Bouillon), Luca Casalin (L'abate di Chazeuil); e ancora Alessandro Corbelli e Alberto Mastromarino (Michonnet), Paolo Orecchia (Quinault), Stefano Consolini (Poisson), Elena Borin (Mad.lle Jouvenot), Milena Josipovic Giovanna Lanza (Mad.lle Dangeville).

Adriana Lecouvreur fu composta da Francesco Cilea (1866 – 1950) su sollecitazione dell’editore Sonzogno. Il titolo arrivò poi a Napoli nel dicembre 1903 e da allora venne ripreso 22 volte, con grandissimi interpreti ad alternarsi nei ruoli principali, Ebe Stignani, Beniamino Gigli, Tito Gobbi, Maria Caniglia, Magda Olivero, Renata Tebaldi, Giulietta Simionato, Ettore Bastianini, Raina Kabaivanska, Montserrat Caballé, Daniela Dessì, Franco Corelli, José Carreras per citarne solo alcuni. Proprio a Daniela Dessì, ultima interprete nel 2003, è dedicata questa produzione.

Il libretto di Arturo Colautti (forte del recente successo di Fedora di Umberto Giordano) si ispira a personaggi realmente esistiti, filtrati attraverso l'omonimo dramma di Scribe e Legouvé. Il personaggio centrale del dramma è Adrienne Lecouvreur, una delle attrici più importanti della Comédie-Française, vissuta tra 1692 e il 1730, grande interprete dei testi di Racine e Corneille (la citazione al monologo di Fedra abbandonata non è un caso), amica e amata anche da Voltaire. La morte avvenne per cause rimaste misteriose, ma Cilea preferì fornire la versione, ben più teatrale, della morte per avvelenamento, avvenuta per mano della sua rivale in amore.

Tipici della scrittura di Cilea sono i Leitmotiv, che caratterizzano le entrate in scena di tutti i personaggi. Sulla mimesi, in alcuni siparietti quasi tragicomici (basti pensare all'abate di Chazeuil), dei modi leziosi settecenteschi, si innestano momenti struggenti e melanconici, propri del decadentismo più languido di inizio Novecento.

in foto: Teatro di San Carlo_Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea
Libretto Arturo Colautti dalla commedia di Eugène Scribe e Ernest Legouvé
Regia Lorenzo Mariani, Scenografia Nicola Rubertelli, Costumi Luisa Spinatelli
Light design Claudio Schmid, Coreografia Mauro Bigonzetti
Stagione
2002/2003